Tuesday, 12 December 2017 - 18:06

Acc, Confindustria Belluno Dolomiti: importante passo avanti, ma attendiamo gli sviluppi. Cappellaro: “C’è una strisciante apatia di fronte alla prospettiva di una deindustrializzazione del Paese”

Nov 13th, 2013 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Riflettore
ACC (ex Zanussi) Mel Belluno

ACC (ex Zanussi) Mel Belluno

«L’ok delle banche al finanziamento della nuova società che dovrebbe portare al rilancio dell’Acc è un primo importante passo in avanti che fa ben sperare. Adesso, però, attendiamo di conoscere gli sviluppi di questa operazione, che resta comunque complicata». Il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, Gian Domenico Cappellaro, è cauto nel commentare le notizie, «anche se positive», che riguardano l’ex Zanussi di Mel, perché «purtroppo non mancano le incognite nel percorso che ancora resta da compiere, prima di poter pensare all’attuazione del piano industriale predisposto dal commissario Maurizio Castro o ad altre ipotesi che consentano alla storica fabbrica zumellese di proseguire l’attività». «Confidiamo che si trovi presto un accordo definitivo – aggiunge Gian Domenico Cappellaro – perché, come abbiamo ribadito in più occasioni, la perdita dello stabilimento di Mel avrebbe conseguenze economiche e sociali pesantissime per la nostra provincia».

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti

Ma il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti invita a prestare attenzione alla situazione complessiva. «In un raggio di cento chilometri – afferma – abbiamo tre emergenze che destano forti preoccupazioni: l’Acc, l’Electrolux a Susegana, l’Ideal Standard a Orcenigo. In quest’ultimo caso, siamo sicuramente felici che l’impianto di Trichiana sia salvo, ma non possiamo brindare sapendo che ne chiude un altro poco distante. Anzi, faremmo bene ad interrogarci sul perché le multinazionali abbandonano il nostro paese. Non è solo a causa del costo del lavoro. Il punto è che gli investitori stranieri non credono a un paese che non sa riformarsi, che non riesce a ridimensionare un apparato pubblico che crea burocrazia e un’eccessiva spesa pubblica, che ha un sistema giudiziario con tempi indefiniti e che dimostra di non avere una politica industriale degna di questo nome».

«Purtroppo – sottolinea Gian Domenico Cappellaro – c’è effettivamente una “strisciante apatia”, come l’ha giustamente definita Valerio Castronovo. Vale a dire un atteggiamento fra l’insensibilità e la rassegnazione di fronte alla prospettiva di una crescente deindustrializzazione. Ciò che come imprenditori chiediamo è una reazione d’orgoglio, un’assunzione di responsabilità che deve portare a scelte politiche tanto coraggiose quanto indispensabili e non più rinviabili». «Purtroppo – conclude il presidente degli industriali bellunesi – le cose sembrano andare diversamente. Non vorrei che anche la legge di stabilità, anzi di immobilità, licenziata dal governo fosse l’ennesima occasione sprecata: ciò che serve, non mi stancherò mai di ripeterlo, è un taglio importante alla spesa pubblica finalizzato a liberare risorse da destinare a misure in favore della crescita».

 

 

 

 

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9 comments
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  1. Perchè parla di Treviso? Non è che si vogliono fondere e svendere ai trevisani anche gli industriali???

  2. Cosa intende per ” una reazione d’orgoglio, un’assunzione di responsabilità che deve portare a scelte politiche tanto coraggiose quanto indispensabili e non più rinviabili»?
    Forse ancora tagli al sociale e agli stipendi? La gente invece chiederebbe meno favoritismi, meno costi politici, meno tangenti, meno calcoli basati solo sulla finanza.
    Purtroppo ha ragione quando parla di “strisciante apatia”; la si è riscontrata anche domenica alla maniestazione di Mel.
    620 addetti della Acc dovrebbero significare almeno 2000 persone in piazza tra loro e familiari, più altre 1000 al minimo, considerando l’indotto. Se c’erano 800 persone erano tante. Riflettiamo tutti anche su questa realtà.
    Inoltre mancavano parecchi Sindaci, anche di comunità simili a Mel, come Pieve d’Alpago ad esempio.
    E dov’era il Commissario straordinario della Provincia? Tra l’altro la lettera sottoscritta dai Sindaci mi sembra non gli sia stata spedita.

  3. Basta fare industria con i soldi pubblici. Le banche vogliono rischiare? Affare loro! Ma non si capisce il richiamo alla politica? Cosa dovrebbe fare? Prolungare l’agonia di un morto vivente? E perché gli operai dell’ACC si e le centinaia di giovani disoccupati, sottopagati, magari anche laureati, no? Prima ci liberiamo di questa cultura falsamente industrialista, in realtà assistenzialista, meglio è per tutti.

  4. In attesa che ci svendano ai trevisani.

  5. @Bellunese: hai ragione, ma prima di mandare a casa centinaia, migliaia di persone, ci poniamo il problema di trovare soluzioni alternative? E qui sta l’errore e il richiamo alla politica: non aver pensato al futuro ma solo al tornaconto (personale) immediato.

  6. Confindustria Belluno? Ogni giorno vedo al bar di Via mezzaterra un figon brizzolato che lavora a confindustria belluno che si guarda tutti i giornali, riviste, mangiando toast e pizzette e, una volta letti, li rimette al loro posto, guardandosi bene dal comprarli. Questi sono i dirigenti di detta Associazione e quelli che, di conseguenza, ci rappresentano. Cosa volete di più? Un Lucano?

  7. Secondo me ci svendono anche questi alla pianura e ai trevisani.

  8. Cosa si intende per “svendere”? è un termine utilizzato troppo in questo periodo.. “svendere” alitalia, “svendere” telecom… il valore va contestualizzato, e una azienda in perdita, una casa tra le mille sfitte ecc. può considerarsi “svenduta” se ci sono prospettive future di recupero del valore. Ma il punto è questo: dopo questa boccata di ossigeno, si riuscirà a nuotare o si ha solo guadagnato del tempo prima di ritornare ad affogare?

  9. In questo mondo economico-finanziario senza regole che cosa si pretende, sono anni che si capiva come sarebbe andata adesso siamo alla resa dei conti e con la crisi bisogna cambiare….tutti dobbiamo cambiare!

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