Thursday, 14 December 2017 - 22:51

La beffa della Riforma Fornero: i volontari potrebbero essere chiamati a recuperare le giornate impiegate per attività di soccorso

Ott 3rd, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina

soccorso alpino II zona dolomiti bellunesiIl CNSAS, sulla scorta di quanto recentemente accaduto ai Volontari dei donatori del sangue delle varie associazioni presenti sul territorio nazionale, sta in queste ore sottoponendo un quesito al Ministero del Welfare circa le criticità riscontrate nella “Riforma Fornero” sulla facoltà per quei Volontari che si sono giovati della facoltà (obbligo in realtà…) di astenersi dal lavoro in caso di interventi di soccorso e di addestramenti formativi di rilievo regionale nazionale, di andare in quiescenza “con tranquillità”. Andare, cioè, in pensione serenamente, senza dover recuperare paradossalmente quelle giornate impiegate per attività di soccorso.

Il legittimo clamore dato la scorsa settimana alla notizia ha fatto per analogia supporre che anche i Volontari del CNSAS, che hanno magari effettuato decine di interventi nel corso della propria appartenenza all’organizzazione ed effettuato altrettante giornate formative così come disciplinate e rese obbligatorie dalla legge, debbano ritardare il proprio pensionamento per colpe non proprie, anzi per colpa ascrivibile all’aver dovuto e voluto fare attività di soccorso….

I Volontari del CNSAS, infatti, ai sensi del vigente ordinamento di riferimento “hanno diritto ad astenersi dal lavoro nei giorni in cui svolgono le operazioni di soccorso alpino e speleologico o le relative esercitazioni, nonché nel giorno successivo ad operazioni di soccorso che si siano protratte per più di otto ore, ovvero oltre le ore 24”. (Art 1, comma 1 della L. 162/92) e ai “Volontari.

Sebbene gli stessi Volontari in molti casi non si agevolano neppure delle facilitazioni poste in essere dalla Legge n. 162/92, va ricordato che tutti quelli che lo hanno fatto con piena legittimità (anche perché diversamente avrebbero avuto seri problemi nei rapporti con il proprio datore di lavoro) rischiano ora l’atroce beffa tutta “itagliana”.

Quel che ora speriamo è che il Ministero, ovvero la sig. ra Fornero, non abbia preso tale abbaglio, e che si torni a conteggiare immediatamente ai fini pensionistici i giorni di assenza dal lavoro per coloro che hanno effettuato attività di soccorso reale ed attività di carattere formativo ed addestrativo, così come le stesse leggi dello Stato Italiano hanno previsto.

Sarebbe eclatante che un’organizzazione come il CNSAS ed i suoi Volontari, a cui sono attribuite sin dal 1963 funzioni di particolare rilievo nell’ambito del pubblico servizio e del servizio di pubblica utilità, sodalizio che incarna con piena titolarità il così detto principio di sussidarietà verticale, fosse così fortemente penalizzata.

Se così fosse sarebbe una vergogna appieno consumata rispetto alla quale il CNSAS non mancherà di far sentire la propria voce e di mettere in atto le forti, puntuali azioni conseguenti.

Non più neppure pensabile né ipotizzabile poter continuare ad operare in queste condizioni, lo è ancora meno se si considera che, a mesi, si dovrebbe festeggiare il 60° anniversario di fondazione del CNSAS.

Anniversario con torta amara, dunque, … le cui candeline immaginiamo possano essere definitivamente spente dalla Sig. ra Fornero.

 

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12 comments
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  1. Grazie Fornero!!!

  2. Veramente una beffa, per chi a rischio della propria vita, si prodiga senza alcun chiedere ad intervenire in qualsiasi condizione per poter salvare una persona in difficolta…auguro alla Fornero di non averne mai bisogno…

  3. Bravissima fornero….
    continuate cosi che il volontariato lo uccidete.
    intanto voi rubate dei soldi , bravi bravi

  4. ha fatto più danni che la grandine , spero tanto che abbia bisogno di una trasfusione, e non ci sia sangue
    che abbia bisogno del soccorso alpino , poi mi fermo qui . VERGOGNA

  5. Mi viene il dubbio che questo sciacallaggio della peggiore ministra mai avuta, valga anche per i periodi di congedo per attività di protezione civile (terremoti, calamità, etc.). Che vergogna!!!

  6. CARI ADEPTI DEL CNSAS E VOLONTARI IN GENERE.
    FORSE E’ ORA DI TORNARE A LAVORARE SUL SERIO E PENSARE CHE CI SONO AMMINISTRAZIONI DELLO STATO CHE SI OCCUPANO A LIVELLO ISTITUZIONALE DELL’INCOLUMITA’ DEI CITTADINI.
    SI CHIAMANO PROFESSIONISTI DEL SOCCORSO.

  7. ……….forse hai ragione ma la sigla cri sta a significare!?

  8. Visto come stanno andando le cose non credo sia il caso di preoccuparsi più di tanto…..alla pensione (sempre che non venga abolita) non ci arriviamo mica di questo passo, visto che continuano a posticipare l’età pensionabile!

  9. Pensieri come quelli di cri mi fanno rabbrividire, eviterei di fare certi commenti, soprattutto in virtù del fatto che tante cose in Italia funzionano grazie al volontariato. Denigrarlo significa non avere assolutamente compreso il proprio scopo.

  10. scusate, lo chiedo anche ai giornalisti, perché incolpare solo la ministra? non la voglio difendere, ma la legge è stata approvata da quasi 1000 persone. Nessuno si è accorto del problema? a proposito si recupera anche i permessi della legge 104.

  11. Pura vergogna!! ….
    Ps: x CRI: sei per caso vigile del fuoco? Se si, ho capito tutto.

  12. ahahahahaha vergognoso ed ancora vergognoso, ma forse è la volta buona che smetteranno di organizzare gli addestramenti durante la settimana, dichiarando che l’addestramento è durato più di otto ore giornaliere in modo da starsene un giorno in più a casa……. Iniziate a fare come tutto il mondo del volontariato!!!! addestratevi il sabato e la domenica. Con tutto il rispetto per il soccorso alpino che è sicuramente lodevole, ma dovrebbe ricordarsi sempre che anche lui fa parte del mondo del volontariato.

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