Wednesday, 18 October 2017 - 11:29

Economia: manovra correttiva e legge di stabilità * intervento di Renato Bressan

Ott 11th, 2013 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina
Renato Bressan

Renato Bressan

Il Consiglio dei Ministri del 9 ottobre scorso ha approvato il Decreto Legge per il rientro dal rapporto deficit/pil sotto il 3%. Trattasi di una manovra correttiva sul bilancio dello Stato 2013 del valore di 1,6 mld di euro e nulla c’entra con la legge di Stabilità che dovrà essere approvata entro il 15 ottobre prossimo.

La correzione dei conti era un fatto dovuto dopo che il Governo italiano aveva inviato la nota di aggiornamento alla commissione europea dalla quale si evinceva che il deficit in corso era pari al 3,1% del pil. Del resto qualche giorno prima, il 17 Settembre, il vicepresidente della Commissione Ue e commissario agli Affari economici, Olli Rehn nell’audizione alla Camera del parlamento italiano, oltre ad essere stato critico per l’abolizione dell’IMU sulla prima casa aveva esortato il nostro paese a rispettare gli impegni presi, in tema di contenimento del debito, in sede europea.

Queste dichiarazioni gli erano valse il titolo di persona sgradita da parte dell’On. Gasparri che pare non conoscere gli impegni che il nostro paese si è assunto nei confronti dell’europa a partire da quelli presi dall’ultimo Governo Berlusconi di cui lui faceva parte.

Ci preme qui, però, sottolineare come a fronte di un intervento pari a 120 ml di euro a favore dei comuni, attraverso l’incremento del fondo di solidarietà destinato a coprire il mancato introito derivante dall’abolizione della prima rata dell’IMU, lo stesso provvedimento toglie 550 ml di euro in termini di minori trasferimenti ai comuni, cosiddetti virtuosi, che rientravano nel meccanismo premiale legato al patto di stabilità.

Cioè ti do uno, ma ti tolgo cinque.

Da ciò ne deriverà una maggior difficoltà per i Comuni stessi che avevano previsto una maggiore disponibilità economica per poter finanziare i servizi sociali dedicati ai propri cittadini. Se questo segno lo aggiungiamo alle dichiarazioni governative, con le quali si evidenzia come il controllo dei conti pubblici dovrà passare inevitabilmente attraverso il taglio alla spesa, possiamo immaginare il profilo della prossima legge di stabilità che difficilmente potrà essere inferiore ai 14 mld di euro e nella quale oltre agli incentivi alle imprese si parla, fortunatamente, di un consistente taglio del cuneo fiscale. Al di la, però, della giustezza di alcuni presunti provvedimenti il sindacato dei pensionati della Cgil unitariamente a quelli di Cisl e Uil hanno inviato al Governo Letta una serie di richiesta tese a garantire l’indicizzazione delle pensioni rimuovendo il blocco voluto da Monti e Fornero;

una riforma fiscale che restituisca ai pensionati il potere d’acquisto perso negli ultimi anni, facendo pagare ai redditi elevati e ai grandi patrimoni il costo della crisi;

una radicale riforma della spesa pubblica per eliminare corruzione, privilegi e sprechi, fermando i tagli al welfare e alle risorse a Regioni e Comuni.

Non è un caso, quindi, che in questi giorni ci stiamo mobilitando in tante province italiane per sostenere queste richieste perché tutto lascia presagire che ci troveremmo di fronte a provvedimenti che cercheranno di favorire alcune fasce di deboli prelevando da altri deboli.

 

Il Segretario Generale Spi- Cgil Belluno

Renato Bressan

 

 

 

 

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