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Trasporto ferroviario nel Bellunese. L’onorevole De Menech chiede un cambio di passo alla Regione

Ott 16th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Roger De Menech, deputato

Roger De Menech, deputato

Il deputato bellunese Roger De Menech non dimentica di essere stato Sindaco di Ponte nelle Alpi e fa sue le impostazioni dei sindaci bellunesi che ….. non vogliono perdere il treno!

Le cause? Le solite. Si va dal mancato rinnovo del materiale rotabile che rende il servizio inaffidabile, tanto da rendere impossibile la realizzazione dell’orario cadenzato e impossibile che vengano rispettate le coincidenze a Conegliano. Ma non solo.

Belluno è l’unico capoluogo di provincia che non sia collegato con Venezia e quindi le prospettive per il turismo sono modeste; si richiedono pertanto collegamenti sostenibili e sicuri anche per chi poi vuole utilizzare le piste ciclabili – per l’utilizzo delle quali Calalzo diventa uno snodo strategico verso tutta l’area dolomitica.

Da questa considerazione, anche in prospettiva futura, Roger De Menech ritiene indispensabile «invertire la tendenza e rilanciare, piuttosto, la ferrovia nel Bellunese mantenendo, per lo meno, due coppie di treni diretti Calalzo-Venezia sia nei giorni feriali che in quelli festivi – uno al mattino con arrivo a Venezia entro le 9.30 e uno alla sera.

I convogli dovrebbero prevedere anche il servizio di trasporto biciclette.

Di qui la necessità che vengano indicati tempi certi per l’acquisto di nuovo materiale rotabile e che venga eseguita la manutenzione ordinaria.

Ma chi sono i destinatari delle lamentele del deputato De Menech? Renato Chisso, l’assessore regionale alla Mobilità e alle Infrastrutture del Veneto, e Trenitalia.

Il Deputato bellunese del Partito democratico, facendo proprie le preoccupazioni di tanti amministratori bellunesi, ritiene «evidente la finalità di rendere il trasporto ferroviario sempre meno attrattivo e conveniente fino a giustificarne la chiusura».

Ma non solo protesta. De Menech ritiene che si renda necessaria «una netta inversione di tendenza offrendo alla cittadinanza un servizio certo, più funzionale ed appetibile, utilizzabile da lavoratori pendolari, da studenti, da giovani, da turisti». Oltre a richiedere «un concreto piano di rinnovo del parco rotabile diesel, unito ad un miglioramento razionale delle strutture per raggiungere una velocità commerciale di 65 km/h nelle tratte servite dalle motrici diesel», De Menech suggerisce un «coordinamento gomma-rotaia con la possibilità di emettere un biglietto unico».

De Menech deplora e denunzia «la mancata pianificazione e la realizzazione di interventi costosi che non hanno piena utilizzazione e seguito negli anni – ad esempio l’intervento a Santa Croce, stazione nella quale, secondo il nuovo orario, non vi sarebbe più alcuna fermata». Ma non solo, il deputato PD ricorda e sottolinea «il gravissimo uso indiscriminato di soppressioni di corse e di servizi, il continuo deterioramento della velocità commerciale, i ripetuti ritardi dovuti in gran parte alla carenza di manutenzione e rinnovo del parco macchine, la mancata accessibilità a tutti gli utenti di ancora troppe stazioni e lo stato di degrado delle stazioni stesse e dei treni».

In conclusione delle sue riflessioni, il deputato bellunese auspica che ci sia «la condivisione delle modifiche all’orario con le categorie di utenti, i comitati e le amministrazioni locali e che gli orari definitivi vengano definiti almeno tre mesi prima dell’entrata in vigore».

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4 comments
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  1. sembra che De Menech pensi alla ferrovia in provincia di Belluno solo per Calalzo – Ponte nelle Alpi – Venezia, ma ci sono anche Feltre Belluno, Calalzo Belluno, Belluno Montebelluna Treviso, Calalzo Padova.

    Ha invece chiesto a Chisso la risposta che Trenitalia avrebbe dovuto dare alla nota della Regione in cui venivano chieste delucidazioni su alcuni fatti in seguito alla denuncia di alcuni pendolari? (prot. 355851 del 26/8/2013, oggetto: invio segnalazione la “caporettto di oggi…”).

    Ha chiesto a Chisso come stanno programmando la riorganizzazione del servizio bus in funzione dei nuovi orari ferroviari, ancora non disponibili, che è previsto entrare in vigore a metà dicembre, cioè in piena stagione turistica invernale e a metà dell’anno scolastico?

    La tematica del trasporto ferroviario in provincia di Belluno non è principalmente il problema delle corse dirette per Venezia, ma vi sono molti argomenti che possono avere una realizzazione immediata ed altri molto avanti nel futuro. Fra i primi che i treni siano in orari utili agli utenti, che in casi di ritardi o cancellazioni ci sia adeguata informazione e forme di trasporto sostitutivo immediate e non dopo ore, che la Regione comunichi con molta più trasparenza le evoluzioni dei nuovi orari in modo di permettere ai pendolari di riorganizzare/riassestare la propria vita quotidiana; che la Regione risponda in maniera puntuale e con rispetto alle richieste dei cittadini-utenti.

  2. Come riportato dalla stampa locale, sarebbe opportuno chiedere all’assessore ai trasporti della regione Veneto i motivi per i quali il contratto con le ferrovie prevede il pagamento ad ore impiegate anziché a kilometri percorsi , in tal modo più tempo impiegano i treni a percorrere una tratta, maggiore è la spesa da pagare a Trenitalia e più si allungano i tempi di percorrenza più guadagna il concessionario e più ci rimettono gli utenti.
    Come diceva un notissimo politico : Pensare male è peccato, ma spesso ci si azzecca!

  3. Non solo. Anche la chiusura dell’anello Dolomitico. Da calalzo a Dobbiaco e da Feltre a Primolano. Turismo lavoro univetsitá.

  4. Regione Veneto, i politici si fanno la legge salva-rimborsi: tutti favorevoli. Ma va?

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