Tuesday, 24 October 2017 - 09:34

“Benvenuti a Longarone”. Il discorso del sindaco Roberto Padrin al Consiglio regionale del Veneto

Ott 7th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Roberto Padrin

Roberto Padrin

“L’idea di svolgere una seduta del Consiglio Regionale a Longarone in occasione delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario del disastro del Vajont è stata accolta da questa comunità con spirito di gratitudine. Per questo è doveroso porgere un atto di ringraziamento sincero ai consiglieri regionali che hanno inteso dedicarvi questa seduta.

Di gratitudine, perché attesta l’attenzione delle istituzioni democratiche che ci rappresentano più da vicino verso la tragedia che hanno vissuto le popolazioni di Longarone e Castellavazzo il 9 ottobre 1963 e la propria “onda” negli anni successivi.

E’ doveroso riconoscere pubblicamente l’impegno più che trentennale della Regione del Veneto, con un ufficio appositamente preposto presso la Sede regionale e del Genio Civile di Belluno, dedicato al disbrigo delle pratiche di ricostruzione successive al Vajont.

Non è oggi, per quanto riguarda il Comune che rappresento, il momento di formulare la “lista della spesa”, come generalmente si fa, talvolta impropriamente, in occasione di incontri quale questo.

Oggi corre solo l’obbligo da parte mia, di sottolineare come il monito della sciagura che abbiamo vissuto, una sciagura veneta, possa accompagnare l’approccio di quanti come i nostri rappresentanti in Consiglio Regionale si trovano ad affrontare ogni giorno problematiche connesse con la gestione del territorio.

Da Longarone l’insegnamento a considerare attentamente l’approccio alle questioni ambientali sono potenti.

A 50 anni dalla tragedia del Vajont è necessario passare dalle parole ai fatti e mettere finalmente in atto serie politiche di prevenzione e tutela del territorio, ma alta dovrà essere l’attenzione anche verso le attività che l’uomo produce alla ricerca di uno sviluppo che si rivelerebbe effimero se non ponesse in primo piano la propria qualità di vita e quella del prossimo con il quale interagisse.

E’ questo quanto chiedono la nostra comunità stroncata e questo territorio devastato da un disastro nel quale l’imperizia e logiche del profitto hanno causato quella catastrofe che il Senato della Repubblica italiana, il primo giugno 2011, approvando un appropriato ddl ha inteso caratterizzare nel definire il 9 ottobre la Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo. Solennità civile, dunque, ai sensi dell’art. 3 della legge 27 maggio 1949, n. 260.

Trovo opportuno ricordare che nel 2008 la tragedia del Vajont venne indicata al primo posto tra i 5 peggiori esempi di gestione del territorio e dell’ ambiente in un documento Onu presentato a Parigi, nel palazzo dell’ Unesco, in occasione dell’ International Year of Planet Earth (Iype). «Il Vajont è un classico esempio del fallimento di ingegneri e geologi nel comprendere il problema che tentavano di risolvere», diceva il documento indirizzato a governi ed esperti con il monito a non ripetere gli stessi errori”.

Al termine dell’intervento, Padrin ha trattato il tema della fusione dei comuni di Longarone e Castellavazzo, auspicando che l’iniziativa possa essere ripetuta, allo scopo di rilevare che grandi passi in avanti, sono riscontrabili rispetto alla “lezione del Vajont”.

 

 

 

 

 

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One comment
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  1. Che spessore… Mi sono slogato la mascella a forza di sbadigliare.

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