Wednesday, 13 December 2017 - 15:14

Bim Gsp: il risanamento lo pagano i cittadini con l’aumento della bolletta dell’acqua del 29,4%

Nov 15th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

Nuove tariffe del servizio idrico: l’Authority nazionale ha approvato l’aumento per il 2013. Pubblicato ieri sera il provvedimento deliberativo che autorizza l’incremento tariffario del 29,4%. Già avviata in Gsp la messa a punto del Piano Industriale ed il programma degli investimenti per il sistema idrico provinciale.

A poco più di due settimane dall’incontro a Milano con il Commissario del Consiglio di Bacino Jacopo Massaro e l’Amministratore Unico di Bim GSP Giuseppe Vignato, l’Authority dell’idrico ha definitivamente battezzato le nuove tariffe per l’anno in corso che, in pochi anni, porteranno al risanamento finanziario della società.

giuseppe vignato«Un primo aumento del 13,4% – spiega l’Amministratore Unico di Bim Gsp Giuseppe Vignato – l’AEEG lo aveva già autorizzato nei mesi scorsi a noi e a buona parte degli ATO italiani, nell’intento di perseguire il pareggio tra i conti economici del servizio idrico e i costi operativi in continua crescita. Il secondo incremento del 16%, invece, è stato riconosciuto proprio in questi giorni solo a Bim Gsp ed è l’atto di svolta, perché consente il rientro del credito maturato dal 2004 al 2011 verso la tariffa (parliamo di 30 milioni di euro che in 5 anni verranno azzerati). La novità di questi giorni è proprio questa – spiega Vignato – ed in bolletta, per trasparenza verso l’utenza, comparirà a titolo di addizionale con voce specifica e distinta».

Ma vediamo, nel dettaglio, in che modalità e misura cambia il costo dell’acqua per l’utenza bellunese: «La nuova tariffa – spiega Vignato – con l’aumento complessivo del 29,4% verrà applicata in bolletta, da gennaio 2014, ai consumi non ancora fatturati dell’ultimo quadrimestre 2013 (mesi da settembre a dicembre). Per i consumi già fatturati invece – quelli relativi al periodo gennaio-agosto 2013 – già comprensivi dell’incremento del 13,4%, verrà eseguito un progressivo conguaglio man mano che letture dei consumi saranno consolidate: in tal modo verrà recuperato anche l’ulteriore 16%. L’impatto per l’utente finale, in concreto, sarà moderato: la bolletta quadrimestrale media, attualmente di circa 50 euro, passerà a circa 65 Iva inclusa, mantenendosi quindi su livelli medio-bassi rispetto alle medie regionali e nazionali. Un metro cubo d’acqua, che nel 2013 con tariffa provvisoria incrementata del 13,4 % costava mediamente 1,55 euro Iva compresa, passerà, con l’aumento del 29,4%, a 1,77 euro Iva compresa. Se simuliamo un consumo medio annuo di 150 metri cubi tipico di una famiglia con uso domestico residente, per il 2013 il costo complessivo passerà da 230 euro Iva compresa a 263».

Importante la precisazione sulla destinazione che verrà data ai maggiori introiti, che si attestano sui 6 milioni di euro all’anno: «Queste nuove entrate – spiega Vignato – unitamente a quanto stiamo recuperando dal miglioramento gestionale in atto saranno utilizzate prioritariamente per pagare i vecchi debiti verso fornitori, banche e Comuni. Poi – prosegue Vignato – daremo corso ai necessari investimenti a favore del sistema idrico provinciale. Ottenuta certezza sul fronte delle tariffe, ora ci focalizzeremo sulla messa a punto del Piano Industriale per il periodo 2014-2017 che sottoporremo ai soci nella prossima assemblea del 19 dicembre. I principali obiettivi – puntualizza Vignato – prevedono il miglioramento della qualità del servizio, la riduzione dei costi di gestione a favore degli utenti, un bilancio che continui a generare cassa per onorare i debiti e la realizzazione di un piano di investimenti che metta in sicurezza e sviluppi tecnologicamente l’intero sistema idrico integrato provinciale. In piano ci saranno almeno 15 milioni di euro di investimenti da realizzare. Di questi, 8 milioni li abbiamo già appaltati e in buona parte sono in corso di esecuzione grazie ai finanziamenti ricevuti dalla Regione Veneto: tra questi cito il depuratore di Valle di Cadore, la fognatura di Sappada, gli acquedotti di Cortina, Castellavazzo e Feltre, oltre a molte altre opere situate in vari Comuni. A questi si aggiungeranno i nuovi investimenti recentemente approvati dal Consiglio di Bacino per l’importo di 6,4 milioni di euro, tra i quali ci sono i collettori fognari di Pieve e Calalzo, Feltre, Fisterre-Borgo Piave a Belluno, ed i depuratori di Sappada, Calalzo, Pagognane-Mel e Feltre. Un ulteriore milione di euro verrà destinato ai nuovi acquedotti di Campolongo-Sappada e Forno di Zoldo. In prevalenza parliamo di nuovi impianti più efficienti – puntualizza Vignato – che oltre a rispettare la normativa ambientale, permetteranno il conseguimento di risparmi gestionali e di ricavi aggiuntivi per gli allacciamenti ai nuovi depuratori».

E se da un lato l’allineamento tariffario rappresenta il principale strumento per il risanamento equilibrio finanziario della società, non è, di fatto, l’unico rimedio messo in campo da Vignato e dai Comuni soci. Entro fine anno prenderanno forma anche le cessioni dei servizi gas ed idroelettrico alla consorella Bim Infrastrutture, che, gioco forza, porteranno in Bim Gsp un aumento di patrimonio (+ 7 milioni di euro) ed un alleggerimento del debito accumulato (-15 milioni di euro). Non ultimo, infine, il processo di riorganizzazione e ristrutturazione già operativo da un mese per una maggiore efficienza gestionale.

«Le strategie messe a fuoco per il rilancio della società sono più d’una – precisa Vignato – l’obiettivo è di rendere Bim GSP asset strategico nello sviluppo di infrastrutture ambientali e nella gestione di servizi pubblici per i Comuni della provincia».

 

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4 comments
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  1. Complimentoni ai geni del pdl

  2. E Roccon ha la sfacciataggine di chiedere un risarcimento di 100.000€.

  3. suvvia, hanno solo creato una voragine ed ora, per completare l’opera di assoluta incapacità gestionale, scaricano la rogna sui contribuenti…bravi! veramente bravi! a zappare i campi con le mani dovete andare!

  4. hanno un parco macchine enorme operai che escono per cambiare un contatore e impiegano 8 ore amministratori che percepiscono stipendi più alti di un dirigente d’azienda e intendiamoci che questi ultimi si impegnano a far si che l’azienda sia produttiva sommiamo poi investimenti e partecipazioni con capitali che non dovrebbero nemmeno essere proposti visto la voragine che è stata provocata
    il tutto ricade come sempre sulle spalle dei cittadini
    classico dell’italia peggio fai e meglio stai

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