Thursday, 14 December 2017 - 09:53

Sanità, Schede ospedaliere * intervento del gruppo consiliare In movimento del Comune di Belluno

Ott 1st, 2013 | By | Category: Prima Pagina, Sanità

ospedale s martinoIl percorso fatto in questi mesi sulle schede ospedaliere ha fatto emergere un bisogno importante: quello di promuovere e condividere sempre, e non solo nel momento di “corsa ai ripari”, un integrazione profonda, unanime e lungimirante, delle perplessità e delle proposte dei nostri operatori sanitari. Questa azione nel tempo può riuscire a guadagnarsi uno spazio di ascolto e creare quella voce da interpellare per la condivisione di scelte, e non solo da consultare per la loro “contrattazione”.

In questo periodo caratterizzato da revisioni di spese e di offerte sanitarie – portato avanti di frequente con azioni che non partono dall’esperienza e delle proposte di chi in sanità lavora – sempre più forte è infatti la necessità dei sanitari di confrontarsi e farsi ascoltare in merito al destino della sanità del proprio territorio.

Cardiologi, chirurghi, pneumologi, geriatri etc. lavorano quotidianamente con gli stessi pazienti, nello stesso territorio e sono tardivamente interpellati nella fase in cui la riorganizzazione è progettata per esprimere i propri commenti, a giochi fatti, separatamente, magari con il supporto delle proprie società di riferimento scientifico, quando il tema è la corsa al recupero ed allo “strappo” di un posto letto o di un primariato. Nel corso di questi mesi, lì dove i medici si sono trovati a discutere sul tema delle schede, molti sguardi si sono uniti verso l’unico obbiettivo, ovvero la qualità e la sicurezza delle prestazioni date al paziente, imprescindibile dal numero delle prestazioni e dalla sostenibilità dei servizi.

I temi sono tornati: l’ULSS unica, un unico riferimento per la realtà della chirurgia, un servizio di nascite sicuro ma garantito da trasporti e servizi garanti della salute del nascituro nel territorio del Cadore, e non ultima la constatazione che l’aumento dell’età media e con essa delle patologie croniche non può avere risposta in una medicina interventistica, ma in un cambio di paradigma che abbia attenzione non solo al guarire ma anche e soprattutto prendersi “cura” , con investimento nella prevenzione e nei percorsi di assistenza sul territorio (si pensi solo alla realtà delle demenze e alle patologie psichiatriche),

È un campo, quello della sanità, in cui tecnica e politica non possono allontanarsi troppo tra di loro. È un area in cui gli uni e gli altri, possono e devono arricchire il loro bagaglio con i motivi e gli strumenti dell’altro, per poter arrivare ad una posizione che abbia come unico obbiettivo la salute del cittadino. Crediamo profondamente, e lo abbiamo osservato incontrando i primari, che questo scambio sia possibile se i sanitari recuperano uno spazio condiviso di opinione, anche con i medici di medicina generale, dove leggere e delineare i bisogni dei propri pazienti così da individuare percorsi di integrazione delle professionalità, anche esistenti sul territorio, per una autentica presa in carico della persona malata. Per un lavoro più motivante , ottimizzato in spesa e tempi, gratificato dai risultati e dalla possibilità di incidere sulle scelte organizzative. Quindi ci auguriamo che non si arrivi più alle prossime schede con l’agenda dettata dal politico, ma con un interpellanza prioritaria del politico al tecnico, che da un lato abbia chiare le reali esigenze del territorio, ma dall’altra anche una razionalizzazione della spesa sanitaria rivolta alla qualità e alla sicurezza delle prestazioni. Quando si parla di salute una parte del tecnico così come del politico cessa di essere solo l’espressione di una categoria specialistica o di un partito, e ritorna ad essere semplicemente “cittadino”.

Gruppo consiliare in movimento del comune di Belluno

Francesca De Biasi
Tomaso Zampieri
Pierenrico Lecis

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