Tuesday, 24 October 2017 - 09:22

Belluno nel dibattito della campagna elettorale per le Provinciali del Trentino

Ott 25th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

logo-belluno-autonoma-leggeraIl tema di Belluno, l’area Dolomitica ed il rapporto con il Trentino è entrato a pieno titolo nel dibattito per le Provinciali per il Trentino, di ogni schieramento.

In un recente incontro tra il BARD ed il candidato Presidente Diego Mosna, al quale è stato riferita la situazione particolare della Provincia di Belluno commissariata da due anni e al quale è stato richiesto che qualunque sia l’esito delle votazioni per l’elezione della giunta provinciale di Trento, ci sia un impegno della compagine affinché la Provincia di Belluno possa tornare ad essere elettiva al più presto.

Mosna che ha detto di conoscere e stimare le potenzialità dei Bellunesi, delle realtà produttive Bellunesi, e di essere favorevole ad una Provincia di Belluno elettiva di 1 grado ed autonoma, anche in una Regione Dolomitica con Trento e Bolzano, anche nell’Euregio.

Alla manifestazione di domani hanno confermato la loro presenza oltre che al Presidente di Sondrio Massimo Sertori anche Margherita Cogo e Silvano Grisenti .

 

 

L’autonomia di Belluno

* di Sara Ferrari  (Consigliera provinciale uscente e candidata alle elezioni Partito Democratico del Trentino)

Le dichiarazioni del premier Letta, relativamente alla necessità di mantenere la Provincia di Belluno e di attribuirle autonomia, sono importanti e molto positive.

Letta afferma che l’autonomia di Belluno è funzionale a ridurre le differenze con le due Regioni autonome confinanti, Friuli Venezia Giulia e Trento e Bolzano.

Giusto, ma questo non può essere l’unico motivo in base al quale viene riconosciuto il diritto all’esistenza della Provincia di Belluno, con una capacità effettiva di autogoverno.

Provo ad elencare alcune buone ragioni per cui Belluno debba essere Provincia autonoma:

1- Il principio di sussidiarietà. Obiettivo di qualsiasi governo è “il buon governo” e, è ormai assodato, solo l’autogoverno dei territori lo può garantire. La centralità delle decisioni dovrebbe riguardare solo alcune materie: programmazione economico finanziaria e principi generali coerenti con la Costituzione, con UE, costi standard dei servizi, amministrazione della giustizia, la difesa, la politica estera.

2- Belluno confina con due Regioni autonome e la diversità istituzionale, che si traduce in autonomia legislativa, amministrativa oltre che finanziaria, anche se non impositiva, evidenzia da un lato la capacità delle autonomie speciali di dare risposte rapide ed anche efficaci ai problemi economici e sociali (serve ricordare che la previdenza integrativa è nata in questa regione e che il reddito di garanzia per noi è già una realtà) mentre, da parte del Bellunese ,si assiste all’inadeguatezza delle istituzioni nell’ affrontare oggi la crisi economico finanziaria.

3- La specialità della nostrana autonomia ha radici profonde nella storia del nostro territorio ed agganci internazionali solidi, ma il tema, oggi, non può essere solo l’inespugnabilità del nostro assetto istituzionale, ma la necessità che il federalismo amministrativo e fiscale venga riconosciuto come il riferimento istituzionale adeguato ai “tempi nuovi” e se può, ragionevolmente, esserci la necessità di affrontare il processo riformista gradualmente è altresì vero che il Bellunese vive un’emergenza molto forte, (sentendosi schiacciato e decisamente svantaggiato economicamente e socialmente dalla vicinanza delle due Regioni autonome) che richiede un intervento urgente e “forte”.

4 – Infine,la Costituzione prevede che le modifiche ordinamentali e statutarie vedano coinvolte le popolazioni interessate tramite gli organi di rappresentanza politica più vicini.

Tale principio è richiamato in una recente sentenza della Corte costituzionale (Sentenza 220/2013),

ricordano che “Sin dal dibattito in Assemblea costituente è emersa l’esigenza che l’iniziativa di modificare le circoscrizioni provinciali – con introduzione di nuovi enti, soppressione di quelli esistenti o semplice ridefinizione dei confini dei rispettivi territori – fosse il frutto di iniziative nascenti dalle popolazioni interessate, tramite i loro più immediati enti esponenziali, i Comuni, non il portato di decisioni politiche imposte dall’alto.”

Questa tradizione non può che essere rispettata dando ascolto alle richieste di autonomia che provengono dalle popolazioni del bellunese e dai loro organi rappresentativi.

 

 

 

 

 

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One comment
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  1. Ridicolo.
    Grottesco.
    Umiliante.

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