Sunday, 22 October 2017 - 04:31

Il leader della Cisl Bonanni a Longarone per il Consiglio Generale della Cisl Belluno Treviso. Anna Orsini: “Dall’immane sciagura del Vajont è nata l’attuale industrializzazione della provincia di Belluno”

Ott 10th, 2013 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina
Anna Orsini

Anna Orsini

“La convocazione di questo Consiglio Generale a Longarone è un modo per rivolgere un doveroso tributo alla memoria delle vittime dell’immane tragedia del Vajont, ma è anche per noi occasione, rileggendo le pagine dolorose e sofferte della nostra storia, di riflessione e insegnamento su quanto è accaduto, ma anche su come una comunità, pur provata da una sofferenza così grande, ha saputo reagire e ricostruirsi un futuro”. Con queste parole giovedì mattina nella sala congressi della fiera di Longarone, Anna Orsini, segretario generale aggiunto della Cisl Belluno Treviso, ha aperto la relazione della segreteria nel primo Consiglio generale della Cisl Belluno Treviso dopo il congresso di unificazione.

L’incontro fra circa 200 fra dirigenti sindacali, segretari, membri dei direttivi, delegati, enti e associazioni Cisl, è stato introdotto da un intervento di Franco Lorenzon, segretario generale della Cisl Belluno Treviso, e dal saluto del sindaco di Longarone Roberto Padrin, e ha visto la partecipazione del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, che così ha ricordato il disastro del Vajont, il cui 50esimo anniversario è stato celebrato ieri a Longarone: “Siamo venuti qui per ricordare una tragedia che ha coinvolto tutto il popolo italiano – ha detto il leader della Cisl – e che ha inflitto tante ferite a questo territorio e dimostra che la tecnica deve sempre conciliarsi con la natura. Diversamente, la presunzione dell’uomo subisce gravi colpi. Era doveroso venire qui anche per dire che la buona ricostruzione porta sviluppo, come è successo in tutte le realtà in cui abbiamo avuto problemi di questo tipo. Anche se oggi, anche questa realtà, incappa in una crisi che è molto estesa”. Alla tragedia del Vajont – “lutto e vicenda sociale di importanza nazionale” nelle parole di Franco Lorenzon – e, congiuntamente, alla strage di Lampedusa, il Consiglio generale ha dedicato un minuto di silenzio.

Molti i temi toccati durante i lavori: sviluppo locale, prospettive del manifatturiero, coesione sociale, tutela dell’ambiente e del territorio, riorganizzazione degli assetti amministrativi.

“Dall’immane sciagura del Vajont – ha detto Orsini – è nata l’attuale industrializzazione della provincia di Belluno, che ha consentito lo sviluppo di un rilevante tessuto economico produttivo. Si può ripartire, quindi, anche dalle condizioni più difficili e dolorose, ma diventa determinante il ruolo della politica che deve agire con lungimiranza e sempre perseguire gli interessi della collettività”. E proprio da qui si è mossa la riflessione politica e sindacale di Raffaele Bonanni a Longarone, che ha aperto il suo intervento ricordando alcune parole pronunciate nel 1946 da don Primo Mazzolari: “Urge salvare l’uomo, non la democrazia. Non si salva né si fa democrazia perdendo l’uomo, come veniamo facendo in Italia e dappertutto”. “In questo Paese – ha detto il leader della Cisl – se non ci diamo una regolata come persone, tutto ciò che ci circonda continuerà a deperire. La logica della denuncia e basta è uno scaricabarile: la situazione è drammatica, ma non ci verrà da nessuno l’aiuto, se non da noi stessi. Quello che serve, in questo pantano italiano, è andare controcorrente, combattere i mostri del populismo, che è la malattia delle democrazie che non sono vivificate dall’impegno delle moltitudini. E noi su questo, come sindacato, abbiamo una grande responsabilità”.

“Finora il Governo, che – va ricordato – non ha una base programmatica, ha avuto modo solo di discutere delle bandiere dei partiti. Letta – ha aggiunto Bonanni – se ce la vuole fare, deve allearsi con i lavoratori, con i pensionati e con i sindacati. E tre sono le cose che deve fare: ridurre la pressione fiscale, dimezzare le tasse sugli investimenti e sugli utili reinvestiti e procedere alla revisione dell’impianto istituzionale e amministrativo”. Fondamentale, per Bonanni, anche la questione dell’energia, “troppo costosa per l’industria, che è il cuore dell’economia, e sulle infrastrutture materiali e immateriali”. Infine, la preoccupazione per il mancato rifinanziamento degli ammortizzatori in deroga nella ‘manovrina’ appena varata dal Consiglio dei Ministri. “Sono preoccupato – ha concluso il segretario generale della Cisl – perché mentre il ministro parla di una non precisata iniziativa di salario minimo garantito, manda allo sbaraglio centinaia e centinaia di migliaia di lavoratori non assicurando loro i fondi necessari, che pur ci sono, per le casse integrazione in deroga”.

 

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3 comments
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  1. Bonanni ha detto anche che “dai tempi del Vajont non si costruiscono più nuove dighe e quindi ora per l’approvvigionamento energetico dipendiamo dagli idrocarburi”.
    Ed era a Longarone, per l’anniversario della catastrofe di 50 anni fa. E col plauso della Orsini.
    Che si vergognino!

  2. Come sempre continuano a parlare di tragedia e non di omicidio, cioe’ quello che e’ stato. Ma ora ritirano fuori la storiella degli effetti positivi, e ‘ vero che sono morti in tanti ma questo si ha regalato una bella industrializzazione. Concetti offensivi, umanita’ zero e buona educazione sotto i tacchi. Che pena.

  3. Difficile aspettarsi qualcosa di diverso da un’agenzia di collocamento. Tra l’altro e’ anche evidente che tanti speculatori dell’acqua di questa provincia hanno chiesto aiuto e l’agenzia ha risposto.

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