Wednesday, 18 October 2017 - 11:29

Innovarea, cinquanta aziende bellunesi per guidare la rinascita del manifatturiero in Veneto. Il caso della D.F. di Quero

Ott 3rd, 2013 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

confindustria belluno dolomitiPresentato in anteprima agli imprenditori della provincia il progetto realizzato da Confindustria Veneto, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari e la Regione

Cresce l’interesse degli imprenditori bellunesi nei confronti di “Innovarea”, il progetto realizzato da Confindustria Veneto, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari e con il sostegno della Regione, che sarà presentato ufficialmente l’undici ottobre al Terminal Passeggeri di Venezia. Su iniziativa di Paolo Montagner, componente della giunta esecutiva con delega all’innovazione di Confindustria Belluno Dolomiti e vicepresidente regionale della Piccola Industria, l’iniziativa è stata illustrata in anteprima a Palazzo Doglioni Dalmas, sede dell’associazione, mercoledì sera. A spiegare gli obiettivi e l’importanza di “Innovarea” è stato Stefano Miotto, direttore di Siav, società di servizi di Confindustria Veneto. «Il progetto – ha detto Miotto – prevede la collaborazione della giunta regionale, dell’università e del mondo delle imprese. Questi tre soggetti, diversi ma complementari, hanno intrapreso un percorso nuovo, alla ricerca di nuovi modelli di business, consapevoli che la crisi economica in atto rappresenta una cesura netta con il passato. Come si sente ripetere spesso, ed è vero, il mondo è cambiato e quindi deve cambiare anche il modo di fare impresa».

Come? Per rispondere a questo fondamentale interrogativo, l’Università Ca’ Foscari ha individuato, analizzando i bilanci degli ultimi tre anni, le piccole e medie imprese venete che sono riuscite a crescere, a volte anche in modo significativo, in questa fase di crisi economica. Tra queste, una cinquantina sono bellunesi. «In linea generale – ha osservato ancora Stefano Miotto – abbiamo visto che le aziende più performanti sono anche le più strutturate, sono quelle di medie dimensioni che spesso costituiscono anche un valore per il territorio, perché alla loro attività è legata quella di un numero significativo di fornitori. Duecento, secondo un recente studio della Fondazione Nord Est. Si intuisce, allora, quale sia la rilevanza di queste realtà che possono rappresentare davvero un volano per il rilancio dell’economia regionale, e in particolare del settore manifatturiero».

«L’idea di fondo – ha precisato il direttore di Siav – è di far conoscere a tutte le piccole e medie imprese venete le soluzioni di chi è riuscito a battere la crisi, affinché possano utilizzarle per ridefinire loro strategie. Non solo: il progetto si propone anche di creare un network tra questi imprenditori di successo, nella speranza che da queste connessioni possano nascere nuove aziende. Inoltre, si cercherà di individuare e di diffondere i trend del futuro, in modo da anticipare le evoluzioni dei mercati». «Insomma – ha concluso Stefano Miotto – Innovarea è una chiamata alle armi delle migliori aziende di questa regione».

Si inizia l’undici ottobre al Terminal Passeggeri di Venezia, con un evento che vede la partecipazione, tra gli altri, dell’assessore regionale Maria Luisa Coppola, del presidente di Confindustria Veneto Roberto Zuccato, del rettore dell’Università Ca’ Foscari Carlo Carraro, del Presidente della Piccola Industria Alberto Baban, del presidente del Gruppo Loccioni Enrico Loccioni e dell’amministratore delegato di Keyline Mariacristina Gribaudi. «Auspichiamo che a Venezia la nostra provincia sia ben rappresentata – ha detto Paolo Montagner – non solo dalle cinquanta aziende selezionate: è un’occasione da non perdere. Come ha detto il presidente Alberto Baban, Innovarea sarà il piano industriale del Veneto del futuro».

D.F. di Quero: un caso di successo

Lara Franzoia

Lara Franzoia

La D.F. di Quero selezionata tra le aziende performanti in Veneto. Lara Franzoia, uno dei soci, racconta come l’impresa è riuscita a superare le difficoltà del momento

Belluno, 3 ottobre 3013 – Battere la crisi con soluzioni semplici ma decisive. E’ questa la lezione della D.F. di Quero, un’azienda a gestione familiare, con quattro soci e una quindicina di dipendenti che produce componenti per gli occhiali. E’ una delle realtà bellunesi individuate dall’Università Ca’ Foscari di Venezia nell’ambito del progetto Innovarea: toccherà anche ai suoi dirigenti illustrare ai colleghi imprenditori le ricette utilizzate per crescere anche in questo periodo di difficoltà. Il caso è particolarmente interessante perché quest’azienda appartiene ad un settore falcidiato dalla concorrenza asiatica e dalla crisi economica: sono i così detti terzisti, i fornitori che lavorano per le imprese che producono occhiali e che per abbattere i costi e restare competitive sul mercato si rivolgono anche all’estero. «Abbiamo sofferto anche noi – racconta Lara Franzoia, una dei quattro soci, insieme al fratello e ai genitori – ma siamo riusciti a resistere e a registrare performance positive grazie ad alcune scelte che si sono rivelate fondamentali».

«Nel momento in cui abbiamo iniziato ad avvertire le prime difficoltà – spiega ancora Lara Franzoia – abbiamo rivisto in profondità la gestione dei costi, tagliando ovunque fosse possibile. Ad iniziare dagli stipendi di noi soci. C’è stata un’analisi minuziosa che ci ha permesso di eliminare molti costi superflui e, quindi, di rendere la gestione dell’azienda più efficiente. Allo stesso tempo, ci siamo adeguati alle esigenze dei nostri clienti. Non potendo competere sui costi, abbiamo deciso di non produrre più solo pezzi in metallo, ma di iniziare a realizzare anche lavorazioni più complesse sul materiale che ci veniva fornito. In un certo senso, abbiamo diversificato la nostra produzione per ricavarci una nicchia di mercato che i nostri concorrenti asiatici non sono in grado di occupare». Un altro aspetto sul quale la D.F. punta molto è l’attenzione al rapporto con i clienti, «che deve essere di fiducia». «Su questo siamo molto scrupolosi – conferma Lara Franzoia – perché per noi è fondamentale rispettare le scadenze e gli accordi presi». L’ultimo elemento di novità introdotto in azienda riguarda l’informatizzazione, che anche per una piccola impresa è ormai un passaggio strategico. «Abbiamo digitalizzato un po’ tutto – prosegue – dalla produzione tecnica alla gestione amministrativa. E questo è stato di grande aiuto».

La D.F. è dunque un esempio di come le piccole aziende, che sono state le grandi protagoniste dello sviluppo nel Nordest, debbano evolversi per sopravvivere allo tsunami che sta stravolgendo il tessuto economico e sociale. «Le soluzioni che abbiamo adottato – conclude Lara Franzoia – possono sembrare semplici, quasi banali. Eppure sono quelle che ci permettono di essere ancora attivi. Voglio anche dire che in tutto questo è stata essenziale la fiducia che i nostri genitori hanno dato a me e mio fratello, accogliendo e permettendoci di portare avanti le nostre idee».

 

 

 

 

 

 

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