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Federalisti a parole. Lo squilibrio delle risorse regionali destinate alla provincia di Belluno che riceve meno del 5%

Nov 8th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Sergio Reolon

Sergio Reolon

La Regione Veneto destina alla Provincia di Belluno meno del 5% delle proprie risorse. Un dato pesante ricavato da uno studio elaborato dagli stessi uffici di Venezia.

“La situazione continua ad essere sempre la stessa”, commenta il consigliere regionale del Pd, Sergio Reolon. “Le risorse per il bellunese sono in linea con la percentuale della popolazione bellunese rispetto al Veneto senza nessun riconoscimento della specificità. La giunta Zaia continua a ignorare gli articoli 11 e 15 dello Statuto. L’articolo 11 stabilisce che “i comuni anche in forma associata, esercitano la generalità delle funzioni amministrative”. La Regione deve svolgere esclusivamente le funzioni di programmazione, coordinamento, pianificazione e legislazione regionale. L’articolo 15 stabilisce la specificità della Provincia di Belluno e indica quali materie con relative risorse devono essere trasferite dalla Regione al bellunese.

Uno studio fatto dal consigliere regionale del Pd, Piero Ruzzante sui trasferimenti regionali comune per comune rivela poi dati al limite dell’incredibile.

Un cittadino di Ospitale di Cadore riceve dalla Regione risorse 650 volte superiori a un cittadino di Taibon Agordino (2.662,60 euro pro-capite contro 4,23).

“Altro che federalisti!”, afferma Ruzzante. “Qui il centralismo della Regione di Zaia produce mostri: anche a Belluno un cittadino amico degli amici vale centinaia di volte più di uno dei non allineati con la maggioranza”.

La ricerca sui pagamenti regionali fatta dal Pd dimostra in maniera evidente il modo di amministrare della Lega: “L’arbitrarietà è diventato l’unico criterio con cui si distribuiscono le risorse dei contribuenti”, dice Reolon, “e qualcuno è sempre più uguale degli altri. In questo modo la Regione abdica al suo ruolo di perequare gli squilibri”.

“Siamo di fronte ad una Regione da rovesciare come un calzino”, dice Ruzzante. “Una Regione che si dimostra in tutta la sua inefficienza, inefficacia e centralismo. Vogliamo che le risorse restino nel territorio e non finiscano nel buco nero di Palazzo Balbi, che assorbe e poi distribuisce agli amici. No al centralismo della Regione, sì al federalismo di Comuni che si mettono in rete, tracciano nuovi orizzonti di sviluppo secondo i nuovi scenari europei e si organizzano senza sprechi”.

“Zaia la finisca di mettere le mani in tasca ai territori”, gli fa eco Reolon, “non deve più amministrare un soldo, i soldi devono restare ai territori, come ha deciso il Consiglio Regionale all’unanimità nello Statuto”. Nello specifico, “non accettiamo che la Regione continui a ignorare quanto è stato stabilito nello statuto regionale all’articolo 11 e all’articolo 15. La Regione deve svolgere esclusivamente le funzioni di programmazione, coordinamento, pianificazione e legislazione regionale. Basta con una Regione che distribuisce a pioggia (per qualcuno sono soldi a catinelle, per dirla alla Zalone, per altri è il deserto del Sahara), stiamo parlando di risorse e soldi che la Regione non dovrebbe nemmeno toccare! Basta con le clientele! Basta con i soldi distribuiti senza criteri oggettivi e senza ricadute effettive. Le inchieste di questi ultimi anni hanno dimostrato che quei meccanismi di finanziamento sono spesso stati alquanto discutibili sotto tutti i punti di vista, sia morale che di merito”.

 

 

 

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5 comments
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  1. Ma se Reolon si è opposto ai referendum
    E poi si è opposto alla manifestazione
    E poi si oppone continuamente al BARD.

    Ma che fa, scopre l’acqua calda, adesso? Troppo tardi.

  2. per me sarebbe piu’ affidabile Gigi D’Alessio. Il che è tutto dire…

  3. Basta veneto, basta con questi 3 consiglieri.

  4. Reolon, ma ci ti crede più? Tutto in funzione di restare ancora li, tra il popolo che la gente non vuole più ascoltare perché inaffidabile, te per primo!

  5. Chiunque vorrà rappresentare e governare il bellunese dovrà seguire un’agenda autonomista. Chi si è opposto a referendum, manifestazioni, costruzione di rapporti con forze trentine e sudtirolesi (tra le quali c’è anche il PD) non ha speranza di governare e rappresentare il bellunese.

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