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direttore responsabile Roberto De Nart

DolomitiContemporanee al Rifugio Brigata Cadore fino al 25 agosto

Ago 18th, 2013 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

rifugio brigata alpina cadore nevegal-006Mercoledì 14 agosto si è avviata la prima fase di Open in Painting, azione pittorica sulle pareti esterne del Rifugio Brigata Alpina Cadore, un grande corpo di fabbrica grigio e muto, di 30 metri per 10 d’altezza, chiuso al pubblico da molti anni, che si trova sul Colle del Nevegal, sopra alla città di Belluno. Il cantiere vedrà impegnati diversi giovani artisti contemporanei (Davide Zucco, Kabu, Andreco, Ericailcane), fino al prossimo 25 agosto. Dolomiti Contemporanee continua ad operare su siti chiusi, risorse inespresse, nella logica di una loro riattivazione.

A questo link e di seguito nella mail un testo esteso che spiega la filosofia e le caratteristiche dell’intervento. Nel sito www.dolomiticontemporanee.net sono disponibili e continuamente aggiornati i materiali (testi, foto, video, rassegna stampa, schede di presentazione dei siti) relativi a tutte le mostre attualmente aperte da DC (Spazio di Casso, Cortina d’Ampezzo, Castello di Andraz, Nevegal)

 Il Rifugio Brigata Alpina Cadore è una delle fabbriche che caratterizzano la storia recente dell’Alpe del Nevegal. Si tratta di un parallelepipedo edilizio di grandi dimensioni, da molti anni chiuso al pubblico. Auspichiamo che un giorno questo rifugio possa tornare ad aprire al pubblico, e che ciò possa entrare nel più generale progetto di riqualificazione e rilancio dell’Alpe, da poco avviato (Alpe del Nevegal).

Nel frattempo, riteniamo sia possibile, e utile, condurre su questo edificio un’operazione, da compiersi attraverso il medium artistico, in grado di produrre una riflessione culturale al tempo stesso rispettosa e rinnovativa rispetto all’immagine della montagna, com’è nel concetto generale del progetto Dolomiti Contemporanee. Il Rifugio Brigata Cadore diventa una tavolozza en plein air, una tela di cemento a tutto tondo, di 100 metri per 10 d’altezza, che accoglierà le immagini, e le storie, di alcuni giovani artisti contemporanei. Questi artisti sono pittori, non writers. C’è una bella differenza. Lavoreranno su temi legati all’ambiente, alla montagna, all’uomo, al rapporto, e ai contrasti, tra l’ambiente e la montagna. Lo stesso Rifugio Brigata Cadore si staglia e contrasta, volumetricamente, in modo interessante, rispetto al paesaggio circostante. Sembrano messi lì apposta, questi neutri muri cementizi, in attesa di prendere ed incarnare figure e scene, diventando quadro, e libro.

La politica cultuale inaugurata da Dolomiti Contemporanee nel 2011, continua dunque a proporre la propria riflessione su siti dal potenziale interessante, chiusi o dimenticati, convogliando in tal modo delle attenzioni su si essi, e innescando delle reazioni che spesso conducono alla rifunzionalizzazione di tali spazi. La stagione di DC2013 è al suo culmine, 4 oramai i cantieri attivi, a ridisegnare una nuova geografia della Dolomiti (Casso, Andraz, Cortina, Nevegal: info su tutte le iniziative su www.dolomiticontemporanee.net).

Il Rifugio Brigata Alpina Cadore costituisce una risorsa inutilizzata. L’azioni di focalizzazione su di esso porterà un momento di visibilità ed euforia, grazie al quale è più facile avviare ragionamenti di recupero ulteriori, altrimenti difficili o impossibili. Ciò avviene in evidente consonanza con l’azione intrapresa dall’Alpe del Nevegal, a favore del rilancio del Colle bellunese. L’Alpe del Nevegal è il primo sostenitore di questo progetto, che è patrocinato da Regione del Veneto e Comune di Belluno, e che ha ottenuto l’autorizzazione e l’apprezzamento della Soprintendenza ai Beni Architettonici ed Ambientali. L’operazione artistica sul Brigata, può essere considerata la metafora stessa dell’azione sull’Alpe. Se il Brigata Cadore è una risorsa da molti anni inutilizzata, altrettanto possiamo dire del Nevegal. Recuperare ad un uso attivo il Rifugio è, evidentemente, cosa più semplice che recuperare il Colle. Riaprire il Brigata Cadore è cosa possibile.

 

Riportiamo un breve passaggio pubblicato on-line su “Il foglio radicale delle Dolomiti”:

Il rifugio Brigata Alpina Cadore è in disuso da tempo. E’ una struttura vecchia e brutta, che stona con l’ambiente bellissimo del Nevegal. Non ho la soluzione in tasca per il rilancio del Nevegal, ma è certo che ci vogliono i soldi per farlo e il comune di Belluno non ne ha, quindi non resta che chiederli ai privati.

