Tuesday, 17 September 2019 - 14:32
direttore responsabile Roberto De Nart

Intervista a Gianni De Bastiani, nuovo presidente di Dolomiti Bus spa

Ago 9th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Lavoro, Economia, Turismo, Riflettore
Gianni De Bastiani

Gianni De Bastiani

Dal 2 luglio scorso Gianni De Bastiani è il nuovo presidente di Dolomiti Bus spa, nominato insieme ai consiglieri di amministrazione Luca Soppelsa e Martina Dal Pont dall’Amministrazione provinciale di Belluno, socio proprietario del 60% del capitale sociale.

Qual è stata la presa di contatto con l’azienda dalla sua nomina?

“Ho voluto innanzitutto conoscere come funziona la complessa macchina della società. Ed ho iniziato incontrando i lavoratori attraverso le loro rappresentanze sindacali, RSU e RSA, per comprendere, proprio da chi lavora in prima linea nei servizi, quali sono le problematiche del trasporto pubblico nella nostra provincia”.

Che impressione ne ha avuto?

“Ho particolarmente apprezzato l’attuale sistema di relazioni interne in cui le maestranze condividono le strategie della società e lavorano per il raggiungimento degli obiettivi aziendali senza rigidi formalismi di mansionario”.

Cosa può dirci sulla situazione economica dell’azienda?

“Nelle società pubbliche capita che le linee di azione siano influenzate da scelte politiche, che a volte possono comportare effetti negativi sulla gestione economica, per questo negli ultimi anni il legislatore ha introdotto controlli più stringenti sull’operato di queste società. In alcuni casi è anche successo che, nonostante i dati del bilancio non evidenziassero perdite, le reali condizioni economiche fossero ben diverse da come apparivano e celassero situazioni di dissesto e grave crisi finanziaria.

Quindi è importante capire se i fondamentali economici dell’azienda siano in ordine controllando i dati contabili più importanti, come ad esempio i crediti iscritti a bilancio, la situazione della liquidità, l’indebitamento e gli accantonamenti necessari.

Sicuramente Dolomiti Bus è amministrata bene, con avvedutezza e attenzione al rispetto degli equilibri economici. Uno dei fattori di successo che ho riscontrato è proprio la disponibilità e l’attaccamento aziendale dei lavoratori, i primi a voler spingere la società verso obiettivi qualificanti e di buona gestione”.

Quali sono le prospettive di Dolomiti Bus?

“Ora si pongono sicuramente dei traguardi importanti per la società. Di fronte vi sono scenari nazionali e internazionali che premono per l’integrazione della rete complessiva dei trasporti. E’ di poco tempo fa l’incontro degli amministratori locali con l’assessore regionale Chisso. In tale sede è emersa con forza l’esigenza di mantenere nella nostra provincia livelli accettabili nel trasporto ferroviario e di combinare meglio gli orari dei treni con quelli degli autobus.

Ora il rafforzamento della Provincia nella compagine societaria è una garanzia ulteriore che vi sia maggiore attenzione al servizio pubblico, quello che soddisfa i bisogni primari della popolazione che vive in zone disagiate e dei pendolari che devono recarsi al lavoro o a scuola.

Io, insieme agli altri consiglieri di amministrazione, cercheremo di lavorare per mantenere Dolomiti Bus come protagonista del trasporto pubblico bellunese e per preparare il terreno a rendere la società capace di competere per la futura gestione unica del trasporto ferro-gomma”.

 

 

Share

3 comments
Leave a comment »

  1. Che bello, è responsabile di diversi uffici della provincia di Belluno,nonchè segretario, nonchè presidente Dolomiti Bus, nonchè amministrazione comunale. Ci manca che gli diano anche la cittadinanza di Marte. Che paese di pagliacci che siamo.

  2. I Bellunesi gioiscono di avere a disposizione un novello Pico della Mirandola, che si unisce agli altri pochi suoi simili che riescono a reggere in contemporanea varie cariche pubbliche locali, con notevole dispendio di energie e a discapito dell’ambito privato. Cosa faremmo senza la loro abnegazione nel caricarsi di impegni così gravosi per il bene della nostra collettività?

  3. sempre le stesse facce
    sempre gli stessi “giri”