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giovedì, Luglio 9, 2020
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“Obbedir tacendo”. Lettera aperta al senatore Piccoli * di Primo Torresin

Primo Torresin
Primo Torresin

Caro Giovanni,

abusando di una vecchia amicizia e perdurando una paradossale e incredibile situazione politica mi permetto di farti giungere questo mio pensiero che, stai certo, è frutto di un confronto quotidiano con chi oggi vive in difficoltà e cerca di superarle con altrettanta dignità.

Il tuo impegno passato per il nostro territorio, a volte criticato ma più spesso invece ben accolto, ti ha consentito di riscuotere un meritato successo alle ultime elezioni politiche, successo oltretutto ottenuto per le continue asserzioni – in caso di eventuale tua elezione – di impegno romano nei confronti del territorio bellunese, della gente bellunese, dei giovani bellunesi, dei pensionati bellunesi, delle imprese bellunesi, delle amministrazioni locali bellunesi.

Quindi, fuor di dubbio che il tuo impegno e le tue scelte avevano come obiettivo il raggiungimento di questi risultati. Ora la tua accondiscendenza al capo Berlusconi di sfiduciare il governo Letta senza che i ministri o qualcuno appartenente al suo gruppo abbia potuto proferire parola, o sollevare obiezione alcuna, contrasta con la tua onestà e la tua capacità di adottare assunzioni di responsabilità coerenti con le tue promesse elettorali. Ora, come scrive Massimo Franco sul Corriere della Sera, mai come ora il fondatore del PDL detesta le critiche perchè teme che le lacerazioni interne possano evidenziare il disastro che sta procurando all’Italia.

La tua scuola politica, quella lontana della Democrazia Cristiana di cui forse mai come ora se ne sente la mancanza, avrebbe dovuto portarti a riflettere e a considerare come forse oggi ci fosse più, davvero più, bisogno di attenzione agli infiniti, pesanti e drammatici problemi locali, che non invece di furbizie che altro non hanno se non la ricerca di un consenso del capo che consentirebbe senz’altro la certezza di una presenza alla prossima e vicina tornata elettorale.

Legittima posizione la tua ma, consentimi, da me poco stimata e per nulla condivisa. Scaricare sulla gente e sul territorio bellunese questa inarrestabile ambizione di tutti coloro che praticano il motto di “obbedir tacendo” non porterà maggior riconoscimento a nessuno. Non solo, ma credo che alla gente onestamente impegnata dovrebbe stare molto più a cuore la propria dignità che non l’accondiscendenza al capo. Sei ancora in tempo per recuperare credibilità da parte non dei potenti ma della gente vera, dei giovani, delle famiglie, degli anziani e dei disoccupati che ogni sera pensano come poter vivere la giornata successiva. Nella vita ci sono sempre momenti difficili nei quali bisogna saper scegliere e saper schierarsi, anche se questo può costare sul piano personale.

Sempre con amicizia, Primo Torresin

 

 

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