Questo testo riflette, in modo piuttosto infantile, una visione stereotipa, quindi acritica, delle cose. L’arte contemporanea è un modello culturale in grado di modificare le visioni stereotipe ed i clichè, che sono pericolosi, perchè immobilizzano la mente dell’uomo, e impediscono lo sviluppo di processi ideativi e produttivi.

Ecco come vediamo noi la cosa:
il Rifugio Brigata Alpina Cadore non è né bello né brutto, bello e brutto sono categorie soggettive, che è perfettamente arbitrario ed inutile applicare a soggetti e oggetti. Noi, ad esempio, lo troviamo essenzialmente poetico, maguardaunpò. Il Rifugio Brigata Alpina Cadore è invece, senz’altro, oggettivamente, un edificio estremamente interessante, per la forma stessa del volume costruito, per la collocazione rispetto all’ambiente, ed anche per l’attuale sua condizione d’abbandono, rispetto alla quale ci auguriamo un recupero funzionale.
Attualmente il Rifugio è uno scheletro, chiuso al pubblico.
Dolomiti Contemporanee ha già compiuto alcune operazioni grafiche su manufatti architettonici significativi abbandonati, o direttamente sul paesaggio (ex cava di Casso). Ne stiamo immaginando altri (Diga del Vajont).
Si tratta di operazioni culturali prima che grafiche, che consentono una rilettura dell’oggetto a cui sono applicate. L’oggetto non smette di essere sé stesso, ma sulle sue superfici cresce una nuova storia, che ha sempre a che fare con la vecchia storia, attraverso il rimando dei significati e le metafore d’immagine.
L’edificio non viene negato, o coperto: l’edificio abbandonato, viene ripreso, e mostrato nuovamente.
Gli artisti che implichiamo in questo genere di progetti, non sono writers, ma pittori di grande capacità, apprezzati a livello internazionale, e sensibili rispetto ai temi trattati e agli ambienti rivisitati, che in questo caso lavorano su grandi campitue murarie.
Facciamo questa precisazione perchè non siamo interessati al writing, pratica grafica diffusa da decenni nelle capitali metropolitane di tutto il mondo.
Gli artisti che intendiamo far lavorare sulle facciate del Rifugio Brigata Alpina Cadore, non hanno nulla a che vedere quindi con le tag con cui gli adolescenti imbrattano i muri delle città o i vagoni ferroviari.
Si tratta di giovani artisti ben noti, in Italia e all’estero, con poetiche solide quanto i loro curricula.
Sono professionisti, dotati di una poetica e di un segno riconoscibile e ben riconosciuto, e di una sensibilità contemporanea verso gli oggetti del mondo, in particolare quelli abbandonati, che sanno far rivivere attraverso il loro intervento.
Immaginiamo di invitare alcuni di loro (Ericailcane, Kaku, Davide Zucco-Rekal, Andreco) ad operare sul Rifugio Brigata Alpina Cadore, mettendo a loro disposizione i muri esterni, da terra al tetto, su tutti e quattro i lati lati.
Una grande pittura murale integrale, la costruzione di un apparato di segni e storie, che possa raccontare questa fabbrica, questi luoghi, questo ambiente, attraverso le sagaci, intelligenti, talvolta beffarde invenzioni e la fantasia prorompente e fervida di questi artisti. Crediamo che, al di là del valore artistico dell’operazione, questa sia un’occasione per lavorare in modo nuovo, alternativo, su un’idea rinnovativa dell’immagine della montagna, che troppo spesso viene riproposta in modo vecchio, per cartoline e clichè, invece che per slanci, attraverso una ricerca espressiva e contenutistica.

Si ringraziano i partner e gli sponsor che consentono questa iniziativa, realizzata con l’Alpe del Nevegal:

la proprietà del Rifugio, Giancarlo Rova e Marco Bristot.

CMI Sedico, per ceste e piattaforme.

Flavio Dal Farra, per il trasporto delle macchine al Rifugio.

Color Service Belluno e Markershop Treviso, che hanno fornito il colore per le pitture.

De Bona Motors, che anche quest’anno ha fornito gli automezzi a DC.

L’Agenzia Zurich Feltre, per le pratiche d’assicurazione.

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3 comments
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  1. Bravi!

  2. Ho scritto bravi con il punto esclamativo prima di leggere il riferimento al “foglio radicale delle dolomiti” che ho scritto io. Lo scrivo un’altra volta bravi, così da sottolineare che mi avete fatto vedere quell’edificio sotto un altro punto di vista. Buon lavoro!

  3. mi piace questo posto perché ho visto la mostra di graffiti ed è stata un’ idea fantastica