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Enzo Barnabà alla Federazione operaia di Sanremo presenta ” Il Partigiano di Piazza dei Martiri”

Nov 24th, 2013 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

Lo storico quotidiano del sud- est francese, cioè il Nice- Matin, tempo fa, quando diede alle stampe il suo libro ” Morte agli Italiani” dedicato al progrom che a fine ottocento i provenzali di Aigues- Mortes dedicarono ai nostri connazionali che, poverissimi, colà erano andati alla ricerca di un faticoso e mal pagato lavoro nelle saline della Camargue, lo definì il ” distruttore, o meglio il destrutturatore delle frontiere mentali”.

enzo-barnabaEnzo Barnabà ha presentato alla Federazione operaia di Sanremo, il suo libro dal titolo ” Il Partigiano di Piazza dei Martiri” . Nato a Valguarnera in Sicilia, provincia di Enna nel 1944, il professor Barnabà ha insegnato per molti anni a Belluno e ora vive a Ventimiglia dove ha ricoperto importanti ruoli quale professore di lettere e storia prima, preside poi. Nella sua lunga carriera di intellettuale siculo- intemelio ha lavorato anche, alle dipendenze del Ministero degli Esteri, all’estero: in Francia, nelle ex colonie francofone dell’Africa ed a Scutari in Albania. E’ una delle figure preminenti del mondo intellettuale di sinistra del Ponente ligure.

Ha fondato a Ventimiglia, dove continua a vivere nella frazione di Grimaldi estremo lembo occidentale di Liguria, il circolo ” Pier Paolo Pasolini” e per un po’ di tempo è stato pure una delle punte di diamante dell’Idv imperiese da cui si è ritirato per visioni del tutto dissenzienti con l’attuale segreteria provinciale di quel partito. ” Il Partigiano di Piazza dei Martiri” narra la storia del siciliano Salvatore Cacciatore, soldato in Russia e nei Balcani per il Regio esercito italiano ai tempi della Seconda Guerra Mondiale. Dopo l’otto Settembre, mentre tutti lo davano per disperso sulle rive del Don, Cacciatore rientrò alla chetichella in Patria e si unì ai partigiani che combattevano l’oppressore nazi- fascista tra l’Isonzo ed i monti della Carnia. Cacciatore era siciliano e molti furono i combattenti originari della Trinacria che onestamente e valorosamente contribuirono, nei tre tremendi anni della Guerra di Liberazione nazionale, a liberare il proprio Paese dai ” Repubblichini” e dai tedeschi, avendo in mente un’idea diversa di Patria e di Italia. Come, infatti, dimenticare i fratelli Di Dio, giovani ufficiali della Guardia di Finanza che furono l’anima di quella Repubblica dell’Ossola ancor oggi in tutto il mondo indicata come irripetibile esempio di libertà.

Il partigiano Cacciatore Salvatore non vide il venticinque Aprile: cadde in una retata nazi- fascista e venne impiccato, insieme ad altri tre combattenti, il diciassette Marzo del 1945, ai lampioni della Piazza del Mercato di Belluno, la piccola capitale delle Dolomiti venete, che si chiamava Piazza Campedel e che ancora oggi con i suoi deliziosi portici rappresenta, subito al di fuori delle mura che cingevano la Belluno medioevale, il fulcro della vita cittadina. Dalla Liberazione in poi Piazza Campedel ha preso il nome di Piazza dei Martiri. L’ultimo libro di Enzo Barnabà ha ricevuto critiche lusinghiere. Di esso ha scritto Matteo Collura del Corriere della Sera:” E’ un romanzo che poggia su una puntuale documentazione e sulla visione poetica dell’autore come nel caso delle lettere e del diario del soldato creduto disperso ricostruiti con commovente partecipazione” . Con la presentazione del libro dell’intellettuale ventimigliese, che sarà introdotto da Giuseppe Conte già a lungo insegnante di lettere all’Istituto tecnico ” Colombo” di Sanremo, la Federazione operaia matuziana, diretta da Dario Biamonti, inaugura una serie di incontri, che si svilupperanno da domani sino a Natale, organizzati in collaborazione con la Fondazione di Palazzo Ducale di Genova.

Sergio Bagnoli

 

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