Thursday, 19 October 2017 - 09:21

Vajont, Bonanni e Orsini che delusione * di Primo Torresin ex segretario provinciale Cisl

Ott 15th, 2013 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina, Società, Istituzioni

Primo TorresinL’intervento a gamba tesa di Bonanni e Orsini nella ricorrenza del cinquantennale del Vajont e la forte sollecitazione ricevuta da parecchi iscritti alla CISL mi hanno convinto ad intervenire su quanto affermato dai vertici sindacali di questa Organizzazione Sindacale.

A scanso di equivoci : ho invitato quegli iscritti ad agire essi stessi in prima persona, non avendo io – con la CISL – alcun rapporto da quasi quattro anni. Non si può rendere omaggio alle vittime del Vajont senza stigmatizzare le colpe dell’uomo che volle a tutti i costi sfidare consapevolmente la natura avversa per ottenere maggiori guadagni.

Cari Bonanni e Orsini, più che affermare che la CISL non è contraria a nuove centraline idroelettriche, da voi ci saremmo aspettati una presa di posizione contro coloro che da decenni sfruttano le nostre acque, senza alcun beneficio per il nostro territorio. Ci saremmo aspettati la determinazione per una richiesta di modifica dei disciplinari di captazione, per una completa attuazione di uno Statuto regionale che consenta al nostro territorio la decisione sull’utilizzo delle risorse idriche. E soprattutto salire a Longarone per esprimere contrarietà al mantenimento in vita di una provincia sulle ceneri del commissariamento significa non tenere in alcuna considerazione la volontà popolare dei Bellunesi.

E affermare che la PA.TRE.VE sia un’enorme opportunità per noi montanari (questa la sento davvero per la prima volta), dimostra come i vertici Sindacali vivano lontano dalle aspettative dei lavoratori, dei pensionati, delle famiglie bellunesi. Non una parola sulla specificità della montagna, sul dissesto idrogeologico perpetrato negli anni senza vantaggio alcuno per gli abitanti, la vendita dell’acqua a cifre ridicole ai consorzi irrigui…. Ma dove vivete?

Il rilancio dell’autonomia espresso con forza anche dal premier Letta segna un passo in più verso l’autonomia del bellunese. La CISL ha sempre sostenuto, fin dai primi anni 80 con il progetto montagna, un percorso teso a far riconoscere al nostro territorio la necessità di governarsi da sola, stanca di deroghe rispetto alla pianura che mai hanno portato benefici durevoli; ha insistito, insieme alle altre rappresentanze locali, per la adozione dello statuto regionale all’interno del quale fosse chiaramente indicata la specificità e le risorse per affrontarla; ha più volte espresso la convinzione, attraverso i suoi organismi provinciali, la necessità di ridurre drasticamente il numero di Comuni ma contemporaneamente ha indicato che l’Ente Provincia dovesse vivere quale rappresentanza di sintesi di tutto il territorio.

E potrei continuar ancora ….

Prendo atto, con grande delusione e rimpianto, che oggi la posizione di questa Organizzazione indica chiaramente tre cose : no alla Provincia (meglio un nuovo Ente di area vasta….spero non si pensi al BIM), si alle centraline, bisogna guardare verso la pianura. Praticamente un programma completo per l’abbandono della montagna. E i documenti approvati dagli Stati Generali della Provincia di Belluno? E i progetti federalisti attesi per consentire il superamento delle disparità determinate dagli statuti speciali in materia di risorse pubbliche disponibili? E le attese pienamente coerenti con gli indirizzi politici nazionali e regionali in materia di gestione partecipata, delegata e responsabile del territorio?

A malincuore e con grande rimpianto devo riconoscere che anche la CISL, rispetto alle reiterate richieste della popolazione di dare corpo alla specialità della montagna, sta condividendo una logica di schieramento e di appartenenza che nulla ha a che vedere con il vero e unico obiettivo rappresentato dall’autogoverno degli Enti Locali bellunesi. Spiace davvero perché nel momento in cui anche Confindustria afferma che “è incoraggiante sapere che il Governo intende riconoscere forme di autonomia più marcate nelle aree montane” la CISL ha perso una buona opportunità per dimostrare la sua capacità di essere “organizzazione vicina alla gente”.

15 ottobre 2013

Primo Torresin – ex Segretario Provinciale CISL

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11 comments
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  1. Parole da sottoscrivere in pieno.Considerazioni che valgano anche per le altre realtà associative bellunesi, che sempre predicano bene ma razzolano male.

  2. Bravo e coraggioso

  3. Intervento dovuto di fronte allo sconcertante comportamento dei vertici della CISL TREVIGIANO-Bellunese. Condivido al 100 %
    Grazie a Primo Torresin perla l’analisi lucida, pacata ma impietosa. Bene che sia un ex dirigente della CISL a mettere in chiaro le cose e triste, anzi tristissimo che sia stata la figlia dell’Onorevole Orsini, ritenuto l’ultimo cavallo di razza della politica espresso dal Bellunese ha pronunciare ed avallare dichiarazioni lunari come quella sulla necessità di costruire altre dighe. Anche così si offende la memoria del Vajont.

  4. Bravo e ben detto. Del resto da gente che non ha mai lavorato e che galleggia sulla pelle dei lavoratori cosa ci si poteva aspettare ?

  5. Voglio pensare che ad Anna Orsini costi molto dire cose in cui non crede, ma la marginalità del nostro territorio (politica, economica, anagrafica, … ) nel quadro veneto è una cosa di cui dobbiamo prendere atto ed è, ahimè, seconda solo alla marginalità (politica) del Veneto nel contesto nazionale.
    Il dictat della ristrutturazione di tutte le grandi organizzazioni sindacali, in senso lato, quelle che comprendendo tutte le rappresentanze del mondo economico e sociale, nonché delle strutture statali o pubbliche (ed esempio l’UST, per non parlare di sanità, welfare, poste, ecc.), dimostrano che l’identità bellunese in questa chiave di lettura è già morta, sacrificata al mantenimento di privilegi di altri, alla sopravvivenza di mastodontici e giurassici apparati centrali veneti (che per una tradizione storica che affonda le proprie radici nella Serenissima Repubblica non è certo seconda a Roma per centralismo) ed allo spregiudicato gioco del prevalere dei campanili ad esempio nella costituenda PA TRE VE.
    Condivido tutto quanto scrive Torresin e aggiungo, a chiosa, un link ad una mia nota che tratteggia una storia minore, quello che succede quando un sindacato bellunese non si adatta e non si piega ai dictat veneti.

    https://www.facebook.com/notes/marco-rossato/errare-humanum-est-perseverare-autem-diabolicum/436187329821275

  6. L’autonomia è cosa buona e giusta!

  7. Bravo Torresin.

  8. Non è tempo che la cisl si dia un nuovo segretario nazionale?

  9. Concordo e aggiungo che la centralina per lo sfruttamento delle acque del Vajoint non va fatta.
    La Memoria insegni!

  10. Informarsi bene prima di tranciare giudizi, si rischia di fare figuracce

  11. Noi continuiamo a rispettare tutti…che rispetto c é dei bellunesi quando si declamano politiche contrarie al buon governo dei nostri beni? che rispetto c’e’ stato nei confronti dei Bellunesi se gli si impone l’accorpamento con treviso, che ci fará contare meno di zero. A questi fighettoni che si credono figli delle stelle basta un bell’ufficio con la carega dove appoggiare il culo, un lauto stipendio ed un bel vestito firmato. Il resto son c…..altrui. Teste vuote che san solo scrivere libri bianchi.

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