Monday, 18 December 2017 - 03:06

25 novembre Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Nov 18th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina, Società, Istituzioni
Cristina Muratore

Cristina Muratore

La giornata internazionale contro la violenza sulle donne è alle porte (25 novembre) e, mentre ci apprestiamo a ad organizzare eventi per l’occasione, volti a sensibilizzare l’opinione pubblica su questo drammatico tema, ritengo ancor più urgente soffermarmi sulla necessità di intervenire soprattutto dal punto di vista culturale. Inizio rifacendomi all’articolo di Pia Locatelli del 14 novembre scorso sul Fatto Quotidiano, in cui afferma che “Il modo in cui la nostra stampa ha trattato e sta trattando il caso delle ragazzine sfruttate come prostitute a Roma e a Milano è a dir poco disgustoso. Vedere quello che è considerato il più autorevole quotidiano nazionale dedicare due pagine a una squallida vicenda, soffermandosi su particolari e dettagli della vita delle ragazze, per soddisfare la curiosità dei propri lettori e vendere qualche copia in più, è qualcosa che ha ben poco a che fare con il diritto di cronaca e bene ha fatto il Garante della privacy a richiamare i media al “più rigoroso rispetto della riservatezza delle giovani”.

In questo periodo di polemiche (mai troppe!) scatenate dalla proposta di liberalizzare la prostituzione da parte alcuni comuni (come se non sapessero che la legalizzazione non frena il fenomeno della “tratta delle persone”, nè lo svilimento dell’immagine, etc..), le vicende di cronaca delle minorenni indotte a prostituirsi, e l’uscita del film “Giovane e bella” che sembra uscito appositamente per incontrare una di loro, ci pongono svariati interrogativi.

Il problema principale, a mio avviso, è la libertà individuale e il rispetto delle persone: se il “mestiere più antico del mondo” (come lo chiamano gli uomini compiacenti, per affermare un diritto che rabbrividisco ad immaginare tale) venisse praticato da una persona che davvero decide consapevolmente e liberamente di vendere (o meglio affittare) il proprio corpo e la proprie prestazioni, non si porrebbe il problema. Ripenso ad esempio, in un film ben più datato, al personaggio interpretato dalla meravigliosa Catherine Deneuve, in “Bella di giorno”. Ma è ipocrita non considerare che la maggior parte di queste donne, indipendentemente dall’età, sono schiave di una crudele tratta di esseri umani, subiscono violenze di ogni tipo e, quando si tratta di ragazzine di “famiglie per bene” (solo economicamente a quanto pare), sono il più delle volte vittime di un profondo disagio psicologico, alimentato da una tv e una società in cui i valori vengono completamente distorti.

I clienti sono i peggiori complici, per non parlare di quelli che si rivolgono al turismo sessuale per fare i propri comodi lontano da casa e probabilmente abbassando l’età della vittima. Riusciamo a immaginare che questi “uomini” possano coltivare un pensiero e un atteggiamento rispettoso nei confronti delle donne e della sessualità in genere? Infatti un paese civile come la Svezia ha abolito la prostituzione (davvero, non come da noi…), punendo pesantemente gli “utilizzatori finali”. E’ un grande esempio da seguire, ma non mi fermerei certo alla repressione: la prevenzione e l’intervento culturale dalla scuola ai mass media resta fondamentale. Non si tratta di moralismo, ma di salvaguardare, oltre all’incolumità, anche l’immagine delle donne (certo, anche quella maschile non ci fa una gran figura..). Tutto ciò si ripercuote infatti su atteggiamenti sessisti e violenti che sfociano nel cosiddetto “femminicidio”, fenomeno talmente allarmante che non può farci tralasciare nemmeno la minima sfumatura dell’intero fenomeno, a partire dal sostegno economico alle associazioni antiviolenza.

Cristina Muratore,

coordinatrice regionale politiche di genere IDV Veneto

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