Tuesday, 17 September 2019 - 18:31
direttore responsabile Roberto De Nart

La questione dei cervi in Cansiglio sotto la lente della Regione. Zaia istituisce una commissione di Tecnici a Veneto Agricoltura e conferma: “No all’abbattimento e alla caccia nella foresta”

Ago 28th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Meteo, natura, ambiente, animali, Riflettore

 

ZaiaSarà una commissione di tecnici in capo a Veneto Agricoltura a definire in ogni suo aspetto il problema del proliferare dei cervi in Cansiglio e ad indicare le possibili soluzioni.

Lo ha annunciato il presidente della Regione Luca Zaia nel corso del punto stampa odierno tenutosi dopo la riunione della Giunta regionale.

“La commissione – ha precisato Zaia – lavorerà in fretta e consegnerà gli esiti entro il 15 settembre prossimo. Confermo – ha aggiunto il presidente – che l’unica opzione che non è sul tavolo è quella dell’abbattimento e delle caccia all’interno della riserva naturale della foresta”.

“I tecnici valuteranno tutte le soluzioni alternative possibili – ha detto Zaia – infertilizzazione, narcosi, recinti, introduzione di animali antagonisti come i lupi, qualsiasi iniziativa ragionevolmente praticabile e ci faranno sapere”.

“La caccia – ha poi detto – è da escludere a priori anche per la sua potenziale pericolosità: il Cansiglio è un’area fortemente frequentata dalle persone per attività sportive e ricreative sia d’estate che d’inverno ed il cervo è una preda a cui si spara da grandi distanze, con tutti i rischi che ciò comporta per chi dovesse trovarsi sulla traiettoria di tiro”.

Il presidente ha infine voluto precisare che “la mia posizione su questa vicenda è stata sinora a volte forzata: io sono un amministratore e non parteggio per nessuno, ambientalista o cacciatore che sia, il mio dovere è quello di cercare e trovare una soluzione equa, ed è quello che sto facendo”.

 

cervoInformativa alla Giunta regionale dell’Unità di Progetto Caccia e Pesca 

Gestione della popolazione di Cervo (Cervus elaphus) presente nel comprensorio del Cansiglio.

Da circa quindici anni il Cervo (Cervus elaphus) ha progressivamente riconquistato nell’intero arco alpino gli spazi e gli habitat che aveva “perduto” raggiungendo, in alcuni casi, densità elevate non sostenibili che comportano seri danni all’ecosistema, impatti economici a carico di attività produttive e pericoli alla viabilità.

Tra le situazioni di maggiore rilievo si inserisce il caso, ben noto ai media, della Foresta demaniale del Cansiglio dove ormai da tempo si è registrato un considerevole aumento della popolazione di cervi “gravitante” sulla Foresta medesima con segni evidenti di compromissione degli habitat (specie quelli forestali) e interferenza con imprese zootecniche operanti nella Piana interna al comprensorio.

Per tali motivi l’Amministrazione regionale si è da tempo attivata per affrontare il problema, affidando a Veneto Agricoltura, gestore della foresta demaniale regionale del Cansiglio, la predisposizione di un Piano di controllo (che ha acquisito il parere favorevole dell’ISPRA ed è stato approvato in via definitiva dalla Giunta Regionale con provvedimento n.558 del 3.4.2012 e successive modifiche ed integrazioni) e l’insediamento di un Gruppo tecnico che vede la partecipazione dei tecnici di tutti gli Enti a vario titolo coinvolti ed interessati alla soluzione dello specifico problema (Regione Veneto, Regione Friuli Venezia-Giulia, Provincia di Belluno, Provincia di Treviso, Corpo Forestale dello Stato, Veneto Agricoltura e Istituto Zoo-profilattico delle Venezie).

Tale Gruppo tecnico si è riunito a cadenze regolari a partire da fine 2010 con il compito di coordinare tutte le attività previste dal richiamato Piano di controllo. Durante tali incontri sono state oggetto di confronto le difficoltà di carattere operativo che inevitabilmente si frappongono alla piena realizzazione degli ambiziosi (ancorchè ineludibili) obiettivi contenuti nel Piano stesso, con particolare riferimento al mancato raggiungimento dei target di prelievo venatorio da parte delle Riserve alpine di caccia confinanti con la Piana.

Parallelamente si è andata registrando un’ampia risonanza a livello mediatico, che ha purtroppo favorito una “percezione negativa” nei confronti degli interventi di controllo pianificati, con riferimento evidentemente agli abbattimenti, dei quali se ne è sottolineata l’entità senza dare conto del fatto che la quasi totalità dei medesimi non è nientaltro che un rafforzamento transitorio (sino al conseguimento degli obiettivi del piano di controllo) dei piani di prelievo da sempre attuati dalle Riserve Alpine.

Si è così assistito ad un susseguirsi di “letture” talora non attendibili in capo ai vari portatori di interesse che hanno contribuito ad alimentare profili di incertezza e di preoccupazione.

