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Rumori molesti al Teatro comunale. L’attrice Maddalena Crippa scrive al sindaco di Belluno

Dic 6th, 2013 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Lettere Opinioni, Prima Pagina
Maddalena Crippa

Maddalena Crippa

Gentile Sindaco,

Dopo la brutta esperienza vissuta durante lo spettacolo “Passione” recitando nel Teatro Comunale, sento l’esigenza di scrivere a lei, e a tutta la cittadinanza di Belluno.

Il Teatro Comunale e’ un edificio che oltre ad essere parte integrante della bellezza architettonica del centro, del cuore di Belluno, e’ anche “Il Luogo” dove da sempre i Bellunesi si riuniscono per assistere a spettacoli teatrali, musicali e ad eventi che arricchiscono culturalmente tutta la comunità.

Lo spettacolo sia esso teatrale o musicale necessita di una sola cosa irrinunciabile, il silenzio. Il silenzio è indispensabile all’attore o al musicista per compiere il suo lavoro che è fatto di concentrazione, immedesimazione per poter creare la realtà del testo o della musica che sta interpretando, come è indispensabile al pubblico quella qualità dell’ ascolto che permette di seguire e forse sviluppare, sensazioni, pensieri, emozioni. E’ da moltissimi anni che vengo a recitare a Belluno ma mai mi era successo di essere così pesantemente disturbata per tutta la durata del mio lavoro. Un lato del Teatro Comunale è legato agli altri edifici dalla porta Dojona mediante una grande volta, il Bar Opera è situato nel vano difronte all’ingresso artisti, dunque a pochi metri.

Teatro Comunale di Belluno

Teatro Comunale di Belluno

E’ un bar talmente piccolo all’interno che la maggior parte degli avventori sostano all’esterno, le voci e gli schiamazzi sono enormemente amplificati dalla volta al punto da sembrare dentro il teatro stesso, inoltre il bar è dotato di un’ amplificazione esagerata e il suo piccolo spazio costringe ad un continuo va e vieni con relativa apertura della porta e fuori uscita della musica che essendo già a un decibel da discoteca, viene ulteriormente amplificata dalla volta. Io mi chiedo come e’ stato possibile concedere una licenza ad un esercizio dalle caratteristiche così incompatibili con le esigenze del Teatro Storico della città’ e del suo pubblico senza considerarne le conseguenze, come e’ possibile accettare che un bar e i suoi avventori possano compromettere lo svolgersi delle attività di un Teatro che coinvolge e serve un’ intera comunità.

Come cittadina mi chiedo anche perché le nostre vite debbano essere invase sempre di più dalla musica sparata al massimo, e ovunque. Non è questione di limitare la libertà di nessuno, un esercizio può utilizzare impianti di amplificazione ci mancherebbe altro, ma solo quando può dotarsi di un insonorizzazione che evita di imporre e violare continuamente la legittima libertà degli altri, minacciando come in questo caso lo svolgersi di attività culturali che hanno una storia e una tradizione conosciute da sempre e ben antecedenti all’apertura del bar Opera, e per questo vanno difese e rispettate.

Spero che lei e la sua Amministrazione voglia prendersi a cuore la soluzione di questo conflitto che tanto penalizza il pubblico di Belluno, destinando un altro spazio dove il bar Opera possa svolgere la sua attività, e nel frattempo garantire che almeno nei giorni di spettacolo, che tra l’ altro non sono continuativi, siano assicurate le condizioni necessarie allo svolgessi della programmazione del Teatro.

Ringraziandola della attenzione la saluto cordialmente

Maddalena Crippa

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6 comments
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  1. Parole sante!!

  2. La colpa, per una volta, non è dell’amministrazione comunale. L’attuale bar Opera (ironia dell’intestazione attuale!) esiste da decenni a Belluno. Quindi non è il bar di per sè a creare disturbo, ma l’attuale clientela, che ha una concezione diversa del divertimento e del rispetto per le altre attività, ma questo purtroppo è comune ad altri avventori di pubblici esercizi.. Mi risulta che a più riprese quella sera venne fatto presente ai gestori il disturbo che veniva arrecato, senza ottenere risultati.
    Il bar inoltre era già stato sanzionato per aver utilizzato lo spazio esterno in modo difforme dalla licenza (banco spina esterno non autorizzato), quindi si può definire recidivo in comportamenti errati.
    Sta ora al Sindaco adottare le decisioni che reputa più opportune.
    Spiace comunque leggere queste parole di profonda deplorazione della brava attrice, che non fanno onore ad una città che ama prosa, musica e spettacolo da sempre.
    S dive trovare un soluzione definitiva che permetta a tutti di poter operare nel migliore dei modi nelle proprie attività. Ma che non sia il solito salvare capra e cavolo.

  3. Nella classifica dell’educazione siamo proprio in coda!

  4. Se la buona educazione non ci arriva, allora ci deve arrivare l’autorità.
    Se si doveva toccare il fondo per rimbalzare o colmare il vaso di vergogna, bene, questa è l’ultima goccia.
    Se Massaro non aveva intenzione di intervenire, bene, ora ci ripenserà.
    Iniziamo a scusarci con gli artisti e mettiamo un argine alla barbarie, se è possibile.

  5. Gravissime e sacrosante le accuse le accuse. Come si risolvono i problemi ? Educando tutti al rispetto degli altri.

  6. Riporto quanto scritto in altra sede:

    Innanzitutto un stato civile (quale non siamo) non prende decisioni per sensazioni del tutto soggettive, ma su dati oggettivi. Il diritto alla quiete è garantito dalla legge (ad ogni modo con una normativa assurda)…ma quello al SILENZIO no. Il diritto al SILENZIO non è garantito in nessuna regolamentazione, per la semplice e banale ragione che questo entrerebbe in conflitto con QUALSIASI attività antropica, e che la vita in città si deve basare sulla tranquillità, non sul SILENZIO. Si faccia una rilevazione, se questa risulta fuori norma, si continui alla ricerca di una soluzione, altrimenti, si denunci immediatamente chi ha diffamato un’attività.. Ovviamente, dovendo il teatro avere per svolgere la propria attività (pubblico spettacolo) parametri di insonorizzazione, si verifichi che questi siano rispettati, altrimenti, come corretto, che sia sospesa l’attività teatrale come in caso opposto sarebbe sospesa quella di concertini nel locale.