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Sistema di tracciabilità dei rifiuti Sistri. Maurizio Reolon (Confartigianato): “Misure del tutto insoddisfacenti quelle approvate dal governo”

Ago 29th, 2013 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina

confartigianato imprese bellunoDal 1° ottobre obbligo per trasportatori e gestori di rifiuti pericolosi. Da marzo 2014 per i produttori di rifiuti pericolosi. Ma la battaglia di Confartigianato continua. “Facciamo come la Germania: obbligo del SISTRI solo per chi produce più di 6.000 tonnellate all’anno di rifiuti”.

Il Consiglio dei Ministri di lunedì scorso si è occupato anche del SISTRI, il sistema di tracciabilità dei rifiuti che ha fatto penare negli anni scorsi le imprese e di cui, da più parti, si chiede l’abolizione.

Il Governo si è invece limitato a introdurre qualche semplificazione e a spostare ancora in avanti l’entrata in vigore.

“Si tratta di misure del tutto insoddisfacenti – dice Maurizio Reolon, responsabile dell’Ufficio Ambiente di Confartigianato Imprese Belluno – che alimentano le incertezze e le perplessità delle imprese, che invece avrebbero bisogno di ben altro in questo momento!”

Due i punti salienti del decreto. Il primo introduce l’obbligo di gestire i rifiuti tramite il SISTRI solo per i rifiuti pericolosi. “Sembrerebbe un passo avanti – commenta Reolon – senonchè, nella maggior parte dei casi, dall’attività esercitata dai produttori di rifiuti pericolosi vengono generati anche rifiuti non pericolosi. La conseguenza è che i pericolosi saranno gestiti per via telematica, mentre i non pericolosi con registro e formulario cartacei.”

La seconda novità del decreto è che per i trasportatori di rifiuti e per i gestori di impianti di recupero e smaltimento il SISTRI torna ad essere obbligatorio dal prossimo 1° ottobre.

Si tratta di un termine che sembra davvero improponibile, visto che, ad esempio, i trasportatori hanno da tempo dismesso le black box, il dispositivo elettronico per tracciare il percorso degli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti, perché danneggiavano gli impianti elettrici degli autoveicoli. Non solo, ma hanno anche disdetto i contratti delle SIM card che le black box contenevano, stufi di pagare per nulla la tariffa telefonica da oltre un anno. E dopo la sospensione del SISTRI – avvenuta nel marzo del 2013 – sui mezzi autorizzati al trasporto di rifiuti pericolosi nessuno ha più montato le black box. “Come Associazione – dice il responsabile dell’Ufficio Ambiente di Confartigianato- siamo sinceramente imbarazzati. Non sappiamo proprio cosa consigliare alle aziende che effettuano il trasporto e la gestione dei rifiuti: l’alternativa è spendere ancora soldi e tempo per adeguarsi ed essere pronti per il primo ottobre, oppure aspettare qualche settimana ancora per capire se, come è molto probabile ma assolutamente non certo, a ridosso della scadenza possa arrivare un ulteriore rinvio. L’impressione, infatti, è che il governo voglia far partire il SISTRI per poi constatarne oggettivamente l’inefficienza: ciò consentirebbe al Ministero di rinegoziare il contratto a suo tempo stipulato con la SELEX per la realizzazione del sistema e che qualche mese fa è finito sotto la lente di ingrandimento della magistratura.”

Per i produttori di rifiuti, che sono effettivamente la maggior parte degli utilizzatori, la nuova data di avvio del SISTRI è stato fissata invece al 3 marzo 2014.

“E’ chiaro che noi non ci accontentiamo – conclude Reolon – e chiederemo soprattutto una cosa: l’esclusione dall’obbligo di iscrizione al SISTRI per chi produce meno di 6.000 tonnellate annue di rifiuti pericolosi, come accade per il sistema telematico di controllo dei rifiuti adottato dalla Germania, l’unica nazione europea ad averne uno che, a differenza del nostro, funziona!”

 

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