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Manifestazione Acc. L’invito alle banche del presidente di Confindustria Cappellaro a concedere liquidità all’azienda

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti
Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti

«Confindustria Belluno Dolomiti è qui presente, oggi, per ribadire la propria vicinanza soprattutto a tutti coloro che sono direttamente coinvolti in questa complessa vicenda industriale. Mi riferisco, innanzitutto, ai dipendenti dell’Acc e alle loro famiglie, che da mesi vivono in una situazione a dir poco difficile e senza alcuna certezza per l’immediato futuro». Lo afferma il presidente dell’associazione industriali Gian Domenico Cappellaro, a margine della manifestazione che si è svolta stamattina (domenica 10 novembre) a Mel, per sensibilizzare gli istituti di credito a trovare quell’accordo che permetterebbe allo commissario straordinario Maurizio Castro di attuare il piano industriale per il rilancio dell’Acc. «Abbiamo rivolto in più occasioni un appello affinché gli istituti di credito erogassero quel finanziamento che serve allo stabilimento zumellese per proseguire l’attività», sottolinea Cappellaro. «A questo punto – aggiunge – chiediamo che le banche, in attesa di trovare un accordo complessivo, stanzino subito, già domani, almeno le risorse che servono nell’immediato: l’Acc necessita di una boccata d’ossigeno, altrimenti morirà per asfissia e ogni altro intervento sarebbe inutile».

«Da genitore e da nonno – prosegue Gian Domenico Cappellaro – mi hanno molto colpito le parole di uno dei dipendenti, che, a margine dell’ultima manifestazione, ammetteva di sentirsi in colpa per dover dire sempre no alle richieste dei figli, a causa di una busta paga che non è nemmeno degna di questo nome. Non è possibile restare indifferenti di fronte a simili situazioni, che purtroppo non sono isolate». «Accanto all’Acc – afferma il presidente degli industriali bellunesi – ci sono infatti molte piccole e medie aziende dell’edilizia e del manifatturiero che si trovano in grande difficoltà e, quel che è peggio, che si sentono abbandonate da una classe politica che si preoccupa solo del consenso a breve, dimostrandosi miope e incapace di attuare quelle riforme che le imprese chiedono a gran voce da tempo: riduzione della spesa pubblica improduttiva, della burocrazia e della pressione fiscale, taglio del costo del lavoro, investimenti in infrastrutture materiali e immateriali».

«Va bene scendere in piazza – dice ancora Gian Domenico Cappellaro – ma l’attenzione verso le imprese che garantiscono benessere e occupazione si dimostra con azioni concrete. Tutti devono assumersi le proprie responsabilità, se vogliamo uscire da questa situazione di crisi. Gli imprenditori devono rivedere le proprie strategie e i propri modelli di business. I sindacati devono abbandonare le vecchie logiche di contrapposizione ideologica. E le istituzioni devono avere il coraggio di prendere scelte coraggiose e lungimiranti, dimostrando di preoccuparsi non dell’autoconservazione ma dell’interesse collettivo». «Non è più tempo di proclami né di sole proteste – conclude il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti – ma di decisioni urgenti che aiutino questo paese ad essere più competitivo, prima che il nostro sistema produttivo imploda».

 

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