Sunday, 17 December 2017 - 00:30

Agosto 1951, manovre militari in Nevegal. Arriva il generale Montgomery e sul Col di Roanza la protesta accende i fuochi di pace

Nov 2nd, 2013 | By | Category: Arte, Cultura, Spettacoli, Gli speciali di Bellunopress, Prima Pagina

MontgomeryLa posizione dell’Italia al tavolo dei vincitori, all’uscita della II^ Guerra mondiale, non era molto semplice. Eravamo stati a fianco alla Germania di Hitler fino al 3 settembre del 1943, data della firma dell’armistizio a Cassibile con gli Alleati. E quindi c’era il rischio di dover cedere territori di confine come l’Alto-Adige la Valle d’Aosta. Ed era in ballo anche la sovranità di Trieste e dell’Istria.

Non avevamo un’ottima reputazione. E il premier Alcide De Gasperi lo sapeva benissimo, tant’è che alla Conferenza di Pace di Parigi del 10 agosto 1946 prende la parola dicendo: “… in questo consesso mondiale sento che tutto, tranne la vostra personale cortesia, è contro di me: e soprattutto la mia qualifica di ex nemico, che mi fa considerare come imputato…”

De Gasperi salva L’Alto-Adige, la Valle d’Aosta e Trieste. Ma non l’Istria. D’altra parte la Jugoslavia si era liberata da sola da Hitler. A differenza dell’Italia dove era intervenuto l’esercito Anglo-americano e dunque la nostra democrazia nasce debitrice nei confronti degli Alleati.

Così, nel 1951 viene autorizzata a Camp Darby una base militare dell’esercito statunitense nel territorio comunale di Pisa, mille ettari di pineta demaniale alle spalle della frazione di Tirrenia, accanto al “centro sbarchi” di Livorno.

La notizia è battuta dalle agenzie la sera di sabato 18 agosto 1951 e si sovrappone a quella della visita nel Nord-Est del generale britannico Montgomery.  Sir Bernard Law Montgomery, quello del cappotto di panno introdotto dalla Royal Navy in dotazione ai marinai, vincitore su Rommel ad El Alamein, capo dello stato maggiore imperiale dal 1946, e vicecomandante supremo di tutte le forze della Nato dal 1951 al 1958.

La protesta per la presenza dell’alto ufficiale parte da Udine e Gorizia, dove gli operai delle fabbriche votano ordini del giorno contro la visita del generale, che in veste di vicecomandante della Nato ha il compito di valutare e predisporre il fronte orientale.

Siamo in piena Guerra fredda, Veneto e Friuli Venezia Giulia rappresentano la frontiera del Patto Atlantico (firmato a Washington il 4 aprile 1949) per fronteggiare un eventuale attacco dell’Unione Sovietica e dei Paesi comunisti del Patto di Varsavia.

Sabato 18 agosto Montgomery è sulle foci del Tagliamento ad assistere alle manovre militari. Nel pomeriggio visita Venezia.

La missione di Montgomery prosegue in provincia di Belluno, dove assiste alle manovre militari in che si tengono in Nevegal.  Il Colle bellunese, da lunedì 20 agosto 1951- riferiscono le cronache dell’epoca –  è presidiato da militari che controllano tutte le persone che transitano, compresi i contadini.  Sulle strade e i muri di Belluno si leggono scritte inneggianti alla pace e all’indipendenza nazionale.

Giovedì 23 agosto 1951 a mezzogiorno, Montgomery è a Belluno.

L’accoglienza non è delle migliori. Sul Col di Roanza, dopo il tramonto, vengono accesi dei fuochi in modo da comporre la scritta “Pace” visibile dalla città.  Intervengono i Vigili del fuoco per lo spegnimento, ma l’obiettivo è comunque raggiunto. Viene avviata subito un’indagine dalla polizia e dai carabinieri per identificare i responsabili, ma le manifestazioni di protesta proseguono in città.

Le proteste dei singoli proprietari dei terreni in Nevegal dove avviene l’esercitazione dei militari non hanno alcun effetto. E allora scendono in campo anche l’Associazione coltivatori diretti aderente alla Confederterra, la Cisl e l’Associazione agricoltori, per difendere contadini e  proprietari. Si parla di danni rilevanti ai terreni. Un proprietario, Luigi Forlin, lamenta che nel suo appezzamento sono esplose oltre 200 bombe, rendendolo così improduttivo.  Ai danni patiti si aggiunge anche l’intransigenza delle autorità militari, con la conseguente richiesta che le future manovre vengano programmate altrove, per consentire il ripristino dei pascoli e della fienagione.

La missione di Montgomery si estende anche alle zone di confine dell’Alto Adige. Anche qui però, l’accoglienza non è delle migliori. A Bolzano e Merano i lavoratori si organizzano in delegazioni e chiedono di essere ricevuti dal generale. Nelle fabbriche si redigono ordini del giorno contro “i piani di guerra” di Montgomery.

Nel Trentino la situazione è pressoché analoga. Manifestazioni pacifiste di protesta. Il Movimento dei Partigiani della pace raccoglie migliaia di firme.  Fondato nell’aprile del 1949 a Parigi con obiettivi antimperialisti e di cultura antifascista, il Movimento si batte per  l’interdizione dell’arma atomica e all’incontro delle cinque grandi potenze per un patto di pace con la consapevolezza di poter evitare una nuova disastrosa guerra.

Dopo due settimane di ispezioni alle frontiere del Nord-Est, lunedì 27 agosto Montgomery se ne va su un bimotore della R.A.F. che atterra all’aeroporto di Ciampino proveniente da Udine.

Il generale rimarrà a Roma per alcuni giorni, alloggiato all’Hotel Hassier.

Roberto De Nart

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