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Nuove concessioni al Trentino e all’Alto Adige. Piccoli: “Le promesse a Belluno e gli accordi a Bolzano”

Nov 26th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Giovanni Piccoli, senatore Pdl

Giovanni Piccoli, senatore Pdl

“Lo sfogo del presidente Cappellaro sul tema dell’ormai insostenibile squilibrio di risorse tra la nostra Provincia e le limitrofe autonomie di Trento e Bolzano, così come le preoccupazioni sulla competitività complessiva del nostro territorio, sono da condividere completamente.” Alle parole del presidente di Confindustria Belluno seguono, a stretto giro, le considerazioni del senatore bellunese di Forza Italia, Giovanni Piccoli.

“Il fatto più grave è che in quest’ultima occasione vi è stata una sconcertante posizione del governo che ha recepito proposte inaccettabili, assumendo così un ruolo che non esito a definire di connivenza e complicità con chi fatica persino a riconoscere il suolo italiano che abita”. Continua Piccoli, che poi evidenzia un certo squilibrio anche nel dialogo a Roma.

“Certo l’impegno della politica bellunese può e deve essere ancor più forte di fronte a queste vicende, ma il punto è che ci confrontiamo con un governo che ormai assomiglia sempre più a Giano bifronte. Le promesse a Belluno, gli accordi conclusi – magari nottetempo – a Bolzano.”

“Anche sulla questione dei fondi Brancher si sta tentando una manovra di aggiramento degli impegni stabiliti per Trento e Bolzano, impegni che sono normati da anni. Con un emendamento, inserito nella legge di Stabilità sempre dai senatori alto atesini, si cercano di stravolgere le modalità di erogazione dei fondi, così frustrando le posizioni dei veri destinatari della norma originaria, ovvero i Comuni. E tutto ciò mentre si prospetta – in spregio alle fondate perplessità della Ragioneria dello Stato – addirittura un ampliamento della specialità dei nostri vicini. Se questi sono i presupposti, viene da chiedersi quanto reali siano le promesse del presidente Letta sull’autonomia della Provincia. Al presidente Cappellaro – conclude Piccoli – dico che la politica bellunese non è né sorda né cieca di fronte alle difficoltà, ai timori e ai trattamenti ingiusti che sono riservati al nostro territorio. Dobbiamo perseverare in questa partita per il rilancio, purtroppo con la consapevolezza, oggi ancor di più, che possiamo contare solo sulle nostre forze. L’impegno della politica è quello di unirle e centuplicarle, per tradurre la difesa in finalizzazione. Se, come ha commentato il senatore Zeller, senza Letta e Delrio nulla sarebbe stato possibile, nei prossimi giorni ci rivolgeremo al governo perché spieghi”.

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12 comments
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  1. Dimissioni di massa, basta tergiversare.

  2. Semplicemente vuol dire che i parlamentari trentini ed altoatesini fanno bene il loro lavoro! Chiediamo ai nostri cosa stiano invece facendo. Loro, gli altoatesini, non perdono tempo sulle scalinate dei tribunali o a fare comunicati stampa inutili ed ovii.

  3. Semplicemente i nostri politici non combinano niente di niente, mentre quelli di Trento e Bolzano lavorano per la loro gente e il loro territorio. Tutto qui.

  4. Cappellaro (Industriali):

    “Ai nostri rappresentanti politici dico: sveglia! Basta con le promesse non mantenute, con le iniziative senza prospettiva, con le polemiche e i personalismi. Impariamo dai nostri vicini e portiamo avanti in modo compatto obiettivi condivisi. Il mondo delle imprese non può più attendere”

  5. Si, però adesso non banalizziamo.
    I trentini austro ungarigi hanno quella schifezza di articolo della Costituzione che li tutela/privilegia.

    Noi abbiamo quattro checche isteriche che sbraitano.

  6. Piccoli fa finta di disperarsi per la provincia, ma in realtà gongola perché in questo modo verranno perpetuate e possibilmente aumentate le associazioni consociative nelle quali lui e company sono maestri a sguazzare.

  7. La spiegazione che chiede il senatore al governo è molto semplice: in Sudtirolo hanno un progetto politico, noi invece abbiamo piccoli bond & c…

  8. Come se un rallentamento del progetto Trentino-Sudtirolo fosse utile per il Bellunese. Magari lavorare insieme un po’ di più sia meglio che lamentarsi gelosamente.

  9. Come se un rallentamento del progetto Trentino-Sudtirolo fosse utile per il Bellunese. Magari lavorando insieme si raggiungebbe di più – oppure basta lamentarsi gelosamente?

  10. Forse ai commentatori di questa notizia sfugge il fatto dirimente sulla questione. Da cinque anni, da quando cioè la SVP non è più partito di maggioranza assoluta in Provincia di Bolzano ma “solo” partito di maggioranza relativa, dura il patto dii ferro PD-SVP. Si tratta del patto – ovviamente lecito, politicamente – che ha retto l’ultima Amministrazione Provinciale a Bolzano, che regge quella attuale e che ha retto le ultime elezioni politiche, dove la SVP, alla Camera, era apparentata con le liste del Centro Sinistra. In virtù di questo apparentamento il Centro Sinistra ha ottenuto il premio di maggioranza alla Camera dei Deputati. Vuol dire che, per come sono andate le elezioni politiche dello scorso anno, senza i quasi duecentomila voti della SVP la storia italiana sarebbe andata diversamente La SVP ora gioca le carte che ha, e sono quattro assi! Il PD, per vincere le elezioni, che poi le ha vinte come le ha vinte, cioè solo alla Camera, ha calato le brache. Autori del patto sono Bersani, Bressa, già sindaco di Belluno, eletto a Bolzano e garante politico del patto (ah, i bellunesi!!!), e Durnwalder. Ora gli altoatesini passano all’incasso e qualche anima bella si meraviglia e si strappa le vesti. Non risolveremo nulla se continuiamo a riassumere tutto come un problema di rapporto fra un bolzanino forte e un bellunese debole. Il vero problema – POLITICO! – è l’accordo fra SVP e PD, accordo che sta facendo dell’Alto Adige non un territorio con una forte autonomia ma quasi uno stato dentro lo stato, tutelato da competenze che si possono ben riassumere nel concetto di sovranità. La Provincia di Bolzano come quasi Stato, dunque, e la responsabilità storica e politica di tutto questo è Partito Democratico. Il resto, cari amici, sono stupidaggini …. Che poi ci sarebbe da discutere sull’integralismo politico e sulla autoreferenzialità del Bolzanino, un territorio dove sono sempre stati vivi – e ancor oggi vivono – i germi del nazionalismo. Ma questa è tutta un’altra storia, in buona parte ancora da scrivere, e fa specie pensare che il PD, per governare a Roma, si sia alleato con un partito “naazionalista” e “intergalista” a Bolzano.

  11. […] Gli fa eco un nostro politico, tale Piccoli, senatore peones del PDL ora transfuga verso Forza Italia, che chinando il capo così risponde: […]

  12. A proposito di stupidaggini: se lavorare per la propria gente, rispettare la propria storia, governare con intelligenza le proprie risorse è un “germe nazionalista” speriamo che sia contagioso.
    Se anche i politici bellunesi fossero dei rappresentati di Belluno a roma e non degli scagnozzi dei partiti a Belluno gli accordi in cambio di autonomia potrebbero farli anche loro.
    4 voti al governo in cambio del rispetto di promesse fatte (vedi Letta a Longarone) in questo momento potrebbero far calare qualche braga… Questa è la storia ancora da scrivere se si guarda avanti e non per terra.

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