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Cortina: Andrea Franceschi sceglie il processo. Colpo di scena nella vicenda del sindaco in esilio

Andrea Franceschi
Andrea Franceschi

Colpo di scena nella vicenda del sindaco in esilio che sta diventando un caso nazionale e approderà fra meno di un mese sui banchi della Cassazione. Il primo cittadino della Regina delle Dolomiti sceglie il processo. “Voglio che la mia innocenza sia dimostrata davanti ai giudici” dice annunciando la decisione di rinunciare all’udienza preliminare che avrebbe dovute decidere tra archiviazione e rinvio a giudizio. “Sono accusato di aver debordato dal mio ruolo di Sindaco. Il dibattimento sarà il luogo per dimostrare che ho agito bene”. Il Sindaco, dopo essersi confrontato con i suoi legali, ha richiesto al Tribunale di Belluno di procedere con rito immediato, saltando così l’udienza preliminare fissata per l’8 di ottobre.

“Con l’esilio dal mia paese, misura che prima d’ora non era mai stata applicata a nessun Sindaco per un periodo così prolungato, sto infatti pagando un prezzo altissimo prima ancora di aver iniziato a difendermi. Ben venga il processo, che anzi mi auguro che possa iniziare presto”.

Franceschi non teme il processo, quindi, ma lo accelera per arrivare subito al dibattimento sull’esito del quale il Sindaco nutre piena fiducia. “Faremo luce su tutti i passaggi che hanno sollevato perplessità e, ne sono convinto, con il tempo e la capacità di approfondire che il dibattimento offre riusciremo a spiegare la correttezza del mio operato e di quello di tutta la Giunta”.

“Se anche così non fosse, non sarei io a perdere, ma tutti i sindaci d’Italia che si riconoscono nella mia storia e continuano ad esprimermi la loro totale solidarietà. Se suggerire modifiche ad un bando per risparmiare soldi del Comune o indicare ad un vigile di non tartassare i cittadini con l’autovelox è un reato, allora vuol dire che amministrare un territorio è un’attività criminale e che gli unici a poter influire sull’amministrazione dei Comuni saranno dei funzionari non eletti e che non rispondono a nessuno. Ne prenderei atto, vedendo un altro pezzo della Repubblica finire male, ma continuerei a girare a testa alta tra i miei concittadini”.

 

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