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Martedì all’Oratorio dell’Annunziata di Feltre esposizione della testa di satiro

Ago 11th, 2013 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

La futura destinazione di sede di mostre temporanee dell’oratorio della Santissima Annunziata viene avviata con l’esposizione di un interessante reperto conservato presso il Museo civico di Feltre: una testa di satiro del I° secolo d.C. in marmo bianco lunense.

L’iniziativa è curata e promossa da Comune di Feltre, Associazione Il Fondaco per Feltre e Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto. L’allestimento è curato dall’arch. Giuliana Zanella.

Oratorio dell'Annunziata a FeltreLa presentazione si terrà presso l’Oratorio della Santissima Annunziata martedì 13 agosto prossimo alle ore 18.00. L’esposizione sarà visitabile, con apertura curata dal Fondaco per Feltre, fino al 31 ottobre prossimo, sabato e domenica 10.00-13.00 e 16.00-19.00. La testa di satiro rappresenta uno dei rari esempi di sculture di epoca romana venute alla luce nel territorio feltrino.

Esso giunse nel Museo civico a seguito del rinvenimento fortuito avvenuto il 14 giugno 1935 in via Mezzaterra, dinnanzi all’Ufficio della Società Elettrica, in occasione di scavi, come ricorda il Registro dei Doni e degli Acquisti del Museo di Feltre. Molto probabilmente, come la fontanella marmorea “a scalette” rinvenuta poco distante, adornava il giardino di una elegante dimora patrizia. Venne considerato fin dall’ingresso nel Museo un rifacimento seicentesco ovvero ottocentesco, ispirato alla statuaria di epoca romana. La querelle proseguì anche in epoca più recente, ma i dubbi vennero definitivamente fugati quando, nel 2006, la testa venne sottoposta a un restauro eseguito da Patrizia Toson e finanziato da Banca Intesa e a un contestuale, approfondito studio da parte delle dottoresse Giuseppina Legrottaglie e Marisa Rigoni.

La scultura effigia la testa di un giovane satiro sorridente, appena inclinata e in decisa torsione verso la sua sinistra. La testa è priva della calotta cranica, in origine realizzata in un diverso blocco di marmo, secondo una tecnica abituale nella scultura romana.

Il reperto nella sua parte inferiore termina con uno sperone tronco conico giudicato funzionale al suo inserimento in una statua. In epoca romana, sui modelli greci, sculture di giovani satiri sorridenti vennero riprodotte come erme, telamoni o statue di diverse dimensioni, soprattutto in edifici termali, giardini e ville private, come nel caso feltrino, suggerendo un’idea di vita agiata e di atmosfera rilassata tipiche di ogni luogo deputato ai piaceri dell’otium e dell’intrattenimento. La scultura quindi presenta una storia affascinante legata al contesto di ritrovamento e alle vicende inerenti la datazione, offrendo al tempo stesso un esempio, di buona fattura, di quale doveva essere il corredo statuario degli edifici privati sorgenti nel centro storico.

 

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