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Edilizia. Il grido d’allarme di Ance Belluno: settore al collasso, in un anno sparite cento aziende nell’indifferenza della politica

Ott 1st, 2013 | By | Category: Lavoro Economia Turismo, Prima Pagina

lavoro operaiSe il mondo delle imprese vive una fase particolarmente difficile, c’è un settore che, più di altri, sta subendo i contraccolpi della crisi: l’edilizia. In un anno (dal 31 agosto 2012 al 31 agosto 2013) sono sparite nella nostra provincia quasi cento aziende (95), sia industriali che artigiane. Il numero di quelle attive è sceso, complessivamente, da 2.735 a 2.640. Significativa è anche la differenza tra il numero di imprese avviate (100) e cessate (155) nei primi otto mesi di quest’anno. Una differenza negativa (- 55) assai più marcata rispetto allo stesso periodo del 2012 (- 4), a conferma di come la crisi del comparto abbia subito una drammatica accelerazione. «Purtroppo – fa sapere in una nota Ance Belluno – in provincia il quadro è particolarmente grave. Sappiamo che il nostro è un territorio disagiato che soffre, ormai da tempo, per la vicinanza con aree a statuto speciale. Ma adesso la situazione è diventata insopportabile, perché in Alto Adige o in Friuli Venezia Giulia le imprese del nostro settore possono contare almeno sulla vicinanza e sul sostegno delle istituzioni locali, che dispongono, ad esempio, dei mezzi e delle risorse per realizzare opere pubbliche, peraltro senza il ritardo nei pagamenti che invece contribuisce a mettere in ginocchio le nostre aziende».

Anche da Ance Belluno arriva una dura presa di posizione contro «una classe politica che non fa nulla per uscire da questa situazione di agonia». Anzi: l’aumento di un punto percentuale dell’Iva scattato oggi (primo ottobre) è «un’altra beffa inconcepibile, un pessimo segnale per un mercato immobiliare già in gravissima difficoltà». «Quanto successo in questi ultimi giorni – prosegue la nota di Ance Belluno, in riferimento allo scenario politico nazionale – sembra una barzelletta, con un susseguirsi di voci e smentite, sino alla crisi di governo che, oltre a non scongiurare l’aumento dell’Iva, rischia di compromettere l’eliminazione dell’Imu e altri provvedimenti attesi da tempo, come la riduzione del costo del lavoro. Ma non si rendono conto che le imprese, in particolare quelle dell’edilizia, sono alla canna del gas e non intravvedono nemmeno un po’ di luce in fondo a questo tunnel che sembra non finire mai? Non capiscono che l’unico modo per liberare risorse è di tagliare la spesa pubblica e non certo di aumentare ancora le tasse? Come è stato detto da molti imprenditori, in questa fase abbiamo bisogno di stabilità e soprattutto di un governo che affronti con decisione l’emergenza economica e occupazionale. I problemi del nostro settore sono noti: troppe tasse, troppa burocrazia, appalti al minimo ribasso che costringono le imprese a lavorare sottocosto, minandone la stabilità. Senza dimenticare le banche, che hanno abbandonato l’edilizia: se fino a pochi mesi fa gli immobili erano un patrimonio, oggi non è più così».

Sulla situazione del comparto interviene anche il presidente della Sezione Edili di Confindustria Belluno Dolomiti Domenico Limana, rivolgendosi in particolare ai colleghi: «Sappiamo chi sono i responsabili di questa situazione: dobbiamo continuare a subire in silenzio o è meglio reagire prima che sia troppo tardi?».

 

LA SITUAZIONE – Nel secondo trimestre 2013, sulla base dell’indagine VenetoCongiuntura, il fatturato delle imprese di costruzioni ha registrato una diminuzione del -4,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012. Per tipologia d’impresa, il calo del fatturato è stato più consistente per le imprese artigiane (-4,7%) rispetto a quelle industriali (-3,8%) mentre sotto il profilo dimensionale hanno sofferto maggiormente le imprese di piccole dimensioni (-5,6%) quelle fino a 5 addetti). Dal punto di vista territoriale la flessione è stata più marcata nella provincia di Belluno (-5,7%) e nelle province dell’area metropolitana (Venezia, Padova e Treviso). Continua a registrare un andamento negativo l’indicatore degli ordini che rispetto alla stesso trimestre dello scorso anno ha segnato un -3,3 per cento, una flessione tuttavia leggermente più contenuta rispetto a quella del trimestre precedente: per Belluno la contrazione è stata però più marcata rispetto alla media regionale: – 3,9%. Anche l’occupazione registra inevitabilmente dati negativi, con una flessione del 6% in Veneto e del 6,2% a Belluno.

 

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  1. Chiedete a Bond

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