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Se muore il Sud. Gian Antonio Stella a Belluno elenca i guasti di un’Italia decadente

Dic 6th, 2013 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

gian antonio stella rotary«Perché Claudia Ferrazzi 34 anni di Bergamo, due figli, al top management del Louvre, uno dei musei più importanti del mondo, non è rimasta in Italia? Poteva essere ministro dei Beni culturali, e invece qui abbiamo ministri ai quali non avremmo nemmeno affidato l’amministrazione del condominio!»

Lo ha detto , giornalista e scrittore, firma prestigiosa del Corriere della Sera, autore insieme a Sergio Rizzo del libro “” (Editore Feltrinelli Fuochi 320 pagine 19 euro) nel corso della presentazione che si è tenuta giovedì sera al centro Giovanni 23mo su iniziativa del Rotary Club Belluno, con moderatore il professor Paolo Colleselli.

Per raccontare le vicissitudini del Mezzogiorno, Stella è partito da Cavour, che in punto di morte, nel 1861 ebbe a dire “resta il problema dei napoletani”. E senza fare sconti a nessuno, Stella ripercorre per immagini e aneddoti la storia dall’800 ad oggi. Racconta dei crimini perpetrati in danno alla popolazione del Sud, come l’uccisione di 400 cittadini da parte di un Battaglione di bersaglieri a Pontelandolfo (Benevento). «Se allora fosse stata stata fatta un’inchiesta per punire i responsabili – sottolinea Stella- probabilmente i rapporti Nord Sud sarebbero stati diversi».

Parla nei dettagli del brigantaggio, di teste mozzate poi esibite in gabbie di legno come monito a chi si ribellava allo Stato italiano. Di come, insomma, il Nord si presentò al Sud. «La guerra civile americana tra nordisti e sudisti provocò 350mila morti, eppure oggi non è come qui che riaffiorano puntualmente antichi rancori».

«L’altro ieri a Napoli i movimenti neo borbonici distribuivano volantini contro il Nord, simili a quelli della Lega che fomenta l’odio contro il Sud».

Ma il pugno nello stomaco Stella lo sferra nella cronaca delle morti per cancro causate dai veleni del nord finiti nelle discariche di Giugliano in Campania. Taverna del re, 4,5 chilometri quadrati di ecoballe che hanno portato la morte. La terra dei fuochi, con roghi di rifiuti, i bigliettini dei bambini morti di cancro. Eppoi Bagnoli, l’acciaieria chiusa dove doveva sorgere un parco. 46 milioni di euro buttati senza che il parco abbia mai aperto. Una lunga carellata di dati statistici che non lasciano scampo ad un Sud, affossato sempre di più. In dieci anni la regione bulgara di Sofia, dopo i 45 anni di dittatura, è riuscita a sorpassare il Mezzogiorno. Una classe politica inefficiente e ben pagata, il segretario dell’Ars (Assemblea regionale siciliana) Giovanni Tomasello in pensione a 57 anni con 13mila euro per 16 mensilità.

Ce n’è per tutti. La burocrazia. Il Cantico delle Creature, il testo poetico più antico della letteratura italiana, è di 260 parole. Per una autorizzazione ad allevare due cardellini ci sono volute 523 parole pubblicate in gazzetta ufficiale siciliana. A Palermo sono stati dati 15 milioni di euro per un corso selezione di 1.500 giovani, alla fine del quale sono stati formati 18 apprendisti. Costo finale 843.959 euro cadauno. Infatti la metà dei formatori in Italia sono siciliani. Si finanziano corsi per baristi acrobatici, per esperti di abbronzatura artificiale, mentre ci sono imprenditori che si suicidano per poche migliaia di euro. In dieci anni sono stati erogati 4 miliardi di euro alla Regione Sicilia.

Stella dà un colpo al cerchio e uno alla botte. Parla anche delle eccellenze del Sud, di due giovani fuoriclasse, l’ingegnere Luciano Belviso e l’avvocato Angelo Petrosillo che nel 2009 fondano la Blackshape Aircraft partendo con un prestito di 25mila euro della Regione Puglia, dopo che 42 banche avevano sbattuto loro la porta in faccia. A Monopoli iniziano la produzione del Blackshape Prime, un ultraleggero interamente in fibra di carbonio premiato quale velivolo più avveniristico.

«Se muore il Sud muore anche l’Italia – ha concluso Gian Antonio Stella – . Le energie per cambiare in questo Paese ce l’hanno i trentenni e le donne»! Ma una classe dirigente di vecchi che ad oggi non ha rinunciato a nulla, sarà disposta a farsi da parte per il bene del Paese?

(adn)

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5 comments
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  1. Stella aveva davanti a sè la risposta alla sua domanda.

  2. il sud è morto e sepolto da mo’, il problema è che fa morire anche noi…

  3. Giusto Cleber, se poi aggiungi che anche noi ci mettiamo del nostro per autoaffondarci…

  4. Perchè si preoccupa tanto del Sud se è tra i fautori della distruzione dell’architettura democratica dello stato?

    Le sue assurde idee sull’inutilità degli enti locali faranno solo che peggiorare la situazione.

    A gente così le porte vanno chiuse in faccia, non aperte per presentare libri.

  5. Se muore il sudde, al norde si fa grande festa! E si diventa subito la nazione più ricca d’Europa.