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Lattebusche e Chioggia, un matrimonio che dura da 25 anni. Premiati gli artefici della fusione Antonio De Bortoli e Carlo Alberto Tesserin

Ott 30th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

tesserin bortoliSenza quella operazione – maturata 25 anni fa – oggi Lattebusche non sarebbe la realtà che tutti conoscono. Nel 1988 infatti l’azienda bellunese varcò per la prima volta i confini provinciali per allearsi con la Cooperativa Clodiense: una sinergia che ha permesso a entrambe le realtà di rilanciarsi e affrontare il mercato sempre più agguerrito degli anni Novanta.

Per questo i padri di quel “patto” sono stati premiati nel corso dell’Ottobre blu, manifestazione che si è conclusa domenica a Chioggia (Venezia) e dedicata all’acqua e al territorio clodiense organizzata dall’Aspo (Azienda speciale per il Porto di Chioggia).

I premiati sono Antonio Bortoli, direttore della Lattebusche, e Carlo Alberto Tesserin, oggi presidente della Commissione Statuto e consigliere decano del Consiglio regionale, ma 25 anni fa direttore della Clodiense.

“Questa operazione ci consentì di attuare nuove economie di scala e di diventare entrambi più forti”, ha sottolineato Tesserin. “Per Lattebusche si trattava della prima acquisizione fuori dalla provincia di Belluno: fu una scelta coraggiosa ma anche lungimirante. Oggi Lattebusche è la realtà che tutti conosciamo proprio perché, pur rimanendo ben ancorata al territorio, è riuscita a crescere”.

Da allora Lattebusche ha avviato una serie di fusioni che hanno permesso alla realtà bellunese di consolidarsi sul mercato sia nazionale che internazionale. Tra le operazioni principali vi sono quella con la latteria Brega di Sandrigo nel 1993 e nel 2009 quella di San Pietro in Gu (Padova).

Lo stesso Bortoli nel corso di una tavola rotonda ha illustrato i numeri di una eccellenza: Lattebusche conta circa 400 allevatori per un fatturato annuo che si aggira sui 90 milioni di euro. Oltre il 20 per cento della produzione è destinato al mercato estero, in 50 Paesi diversi. Solo le forme di Piave che varcano i confini nazionali sono circa 100 mila ogni anno.

“Questa operazione confermò la capacità delle cooperative venete di fare squadra al di là dei campanili. Questo consentì di migliorare ulteriormente la qualità del prodotto e di affermare sul mercato – anche internazionale – la bontà del latte veneto”, prosegue Tesserin.

La quinta edizione di Ottobre Blu ha celebrato anche il fiume Piave e le sue eccellenze, a cominciare da quelle imprenditoriali. L’intera kermesse si è svolta nel ricordo del Vajont, nel cinquantesimo anniversario dalla Tragedia. Significativa la presenza di Micaela Coletti, presidente del Comitato Sopravvissuti.

 

 

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