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“La luna su la porta de casa”, sabato pomeriggio le poesie di Giano Perale in Sala Bianchi

Giano Perale – Le poesie in dialetto bellunese. Sabato 2 novembre, ore 17,30 in Sala Bianchi. Intervento critico del prof. Rodolfo Zucco, Università di Udine, che dialogherà con Marco Perale. Letture a cura dell’attore Sandro Buzzatti

Giano Perale (1923-1967), farmacista e poeta, quest’anno avrebbe compiuto 90 anni. L’occasione giusta per pubblicare finalmente la sua produzione poetica dialettale (dopo la sua morte prematura, a soli 44 anni, Ugo Fasolo nel 1971 aveva già dato alle stampe per i tipi di Bino Rebellato “I sogni verdi”, che riuniva le sue poesie in italiano). Si tratta di oltre 400 testi, pubblicati da “Mobydick” di Faenza, un’agile casa editrice che si è già ritagliata da tempo un posto di tutto riguardo nell’editoria della poesia italiana. Il nuovo libro, intitolato “La luna su la porta de casa”, è inserito nella collana “Le nuvole” ed è in distribuzione nazionale, e proprio per questo in appendice il volume offre anche un’opportuna traduzione in italiano dei testi in bellunese.

Gianfranco “Giano” Perale, già combattente partigiano nelle formazioni cattoliche dei Volontari della Libertà, fu un animatore culturale di tutto rilievo nella Belluno degli anni Cinquanta e Sessanta, quando l’avventura olimpica di Cortina 1956 riaccese i riflettori mondiali sulle Dolomiti bellunesi (Giano fu “distintivo d’oro” della Fisi). Consigliere comunale e assessore a Belluno, fu membro dell’Ateneo Veneto.

Per Giano Perale il dialetto non era un ripiego in minore, bensì una scelta precisa e consapevole, coraggiosa e tanto più difficile in una realtà ristretta e provinciale com’era Belluno alla fine degli anni Quaranta, quando inizia la sua attività poetica (è del 1949 la prima versione di “Saldi come ‘na croda”, poi divenuta canto popolare dopo l’adozione da parte del Coro Minimo). E Giano Perale è uno degli autori che hanno posto le basi della poesia – e quindi dell’identità stessa – bellunese, sulla scia di quanto aveva fatto Biagio Marin a Grado e negli stessi anni in cui Pasolini sdoganava il friulano e Zanzotto a Pieve di Soligo iniziava le sue costruzioni linguistiche.

Il testo, curato dal figlio Marco Perale che ha anche steso l’introduzione, verrà presentato a Belluno sabato 2 novembre in Sala Bianchi, all’interno del programma culturale della rassegna cittadina “Benvenuto San Martino”, con un intervento critico di Rodolfo Zucco, docente di italianistica all’Università di Udine (e già curatore del volume dei “Meridiani” dedicato a Giovanni Giudici) mentre la lettura di alcuni testi di Giano Perale sarà affidata all’attore Sandro Buzzati.

 

 

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