Saturday, 21 October 2017 - 21:26

Il sindaco di Cortina “in esilio” Franceschi raccoglie la solidarietà dei colleghi. Giorgio Dal Negro presidente Anci Veneto: “Una legislazione bizantina che crea sprechi e inefficienze”

Ott 6th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Andrea Franceschi

Andrea Franceschi

LONGARONE – “E’ il Sindaco che parla con le aziende fornitrici di servizi, che al bar incontra il muratore e gli chiede quanto vuole per un lavoro, che garantisce che i soldi pubblici vengano spesi sul territorio creando ricchezza e facendo funzionare le cose. E questa sarebbe turbativa d’asta? Sono le aste pubbliche a turbare il funzionamento dei territori. Sotto il milione di euro, non dovrebbero neppure esserci”. Entra lancia in resta nel caso Franceschi il presidente dell’Anci Veneto Giorgio dal Negro e lo fa senza peli sulla lingua. L’organizzazione che riunisce i primi cittadini si è riunita stamattina a Longarone per commemorare la tragedia del Vajont e il suo consiglio di presidenza ha ascoltato il Sindaco in esilio Andrea Franceschi esprimendogli la solidarietà per la vicenda che lo vede da oltre cinque mesi sospeso dal suo ruolo e impossibilitato a ritornare a casa.

Non si tratta di una solidarietà di facciata, ma di ragionamento approfondito e appassionato che ha i contorni di uno sfogo a lungo represso. “Perché il caso del Sindaco di Cortina è solo il più eclatante, ma non è certo l’unico. Sono decine i Sindaci messi in croce per aver ogni singolo atto amministrativo che hanno avuto il coraggio di prendere. Dal bilancio alle gare pubbliche siamo messi di fronte ad una situazione che non consente al Sindaco di fare il Sindaco. Basta leggere la relazione annuale della Corte dei Conti per capirlo: tantissimi casi in cui i Sindaci sono richiesti di risarcire e di persona l’erario per spese giudicate illegittime, anche se riguardavano la posa di un marciapiede o l’illuminazione pubblica. Poi, magari, dopo anni viene fuori che erano innocenti. Ma i Sindaci hanno ragione ora, non fra dieci anni. Una situazione insostenibile: o si lascia che i Sindaci abbiano la libertà di scegliere come e dove fare gli interventi o si paralizzano i territori”.

Ma dov’è il problema? “Il problema” riprende Dal Negro “è che per paura di malversazioni si è costruita una legislazione bizantina che, alla fine, crea molti più sprechi e inefficienze e produce lavori pubblici fatti male”. Sopra i quarantamila euro, infatti, i Comuni sono obbligati a fare una gara d’appalto dando il lavoro al minor offerente. “Ma io, in decenni di lavoro in azienda, non ho mai visto lavori fatti bene che costassero anche poco”. Per Dal Negro “i Sindaci devono essere liberi di parlare con i fornitori e le aziende, possibilmente locali, concordare il prezzo assieme ai funzionari – anzi, lasciandolo stabilire a loro senza gara d’appalto – e far sì che la concorrenza sia sulla qualità non sul prezzo. Non è vero che non c’è controllo. C’è: ed è quello dei cittadini. Io voglio essere libero di dire: il tale imprenditore, che tutti in città conoscono, non ha fatto bene il suo lavoro. Vedrete come fileranno, allora, i cantieri pubblici. Ma finché si ribassa la peggio, si sa che al peggio non c’è mai fine e a rimetterci sono i cittadini e gli imprenditori onesti. Succede come nella stessa Cortina, dove l’appalto per la palestra di roccia se l’è aggiudicato un committente di Cagliari perché avevava fatto il solito ribasso esagerto per poi non fare il lavoro nei tempi. I soldi” scandisce dal Negro “devono far funzionare le aziende del territorio e il Sindaco deve poter trattare e costruire assieme ai funzionari pubblici i servizi di cui il territorio ha bisogno. Se poi ci sono accordi illeciti e sottobanco, ben vengano i carabinieri. Ma dei Sindaci bisogna fidarsi. E’ così che funziona in Germania. E’ per questo che, alla fine, compriamo prodotti tedeschi. I territori, lì, sono lasciati liberi di funzionare ed esprimere il meglio che hanno”.

Ancora piú forte, date queste premesse, il sostegno al Sindaco di Cortina d’Ampezzo. Andrea Franceschi, infatti- sospeso dal 24 Aprile e in esilio da cinque mesi – non è accusato di aver aver avuto vantaggi diretti o i diretti dal suo comportamento e quindi non è in discussione la sua onestà. Ma aver suggerito a una via funzionaria comunale di modificare un bando, riducendo le spese del Comune e cercando di far partecipare più aziende possibili alla gara viene considerato dall’accusa abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Allo stesso modo, l’aver scritto un sms al comandante dei vigili ordinandogli di mettere via l’autovelox secondo l’accusa si configurerebbe come una mi accia a pubblico ufficiale.

“E questa sarebbe turbativa d’asta e minaccia a pubblico ufficiale?” conclude Dal Negro. “Guai se i Sindaci non facessero così. Si bloccherebbe tutto”. Soddisfazione viene espresso dall’interessato che, alla fine della riunione commenta: “Non è la mia personale vicenda che conta, ma il rischio che le migliaia di piccoli e medi Comuni in Italia rimangano paralizzati perché si rinfaccia ai Sindaci di fare i Sindaci. E’ un rischio enorme. Io potrò sempre camminare a testa alta tra i miei cittadini perché tutti sanno che ho preso delle decisioni per il loro bene e la mia onestà personale è riconosciuta fin dall’inizio anche dalla Procura che mi indaga, ma per la Pubblica Amministrazione si rischia il collasso. E se i Comuni vengono meno, solo allora si capirà quanto siano fondamentali nella vita di tutte le persone”.

 

la doppia intervista di Giorgio dal Negro (Anci) e al Sindaco in esilio Andrea Franceschi 

 su: http://www.pixelvideonews.com/index.php?id=1090
oppure
su: https://www.wetransfer.com/downloads/bb2cc17ced08373aeedf31932cf0548b20131005141536/2bd828f47fa76a39125021f96af800eb20131005141536/535a7c

 

 

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2 comments
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  1. Concordo in pieno.

  2. A questo punto possiamo dire che usare il cervello onestamente diventa turbativa d’asta. Siamo oltre il ridicolo…

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