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Disparità fiscale: ristoranti contro agriturismo

Dic 6th, 2013 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

confcommercio bellunoSecondo Confcommercio Belluno, la normativa fiscale che regola gli agriturismo è più favorevole di quella che disciplina i ristoranti.

A un anno dall’entrata in vigore della nuova legge sugli agriturismi la Commissione Agricoltura della Regione Veneto ha già approvato alcune modifiche, dando il via libera a un progetto di legge che vorrebbe semplificare le procedure e rendere più flessibile l’attività di accoglienza e ristorazione negli agriturismi.

“Se la Regione Veneto vuole trasformare le attività agrituristiche in veri e propri ristoranti, vogliamo che le regole siano uguali per tutti, in particolare quelle fiscali” – denuncia Rossana Roma, presidente dei pubblici esercizi bellunesi.

Attualmente nel Bellunese il 75% dei prodotti somministrati nell’agriturismo può essere di produzione extra-aziendale e c’è chi vorrebbe aumentare questa soglia. In questo modo è evidente che tra agriturismo e ristorante la distanza è breve.

“In un agriturismo mi aspetto di consumare alimenti “casalinghi” e di stagione, prodotti in loco, nella tipologia e nella quantità che il fondo agrituristico produce – continua Roma – mentre già con la norma attuale è possibile organizzare affollati banchetti di nozze, in gran parte a base di prodotti provenienti da lontano. Mi domando se tutto ciò sia all’insegna della genuinità locale e conforme alle aspettative del consumatore. In ogni caso, se dobbiamo parlare di libera concorrenza, chiediamo che almeno siano uniformati gli oneri fiscali a carico di chi opera in questo mercato libero”.

Oggi un ristorante versa imposte sui ricavi, l’agriturismo applica un regime forfettario. Un ristoratore paga l’Irpef con aliquote calcolate in base al reddito, mentre l’imprenditore agricolo la paga solo sul 25% del reddito. Anche l’Iva è ridotta per l’agriturismo che la versa in misura pari solo al 50% di quella relativa alle operazioni imponibili.

“Spero che la politica faccia una seria riflessione sui contenuti del progetto di legge” conclude Roma. “Non possiamo continuare a subire trattamenti differenziati e iniqui e pagare oneri oramai insostenibili”.

 

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One comment
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  1. Purtroppo anche al Sud abbiamo questo enorme problema…Agriturismi che nascono come funghi…cucinano pesce ed hanno tutti i vantaggi di legge sugli agriturismi. Ora non so cosa pensare, ma non e’ che lo stato vuole far chiudere tutti i ristoranti? pero’ le tasse poi le pagheranno solo loro spero perche’ dove prendera’ i soldi? Al sud anche l’iva dell’energia elettrica e’ ridotta a loro della meta’ noi al 22% loro massimo all’11% vi sembra giusto? noi facciamo 20 coperti la domenica loro addirittura 150..per non parlare dei Club ….Ci sarebbe da parlare all’infinito su questo argomento, so solo che noi ci siamo stancati e fra un po’ abbiamo anche intenzione di chiudere. Anni di sacrifici buttati al vento per una legge idiota da cancellare o almeno da modificare. Grazie.