Tuesday, 12 December 2017 - 18:15

I gestori degli impianti di risalita chiedono che le competenze vengano tresferite tutte a Venezia

Ott 31st, 2013 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina
Palazzo Doglioni-Dalmas sede Confindustria Belluno Dolomiti

Palazzo Doglioni-Dalmas sede Confindustria Belluno Dolomiti

Mantenere le competenze del trasporto a fune a livello regionale, possibilmente trasferendovi anche quelle già assegnate alla Provincia di Belluno, e rivedere i canoni idrici pagati per l’utilizzo dell’acqua che serve all’innevamento artificiale. Sono queste le due richieste avanzate da Anef Veneto (Associazione esercenti funiviari del Veneto) nel corso dell’incontro con l’assessore regionale Marino Finozzi che si è svolto ieri sera (mercoledì 30 ottobre) a Palazzo Doglioni Dalmas, sede di Confindustria Belluno Dolomiti.

«Per le nostre società – hanno detto Renzo Minella, presidente dell’associazione appena riconfermato, e il nuovo vicepresidente Diego Cazzaniga – è estremamente importante poter confrontarsi con personale tecnicamente preparato, come sono i funzionari regionali. Per questo chiediamo alla giunta veneta che le competenze relative agli impianti a fune restino tutte a Venezia. Accanto a questo, auspichiamo che vi sia l’apertura di alcuni uffici regionali decentrati, in modo da garantire la stessa efficienza operativa, ma più vicino agli imprenditori». L’altra richiesta di Anef riguarda i canoni idrici che attualmente rendono particolarmente oneroso l’innevamento artificiale e che, secondo l’associazione, dovrebbero essere perciò assimilati a quelli agricoli e non industriali. Su entrambe le questioni c’è stata un’apprezzata apertura da parte dell’assessore Marino Finozzi, per il quale è giusto riconoscere il «ruolo sociale» svolto dal trasporto a fune. «Senza impianti di risalita – ha detto Finozzi – non esisterebbe turismo. Per questo bisognerebbe fare in modo che le società del comparto beneficiassero di contributi analoghi a quelli del trasporto pubblico locale».

Un sostegno importante arriverà comunque, grazie al bando relativo ai fondi Fas, che mette a disposizione delle società degli impianti di risalita trenta milioni di euro e che è stato illustrato dallo stesso assessore regionale. Sono finanziabili gli investimenti per la realizzazione di nuovi impianti e per la manutenzione e la revisione periodiche che oggi rappresentano una delle voci di costo più significative, in considerazione della severità delle normative nazionali in materia. «Si tratta di un bando molto atteso dagli operatori – ha concluso Renzo Minella – perché mette a disposizione delle società risorse importanti». Le domande devono pervenire in Regione Veneto entro il 18 novembre.

 

IL NUOVO DIRETTIVO DI ANEF VENETO – Accanto al riconfermato presidente Renzo Minella (Comprensorio Tre Valli Falcade) e al vicepresidente Diego Cazzaniga (Arabba e Marmolada), fanno parte del consiglio di Anef (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) anche Enrico Ghezze (Cortina d’Ampezzo), Marco Pais (Auronzo e Misurina), Daniele Kratter (Comelico Superiore e Sappada), Bruno Piva (Alleghe, Palafavera, Selva di cadore e Zoldo Alto), Lionello Gorza Monte Avena e Nevegal), Querino Fontana (Altopiani di Asiago e Fiorentini e Recoaro) e Giovanni Bonetti (Lessinia e Monte Baldo).

 

 

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2 comments
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  1. Non sorprende che il fuoco amico piova sul campo dove si combatte la battaglia per l’Autonomia. Tabacchi che cerca di accaparrarsi un ruolo, Minella che come al solito pensa ai fatti suoi, e in confindustria sono tutti fuori in ferramenta a fare le doppie delle chiavi da consegnare ai trevigiani. Anche al BIM e consociate tengono famiglia e temono che il vento della rivoluzione rovesci la greppia alla quale mangiano. L’Autonomia arriverà, e non sarà certamente per merito dei pavidi con troppi interessi da difendere. La storia non la fanno di certo i Don Abbondio e de resto che si deve fare. Noi andiamo avanti senza paura e con un progetto ben preciso in mente. La montagna bellunese ritroverà l’orgoglio che non é di certo perduto ma solo temporaneamente coperto dalla polvere insidiosa della politica bassa e inutile che contrasta l’idea dell’Autonomia solo perché é libertà e partecipazione, parole che danno fastidio a questi che della democrazia farebbero volentieri a meno. Noi andiamo avanti a se li troveremo sulla nostra strada gli passeremo, cortesemente, sopra.

  2. Sostenere che in Provincia di Belluno non vi sono competenze riguardo l’impiantistica invernale ed i problemi correlati equivale a dire che dobbiamo dare le chiavi di casa al ladro perché ce la curi nel migliore dei modi.
    Spudoratamente fanno riferimento alla realtà provinciale passata (che pure il Bard condanna), senza voler accettare una nuova realtà istituzionale dotata di ampie autonomie, competenze e personale qualificato, quale noi immaginiamo, dove non ci sarebbe spazio per manovre consociative, personali, familiari e nepotistiche.
    In questo senso, come topi che abbandonano la nave, si accingono a stringere accordi con chi ci ha sempre sfruttato, sperando in una quota, sempre marginale, del banchetto che viene preparato altrove.
    Novelli barboni che si accalcano ai piedi del castello in attesa delle ossa gettate dal feudatario.
    Alla stessa stregua possiamo considerare le mosse di Cisl, Unionfidi ed altri ancora.
    Di una cosa possiamo gioire: la sensazione di terreno bruciato che questi personaggi cominciano a sentire nel nostro territorio è la dimostrazione che la battaglia del Bard viene percepita ed approvata dalla popolazione, anche se non dimostrata platealmente nei fatti. Il Bellunese è abituato a “lavorar tacendo”, ma è vicino il momento in cui rialzerà la testa e si rivolterà contro i nemici, anche interni, che l’hanno a lungo soggiogato. Come dice un amico “il Bard è come il bambù…la pianta cresce sotto terra e, di tanto in tanto, spunta un germoglio qua e la…a quando te ne accorgi è una foresta! inarrestabile!”

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