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Concorrenza sleale dei Servizi Forestali e Genio Civile alle imprese. La protesta di Confindustria Belluno Dolomiti

Nov 19th, 2013 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

Il settore è in sofferenza: nel secondo trimestre dell’anno c’è stato in provincia un crollo del fatturato (- 5,7%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Gli imprenditori, preoccupati per il possibile accorpamento tra Servizi Forestali e Genio Civile, si rivolgono al governatore Luca Zaia: dimostri che la Regione Veneto non è come lo Stato

confindustria belluno dolomiti«Ridefinire le attività dei Servizi Forestali che attualmente sono in concorrenza diretta e sleale con le imprese edili del territorio, già provate da una crisi che sta mettendo a dura prova l’intero settore». E’ questa la richiesta di Confindustria Belluno Dolomiti, che denuncia una «situazione non più tollerabile», anche alla luce della prevista riorganizzazione delle strutture regionali che la giunta veneta sta portando avanti. Si tratta di una questione non nuova. Dopo la prima lettera inviata nell’agosto del 1994 dall’allora presidente della Sezione Edili Celeste Bortoluzzi al presidente della Regione Veneto, l’associazione ha ripetutamente richiamato l’attenzione su questo aspetto, puntando il dito in particolare, ma non solo, contro i così detti “lavori in delega”, quelli che le amministrazioni locali affidano direttamente ai Servizi Forestali, anziché appaltarli alle ditte private, perché meno oneroso e più semplice dal punto di vista amministrativo.

Ma nulla è cambiato. Anzi. La situazione potrebbe addirittura peggiorare con l’accorpamento, di cui si sta discutendo a Palazzo Balbi, del Genio Civile con i Servizi Forestali, finalizzato a una maggiore sinergia tra i due enti. Quel che preoccupa gli industriali è che ciò comporti un’ulteriore riduzione degli appalti a favore delle imprese, per di più in una fase in cui il settore è in grande sofferenza, come confermano i numeri. Nel secondo trimestre dell’anno c’è stato in provincia un crollo del fatturato (- 5,7%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con Belluno che registra il dato peggiore in Veneto. Il calo degli ordini si attesta a -3,9% e, anche in questo caso, è tra i peggiori: solo a Venezia è stato più pesante (-4,2%). Negativo, ovviamente, anche l’andamento dell’occupazione, con un calo del 6,2%, superiore, anche se di poco, alla media regionale (-6%). «In questo contesto drammatico – fa sapere l’associazione degli industriali bellunesi – cresce l’insofferenza delle nostre imprese edili verso la gestione dei Servizi Forestali di Belluno che, con oltre duecento dipendenti, sono da anni la più grande “azienda” del settore in provincia di Belluno. Il punto è che sono una struttura pubblica, pagata con i soldi dei cittadini e delle imprese. Anche quelle edili, che paradossalmente contribuiscono così a sostenere chi poi fa loro concorrenza, per di più partendo da una posizione di vantaggio. Affidando la realizzazione di opere pubbliche ai Servizi Forestali le amministrazioni locali non pagano l’Iva, quindi i costi si abbattono già di diversi punti percentuali. Con i lavori “in delega”, poi, le procedure sono molto più semplici. A pagare le conseguenze sono, però, le imprese private e i loro dipendenti».

Confindustria Belluno Dolomiti chiede pertanto che i Servizi Forestali svolgano solo le attività per le quali sono stati creati (tutela del territorio, pulizia degli alvei dei torrenti e dei sentieri di montagna, conservazione e miglioramento di boschi e pascoli), concentrandosi sulla tutela e sulla valorizzazione, anche a fini turistici, del territorio e lasciando alle imprese private la realizzazione degli altri lavori pubblici, come la regimazione e sistemazione idraulica o la costruzione di strade silvo-pastorali, di piste ciclabili e di altre infrastrutture. «L’auspicio – conclude l’associazione – è che si intervenga prima che sia troppo tardi. Il governatore Luca Zaia, proprio in questi giorni, ha accusato lo Stato di uccidere le imprese. Dimostri che la Regione Veneto non si comporta allo stesso modo».

 

 

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