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Il Premier Enrico Letta interviene alla cerimonia per conferimento della cittadinanza onoraria alla Polizia di Stato: «Non ci saranno più cittadini serie A e serie B»

Ott 12th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

vajont

Il premier Enrico Letta con l'alpinista scrittore Mauro Corona

Il premier Enrico Letta con l’alpinista scrittore Mauro Corona

Questa mattina al Centro Culturale “Parri” di Longarone ancora una volta la comunità colpita dalla tragedia del Vajont si è stretta in un dolore composto e fiero, l’occasione era il conferimento della cittadinanza onoraria alla Polizia di Stato rappresentata dal capo della Polizia Alessandro Pansa.

Prima che il sindaco di Longarone Roberto Padrin consegnasse nelle mani del prefetto Pansa la pergamena con la motivazione di tale gesto, Francesco Tomassi poliziotto in servizio la mattina del 10 ottobre 1963 ha raccontato al premier Letta e alle numerose autorità civili e militari quello che ha visto e come ha agito durante le ore interminabili di soccorso.

Il sindaco Padrin, nel suo intervento ha voluto ringraziare il presidente del Consiglio Enrico Letta «In queste settimane – ha detto Padrin – il suo Governo ha certamente assunto piena consapevolezza di cosa il Vajont abbia rappresentato per la nostra Nazione. Sono venuti a Longarone il Presidente del Senato, Pietro Grasso per la commemorazione ufficiale mercoledì scorso, i Ministri Flavio Zanonato, Andrea Orlando, Maria Grazia Carrozza, oggi lei, a “suggellare” l’attenzione di uno Stato, quello nostro, assente prima del 9 ottobre 1963 e che ha certamente capito il valore della necessità di capitalizzare il messaggio che può offrire alle nuove generazioni».

Infine Padrin ha posto l’attenzione su alcuni problemi della montagna «Il mio più grande rammarico, è l’amarezza che mi assale quando prendo coscienza dell’impotenza che da amministratore non mi permette di essere utile alle molte famiglie in difficoltà, alle nostre aziende che soffrono una crisi insostenibile, all’impossibilità di intervenire perchè con le mani legate. Mi riferisco alle disposizioni di quel “Patto di Stabilità” che limita la possibilità di spesa anche a quei Comuni che hanno risorse proprie da spendere e alle spalle gestioni virtuose».

Infine il Sindaco di Longarone ha espresso la propria gratitudine alla Polizia di Stato «La partecipazione di tutti fu grandiosa e commovente. I superstiti si rianimarono, assistiti e circondati da un affetto e da una pietà grandi e solidali. Sono quindi con immensa gioia oggi ad accogliere questi nuovi cittadini di Longarone, che a più riprese hanno prestato soccorso e fornito così attivamente aiuto e assistenza alla nostra comunità, donando ai sopravvissuti la forza di rimettersi in piedi ed andare avanti».

Dopo l’intervento di Roberto Padrin, il governatore della Regione Veneto Luca Zaia è salito sul palco, «Qualcuno – ha detto – l’ha definita fatalità, ma basterebbe parlare coi vecchi che ti dicono che quel monte si muoveva. Tina Merlin diceva che non era una valle da riempire con acqua come un catino. Tutti sapevano eccetto la popolazione locale perché i ragazzini di allora, oggi uomini, dicono che nessuno degli abitanti era informato».

Al termine del suo intervento il governatore Zaia ha voluto precisare: «Le opere che stiamo realizzando ci bastano, l’asfalto non deve essere più la priorità: serve un piano per mettere in sicurezza i territori e le comunità, dobbiamo lavorare sul tema del dissesto idrogeologico con opere infrastrutturali che garantiscano la sicurezza di oltre 5 milioni di veneti».

A chiusura della cerimonia ha preso la parola il presidente Letta, «Dobbiamo cambiare la filosofia dell’emergenza. Non è possibile che nel nostro Paese ci siano emergenze in cui i cittadini siano di serie A e di serie B a seconda del peso politico dei territori. I nostri cittadini sono tutti di serie A».

Inoltre rispondendo al sindaco Padrin sulla legge di stabilità ha aggiunto: «Nella legge di stabilità ci sarà una norma che stanzierà per la Protezione Civile 50 milioni di euro che sono frutto della vendita degli aerei di Stato».

Al termine del suo discorso il Premier ha annunciato di conoscere molto bene le specificità dei territori montani come la provincia di Belluno stretta in mezzo a due Regioni a statuto speciale. «Tutti – ha detto infine Letta – istituzioni regionali, sindaci e cittadini dobbiamo lavorare per dare la giusta dignità alla montagna, dobbiamo rendere il territorio meno fragile con regole giuste, e garantire un uso del suolo più rispettoso rispetto al passato».

Il Premier dopo la cerimonia si è recato a rendere omaggio alle vittime del Vajont nel Cimitero Monumentale di Fortogna proseguendo poi verso Erto, fermandosi alla Diga del Vajont.

 

 

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2 comments
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  1. Anche quando e’ successo il fatto il primo ministro disse che i superstiti avrebbero avuto giustizia, dopo nel processo era l’avvocato contro……..

  2. Ma alcuni giorni fa non aveva promesso funerali di stato anche per i morti di Lampedusa ?

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