In questo contesto risulta quindi indispensabile sviluppare ulteriormente il lavoro svolto dal richiamato Gruppo tecnico e fornire a tutte le Amministrazioni e a tutti i portatori di interesse un quadro aggiornato che contempli tutte le ipotesi tecnice di intervento (dissuasione, traslocazioni, abbattimenti, ecc.), comprese quelle oggetto di più recente dibattito afferenti alla materia del controllo della fertilità della popolazione interessata.

Tutto ciò premesso, si dà atto che il competente Assessore regionale ha richiesto a Veneto Agricoltura (che ricopre le funzioni di Ente gestore della foresta del Cansiglio, soggetto coordinatore del più volte richiamato Gruppo tecnico e di Ente regionale con compiti in materia di ricerca e sperimentazione) di predisporre urgentemente una relazione tecnica che consenta di rendere conto alla Giunta regionale in ordine all’effettivo stato dell’arte ed in ordine all’efficacia delle varie misure di intervento ipotizzate.

Detta relazione, che dovrà pervenire entro il 15 settembre p.v., consentirà di cogliere le eventuali necessità di aggiornamento/integrazione/modifica del più volte richiamato Piano di controllo nonché di favorire un’interlocuzione responsabile, su base tecnica, con l’intera collettività regionale, il tutto con l’obiettivo di favorire una più precisa e corretta percezione dei termini del problema ed attivare serenamente i necessari interventi.

IL DIRIGENTE REGIONALE                                            IL SEGRETARIO REGIONALE PER IL BILANCIO

Dott. Mario Richieri                                                                                    Dott. Mauro Trapani

 

 

 

 

Share

5 comments
Leave a comment »

  1. Qua c’è la moria di Bellunesi, altro che di cervi.
    ZAIA FA QUALCOSA PER BELLUNO INVECE DI PARLARE DI COSE INUTILI

  2. .Vivo da oltre 20 anni in mezzo ad un bosco a contatto con gli ungulati e posso dirti che chi vuole l’orto senza fare tante storie, fa una recinzione, cosa sarà mai!!A dire il vero so di alcune persone(simpatiche) che han fatto l’orto per se stessi e anche per gli animali. Ma dico ,tolleriamo le scie chimiche, i pesticidi, le guerre sulla porta di casa, un governo, che ci ha messo in ginocchio, un pianeta che trabocca di umani e di rifiuti e con chi ce la prendiamo???Ma con i cervi naturalmente, perchè non possono difendersi. Inoltre a volte dubito che il territorio bellunese voglia veramente aprirsi al turismo..alcuni esempi: sull’elenco telefonico non mi riesce di trovare da anni, alla voce Apt o Ufficio turistico, la sede principale di Belluno( ma chi non ha internet come fa?),da sempre amo camminare in montagna e l’unica zona dove ripetutamente mi sono persa, anche con amici, a nostro avviso le indicazioni erano carenti, sono proprio le prealpi bellunesi, dove per altro vivo e che conosco. Spesso i sentieri sono privi, ad avviso di molti, della necessaria manutenzione( notare che il comune di Mel dove risiedo, anche per le bellezze paesaggistiche, è stato insignito alle bandiere arancioni per il turismo). Il mese scorso con amici mi sono recata sull’Ortler( provincia di Bolzano) ed abbiamo notato un servizio ineccepibile,sotto tutti i profili. Al ritorno siamo stati ospiti di alcuni amici di Milano nel Cortinese e durante una passeggiata ci siamo imbattuti in una coppia di romani incazzati neri perchè ,riferivano,nel bosco limitrofo avevano rinvenuto un cartello in cui si avvisava che i cani non a stretto contatto con i proprietari venivano considerati randagi( in realta a mio avviso il cane potrebbe ‘disturbaree’ la selvaggina dramma dei cacciatori vista l’imminente apertura della caccia). Ma chi vogliamo favorire??Ora che le fabbriche stanno chiudendo consapevoli di avere montagne e luoghi di impareggiabile bellezza(l’Ortler è una montagna bellissima ,ma non è in grado di commuovere come il Pelmo, l’Antelao ed altre) cosa aspettiamo ad intraprendere tutta una serie di iniziative che invoglino il turista a visitarci e che certamente non consistono nell’ aprire la caccia ai cervi del Cansigli. O crediamo di poter vivere di rendita??-

  3. Sig. ra Panciera, forse è meglio che si legga la definizione di etica, ma come sempre Lei preferisce sparare a zero sempre e comunque senza dati e senza riferimenti normativi. Lo so, a Lei la caccia non piace e continuerà imperterrita la sua battaglia, ma altrettanto farò io. Per i cervi del Cansiglio aspettiamo la relazione tecnica di Veneto Agricoltura e poi ognuno per la propria parte farà le dovute considerazioni.

  4. Ah dimenticavo carissima Panciera, visto che l’ alto adige la affascina vada a viverci cosi’ vedra’ cosa vuol dire gestione venatoria!!!!!

  5. Complimenti vivissimi alla Signora Panciera che pubblicamente dichiara:da domani comincia la caccia, che in realtà dura tutto l’anno! Se è vero che tutto torna mi auguro che ci saranno tanti ‘incidenti’ fra cacciatori! Bravissima, queste affermazioni la rendono ancora più simpatica e intelligente???!!!!!!!!