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Luca Barbini, vicepresidente di Confindustria Belluno Dolomiti: “Le nostre aziende sono penalizzate anche dal costo dell’energia”

Ott 30th, 2013 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

Confindustria belluno dolomitiOltre alla burocrazia opprimente, all’eccessivo costo del lavoro, alle infrastrutture inadeguate e alle difficoltà nell’accesso al credito, c’è un’altra voce che incide negativamente sulla competitività delle aziende bellunesi: il prezzo dell’energia. Ad evidenziarlo è Luca Barbini, titolare della Piave Maitex di Feltre, presidente appena riconfermato della Sezione Industrie Tessili e Abbigliamento (il suo vice è Alessio Cremonese, mentre gli altri consiglieri sono Flavio Fagherazzi e Aurora Brancher) e vicepresidente di Confindustria Belluno Dolomiti. Se l’obiettivo condiviso è di mettere le imprese nelle condizioni di poter reggere la concorrenza straniera, anche questo aspetto deve avere un’adeguata attenzione da parte delle istituzioni.

Una situazione grottesca, se pensiamo che l’idroelettrico nel Bellunese con i suoi 35 impianti Enel e Enel Green fornisce una potenza totale di oltre 500 Megawatt (dati 2010)

«La differenza con gli altri paesi – spiega Luca Barbini – può arrivare al cinquanta per cento. E non parlo della solita Cina, ma della vicina Austria». I numeri sono significativi. «In riferimento ai consumatori industriali di elettricità – precisa il vicepresidente di Confindustria Belluno Dolomiti – i dati Eurostat mettono in evidenza che, nel secondo semestre 2012, i prezzi più alti sono stati rilevati, dopo Cipro, proprio in Italia (il prezzo medio nell’Unione europea è pari a 0,118 euro/kWh, in Italia è di 0,144 euro/kWh ed è nettamente superiore di quello di Francia, Ungheria, Austria, Polonia e Germania). Il nostro è anche il secondo paese, dopo la Germania, per la percentuale di tasse e oneri non recuperabili sul prezzo del kWh (27,67% contro 32,31% della Germania)». «Come si vede – aggiunge Luca Barbini – il costo dell’energia è un altro elemento fortemente penalizzante per le nostre imprese, in particolare per quelle così dette energivore. A poco sono serviti, purtroppo, gli impegni dell’attuale governo a individuare agevolazioni sugli oneri di sistema elettrico, a favore delle imprese che consumano almeno 2,4 GWh di energia elettrica e che sono caratterizzate da un rapporto tra il costo effettivo dell’energia elettrica e il fatturato non inferiore al 2%».

La maggiore competitività dei territori limitrofi, dunque, è determinata non solo da una tassazione vantaggiosa e da una burocrazia meno soffocante, ma anche da costi dell’energia nettamente inferiori. «Per salvare il nostro sistema manifatturiero – afferma ancora Luca Barbini – è indispensabile intervenire su tutti questi aspetti. Altrimenti il rischio, per la nostra provincia, è quello paventato da altri colleghi imprenditori, di una inesorabile e progressiva deindustrializzazione». Il settore tessile, poi, è in sofferenza già da prima della crisi, a causa della concorrenza spesso insostenibile dei paesi del far east e da una legislazione europea penalizzante per la non obbligatorietà della tracciabilità; negli ultimi dieci anni il numero delle aziende associate si è dimezzato e attualmente gli occupati sono meno di trecento. «Alcune questioni – conclude Luca Barbini – riguardano le aziende di tutti i settori manifatturieri; non ci stancheremo mai di ripeterlo: alla politica chiediamo azioni rapide ed incisive, è già tardi!».

 

 

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  1. Relativamente al problema costo dell’energia, faccio presente al Vicepresidente Barbini che da tempo la Provincia di Bolzano/Bozen ha avviato intese col governo italiano e con quello austriaco per la fornitura di energia ad un costo in grado di abbattere la bolletta energetica per le proprie aziende energivore. Cito ad ex. la Memc di Sinigo, mediante la realizzazione di una linea transfrontaliera con l’Austria. Vedi, non ultimo, il comunicato stampa della Provincia di Bz del 23 u.s.
    Bolzano/Bozen, come daltronde Trento, si comporta in tal senso come un Ente libero da condizionamenti e i risultati si vedono.
    Mi permetto di ricordare inoltre al vicepresidente che il Movimento Bard dalla sua nascita si prefigge di far raggiungere al Bellunese l’Autonomia, che sarebbe di immenso vantaggio anche in questo campo.
    Spiace per contro constatare che la sua associazione, nonostante l’invito rivolto dal Movimento alla sua come alle altre associazioni di categoria, non abbia reputato di partecipare alla manifestazione da esso promossa sabato scorso per raccogliere tutte le forze bellunesi in tale direzione.
    La logica avrebbe auspicato un comportamento diverso, soprattutto pensando alle parole più volte pronunciate dal Presidente Cappellaro in favore proprio dell’unità.
    “Chi predica bene ma razzola male”…fa pari con “ognuno è artefice della sua fortuna” (o sfortuna, in questo caso).

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