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Interpellanza dell’onorevole De Menech sul caso Electrolux

Nov 21st, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Roger De Menech, deputato Pd

Roger De Menech, deputato Pd

Roger De Menech, deputato bellunese del partito democratico, insieme a Simonetta Rubinato e altri colleghi, ha sottoscritto un’interpellanza urgente sul caso dell’Electrolux di Susegana.

La multinazionale svedese Electrolux, leader nel settore degli elettrodomestici e delle apparecchiature per uso professionale, è da tempo alle prese con la difficile situazione del mercato dell’elettrodomestico che ha portato in pochi anni a ben tre riorganizzazioni, con notevoli ripercussioni sul piano produttivo ed occupazionale che hanno interessato in modo particolare i due stabilimenti di Porcia (Pordenone) e Susegana (Treviso).

Le misure assunte fin qui non hanno prodotto i risultati sperati: nel 2012, infatti, il numero degli esuberi è cresciuto in tutti i siti (Susegana, Porcia, Solaro e Forlì) rispetto ai termini dell’Accordo del 2011;

l’assemblea dei soci Electrolux ha quindi presentato un nuovo piano strategico che prevedeva: per l’anno 2012 la volontà di continuare a ridurre i costi e potenziare la propria presenza a Est e nei mercati emergenti; la riduzione della capacità produttiva nei mercati cosiddetti «maturi»; la proroga, fino al 2015, del progetto di riposizionamento produttivo al fine di diminuire ulteriormente la capacità produttiva nei Paesi ad alto costo e trasferirla in quelli low cost; dopo un’intensa trattativa tra sindacati e azienda, il 30 marzo 2012 è stato sottoscritto un nuovo accordo in sede ministeriale, preceduto da un referendum tra i lavoratori negli stabilimenti del gruppo, per gestire i predetti consistenti esuberi.

Il nuovo piano sociale, ferma restando la cassa integrazione straordinaria a rotazione mensile per 120-130 lavoratori alla volta, prevede altresì l’utilizzo della cassa integrazione a riduzione d’orario giornaliero con turni di 6 ore in tutti gli stabilimenti del gruppo e offre misure incentivanti l’esodo, fondi, garanzie e consulenza per promuovere l’autoimprenditorialità, nonché formazione finalizzata all’outplacement; va rilevato altresì che sin dall’accordo del marzo del 2011 la proprietà ha messo a disposizione, a condizioni particolarmente agevolate, le aree inutilizzate degli stabilimenti di Susegana e Porcia, a favore di processi di reindustrializzazione ad opera di soggetti industriali con un piano solido e credibile che siano intenzionati ad assumere lavoratori Electrolux; lo stato del comparto nazionale dell’elettrodomestico è noto: il settore soffre da tempo di una crisi di competitività, aggravata negli ultimi quattro anni a causa della rilevante contrazione della domanda e della concorrenza di produzione da Paesi a basso costo del lavoro, ormai di qualità comparabile, al punto che è minacciata la sostenibilità del comparto anche nel breve periodo.

Da tempo è altresì evidente la necessità di costruire un piano di ampio respiro di politica industriale, capace di dare sostegno e rilancio ad un settore che riveste da sempre in Italia un ruolo strategico e di primaria importanza, con una leadership per investimenti in ricerca e sviluppo e per qualità del prodotto, essendo il secondo comparto manifatturiero, dopo quello dell’automobile, con 130 mila lavoratori addetti tenuto conto dell’indotto, che sta parimenti soffrendo e comprende aziende come ad esempio l’ACC Compressors SPA di Mel (BL), nata da uno spin-off di Electrolux, a sua volta leader europeo nel settore dei compressori per il freddo.

De Menech ricorda concludendo che nell’interpellanza, depositata alla Camera da Simonetta Rubinato (Pd) e sottoscritta da lui e da una quarantina di deputati, viene chiesto al premier Enrico Letta di istituire il tavolo nazionale per il settore dell’elettrodomestico.

Viene posta con forza l’urgenza che il governo intervenga in un comparto produttivo strategico per l’industria in Italia. Non c’è più tempo da perdere, occorre definire entro i prossimi mesi una strategia di politica industriale di breve e medio periodo ed implementare con urgenza le azioni necessario per il rilancio del settore, inclusa la sorveglianza di mercato per la difesa del valore aggiunto del prodotto italiano, motore per la crescita del Paese e la salvaguardia dei livelli occupazionali.

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