Tuesday, 12 December 2017 - 18:18

Crisi dell’Europa e ingresso della Turchia. Mistri (Università di Padova): “Ulteriori allargamenti rischiano di far fallire i processi di integrazione economica e politica”

Nov 5th, 2013 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Lavoro Economia Turismo, Pausa Caffè

La rassegna culturale “Illustrissimi” del Centro Papa Luciani di Santa Giustina (Belluno) ha proposto un nuovo incontro con la presentazione del libro “La crisi dell’integrazione europea e la Turchia” (edizioni La Gru) del prof. Maurizio Mistri, docente di economia internazionale presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Padova.

Il relatore prende lo spunto dall’ipotesi di ingresso della Turchia nell’Unione europea (UE) per costruire un discorso più ampio in relazione ai continui allargamenti della stessa UE, criticandoli. Ne è uscita sconfitta la visione federalista, orientata alla creazione degli Stati Uniti d’Europa e ne è uscita vincitrice la visione funzionalista che punta alla creazione dei mercati uniti d’Europa.

Secondo il prof. Mistri “il vasto mercato comune a cui si è dato vita non pare dia forza al federalismo politico. Un mercato comune privo di un’unità politica, basata su di una condivisione di valori fondativi può facilmente essere destinato a collassare. E collasserà più facilmente quanto maggiormente eterogenei, sotto diversi punti di vista, sono i paesi che vi partecipano.

La tesi dell’autore è che se si vuole un vero processo integrativo occorre che a farsene carico siano i paesi che condividono una comune cultura politica e che siano tra loro omogenei per strutture economiche e per visione di governance in materia di politica economica. Con i continui allargamenti dell’UE l’originario afflato europeistico è andato spegnendosi perché molti dei paesi nuovi entrati sono euro-scettici ed alcuni di essi si sono dimostrati prevalentemente interessati ai finanziamenti provenienti dai paesi europei economicamente più avanzati.

Il prof. Mistri sostiene quindi che l’abbandono dell’opzione europea, per la Turchia, non dovrebbe essere vista come una sconfitta politica ma come l’espressione di una più ardita ricerca di una via autonoma allo sviluppo. Il programma della rassegna prevede un nuovo incontro per il 23 novembre.

 

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