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Franco Lorenzon, segretario Cisl Treviso-Belluno: Electrolux e ACC, servono soluzioni per l’intero comparto manifatturiero italiano

Nov 8th, 2013 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina
Franco Lorenzon segretario Cisl Belluno-Treviso

Franco Lorenzon segretario Cisl Belluno-Treviso

“La difficile situazione in cui si trovano oggi l’Electrolux di Susegana e la ACC di Mel non poteva lasciare indifferente nessuno. Tutti, non solo nelle province di Treviso e di Belluno, hanno sentito il bisogno di esprimersi su vicende che rischiano di diventare l’emblema della parabola discensiva della “vecchia economia” italiana. Tutti hanno sentito il bisogno di dire la loro, preoccupati per quanto sta accadendo, quasi tutti incapaci di trovare il bandolo della matassa per uscirne positivamente”.

Lo afferma in una nota Franco Lorenzon, segretario generale della Cisl Belluno e Treviso.

“Non può essere diversamente quando rischiano di venir meno alcuni degli elementi costitutivi e simbolici del “miracolo del Nord Est”  – prosegue Lorenzon – e quando questo declino assume i contorni della possibile implosione dell’intero comparto manifatturiero italiano.

L’automobile e gli elettrodomestici hanno rappresentato il perno materiale e simbolico, sia in termini di occupazione che di consumi, del boom economico degli anni ‘60/’70; il loro attuale declino interpreta ed esplicita ora la dimensione più profonda della crisi che stiamo attraversando.

Per questo le crisi dell’Electrolux e dell’ACC di Mel, nella loro diversità, hanno bisogno di soluzioni che siano collocate strategicamente nel nuovo sviluppo che il manifatturiero italiano sarà capace di ritagliarsi nel contesto europeo e globale, sotto la diretta regia del Governo ai massimi livelli.

Ha ragione il presidente di Unindustria Treviso Alessandro Vardanega quando sostiene che interrogarsi attorno alla crisi dell’Electrolux significa porsi il problema di quali siano le condizioni necessarie per invogliare le aziende a investire in Italia e in particolare nel nostro territorio.

Il sindacato confederale si sta ponendo lo stesso problema. Il senso più profondo dello sciopero generale proclamato per giovedì 14 novembre e che a Treviso sarà preceduto, lunedì 11, da un’assemblea unitaria delle organizzazioni sindacali è, appunto, quello di favorire il rilancio delle attività produttive mediante una riduzione del cuneo fiscale sul lavoro e della burocrazia. Un intervento urgente, anche se non definitivo, per sostenere chi produce reddito e ricchezza.

Discutere di IMU, TRISE, IVA e di altre tasse, in assenza di un deciso rilancio della produzione industriale, è esercizio retorico e perfino pericoloso, perché distoglie l’attenzione dai veri problemi. Ne è prova il fatto che l’aumento delle tasse imposto in questi ultimi anni non ha risolto alcun problema, né ha impedito che il debito pubblico lievitasse di oltre 10 punti.

Vardanega però sbaglia quando sostiene che nel nostro territorio non c’è una cultura dell’impresa, perché il Nord Est è la patria per eccellenza delle imprese. Sbaglia quando “spara nel mucchio” senza distinguere torti e ragioni, perché il sindacato locale non può certo essere annoverato tra gli irresponsabili. E sbaglia quando ignora le gravi responsabilità degli imprenditori locali, perché troppo spesso questi si sono “dimenticati” di investire in ricerca e innovazione i grandi guadagni che hanno fatto nei periodi d’oro.

Il messaggio è chiaro – conclude Lorenzon – : non è con l’individuazione di capri espiatori che si può pensare di uscire da questa crisi, ma con una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti e con la messa in campo di veri provvedimenti atti a rilanciare realmente i consumi e a tutelare il lavoro e le imprese di questo Paese: riduzione del cuneo fiscale, taglio della spesa pubblica improduttiva e dei costi inutili della politica, potenziamento della lotta all’evasione, rivalutazione delle pensioni correggendo gli elementi di iniquità”.

 

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3 comments
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  1. Mai sentito dire che con lo sciopero si favoriscono le attivita’ produttive!

  2. Lorenzon non parla a nome dei Bellunesi!

    LA CISL non rappresenta più i nostri interessi!!!!!!!!!!!!!

  3. Che schifo la svendita della rappresentanza sindacale al trevigiano. Oltre alla crisi il bellunese deve sopportare la svendita della propria identità. Vergogna!

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