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Piano casa. L’Anci lo vuole temporaneo con i comuni che incassano oneri e decidono sui centri storici

Nov 25th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Anciveneto chiede alla Regione di partire da tre presupposti fondamentali. Nel documento presentato a ottobre in audizione.

 

Gino Pante, presidente Consulta piccoli comuni Anci Veneto

Gino Pante, presidente Consulta piccoli comuni Anci Veneto

Non solo una levata di scudi contro la versione in essere, ma una serie di proposte dettagliate. Anciveneto torna sulla questione del Piano Casa, attualmente in discussione in Regione. E ricorda, a tutti i sindaci che si sono pronunciati a riguardo, di aver già portato a Palazzo Ferro Fini un documento dettagliato nell’audizione del 23 ottobre. Documento che sintetizza Anci regionale. «Sono tre i nodi fondamentali da cui partiamo: la temporaneità del Piano, gli oneri di urbanizzazione e gli interventi nei centri storici. Il tutto garantendo ai sindaci spazi di manovra, senza che tutto venga calato dall’alto come sembrava dalla nuova bozza del piano Ter».

Temporaneità. Per funzionare il Piano Casa dev’essere temporaneo quindi limitato nel tempo. «I cinque anni attualmente previsti dalla Regione per la sua applicazione sono troppi» sostiene Bonesso.

Oneri di urbanizzazione. Devono essere corrisposti al Comune anche per la prima casa. Altrimenti le casse municipali rischiano ulteriori, gravi contraccolpi con conseguenze facilmente immaginabili per i servizi ai cittadini.

Centri storici. In questo caso si agisce solo con piani di recupero, da concordare con gli amministratori comunali; questo, ovviamente, in direzione di una maggiore trasparenza e partecipazione dell’ente locale.

 

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