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Elettrodotto Polpet-Scorzè. Il Comitato di Andreane e Levego propone “l’opzione zero”

Ago 4th, 2013 | By | Category: Lettere Opinioni, Meteo, natura, ambiente, animali, Riflettore

traliccio-enelCon un diluvio di pagine (oltre 1600) Terna sta procedendo all’integrazione al progetto “razionalizzazione elettrodotto Polpet Scorzè” .

Da una prima lettura della sintesi tecnica appare con evidenza che Terna punta alla fascia di fattibilità alta, a mezza costa sul Nevegal. Ha già disseminato (sulla carta per ora) di piloni 380 kv la nostra montagna. Ha dato un duro colpo ai teorici del “solo fin qui”, quelli del “in mezzo al Piave”, e quelli del “Terna deve chiedere a noi”.

Altro dato che ogni volta emerge sempre più chiaro: l’obiettivo è un 380.000 volt.

Una “bestia” fatta di piloni alti dai 60 ai 70 metri che disseminerà campi elettromagnetici per 500 mt ai suoi lati. Con dei bellissimi piloni a rendere gradevole il nostro paesaggio.

E, dunque, se non passa a mezza costa, passa davanti a Belluno, sopra il Col Cavalier, sopra Visome, sopra…. , sempre con dei bellissimi piloni alti 60-70 metri, tanto quanto il campanile della Cattedrale di Belluno.

E qui bisogna chiedersi dove vuole farlo passare la politica? A mezza costa sul Nevegal o sul Piave su Levego, davanti a Belluno e sopra…. ?

Perchè sono le scelte sconsiderate della politica che hanno portato a questo risultato. Si della politica. Che ha pensato di giocare con il territorio. Quale politica?

La Giunta Provinciale del 2009 di centrosinistra e il Consiglio comunale di Belluno del centrodestra, a cui però ha partecipato anche l’opposizione di centrosinistra.

Non interessa ora se allora fu un errore, o un calcolo maldestro, o altro. Non ci interessano le colpe. Ora ci interessa sapere dove vogliono farlo passare: sul Nevegal o davanti a Belluno?

Perché ci interessa questo? Perché ognuna delle due soluzioni proposte è una porcheria per Belluno per il suo territorio e per i suoi cittadini. Ma è il logico risultato delle scelte di quella politica che ancora oggi è li, presente e fatta di nominati. E che continua in questa tiritera fatta di atti un giorno e atti a contrario il giorno dopo. Ispirata, o che ispira, pseudo-comitati capeggiati da politici in stand-by.

Queste sono ispirazioni e spinte pseudo-politiche che lasciano trapelare sottotraccia una classificazione dei Bellunesi in cittadini di serie A e serie B: quelli che possono sopportare l’elettrodotto sulla testa perché se passasse lì non sarebbe un problema ma solo una miglioria, e quelli che se passa sopra le loro teste sarebbe una catastrofe. In realtà è solo ricerca di mantenere o riprendere il consenso a buon mercato mediante tutela di interessi privati. Ma come capita sempre, sono operazioni di breve respiro che creano, solo divisione tra le parti, quando invece serve coesione per risoluzioni comuni.

E purtroppo nei media trova spazio solo la voce dei nominati della politica e non la voce dei cittadini, anche se in questi anni quest’ultima sicuramente si presenta con maggiore buon senso.

Per questo poniamo il dilemma tragico al PD, ma non solo: volete sacrificare Andreane, Levego, il Piave davanti a Belluno, il Col Cavalier etc. …., con tralicci bianchi e rossi alti 60-70 mt e con fasce di 500 metri di microtesla, oppure preferite sacrificare la mezza costa sul Nevegal?

Quale delle due orrende soluzioni state portando avanti? Perché questo è il percorso che state seguendo.

E a questa scelta non si sta sottraendo, chiaramente, neppure la giunta Massaro, anche se non è stata la protagonista di questo tragico percorso decisionale. Ma deve ben sapere che la non decisione è decisione negativa.

Mentre per tutti la scelta c’è. E’ chiara, semplice, lineare, favorevole al territorio, a quello di Belluno in primis, ma anche al resto. E’ una scelta che impegna, ma vale. E’ l’opzione zero. Si ritorna a Polpet e si ragiona da capo con calma. Perché altre soluzioni da paese evoluto ci sono. Altri le stanno perseguendo.

Ma per fare questo ci vuole la Politica, magari della Buona Politica. Con le maiuscole.

Ma noi ce l’abbiamo?

Ma stiano tranquilli, non ci lasceremo svendere, nel frattempo. I cittadini di Belluno non si lasceranno svendere.

Comitato di Andreane e Levego 

 

 

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10 comments
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  1. Abito in località La Costa, vicino al già esistente elettrodotto. Parecchi anni fa mi sono mobilitata, grazie all’aiuto del Comitato Stop Elettrosmog di Ponte nelle Alpi, per verificare la pericolosità o meno della linea esistente. Con una raccolta firme la Procura di Belluno ha fatto partire un’indagine tramite la Forestale e l’Istituto Superiore di Sanità. Mi chiedo come sia possibile che per un elettrodotto di nuova costruzione e di mostruosa potenza i nostri amministratori pubblici non parlino in primis di difesa della salute, diritto inalienabile di tutti. Forse perché abitano lontano dal prospettato tracciato? Possibile che le battaglie le debbano sempre combattere i cittadini?

  2. Mi ricordo che nell’assemblea pubblica di 5 anni fa a Polpet fui l’unico a denunciare il protocollo di accordo fra la Giunta De Pasqual di cui faceva parte l’ass.re all’ambiente Ezio Orzes e l’Enel, protocollo che a fronte del presunto interramento delle line a 220 kv che attraversano Ponte nelle Alpi consentiva l ‘adeguamento della stazione AT di Polpet. Dissi a chiare lettere che nel protocollo sottoscritto si aitorixzava Enel a elevare la tensione da 220 a 380 kv di fatto creando il caposaldo della Cordignano Lienz. Anche in quell’occasione la veritá venne taciuta. That’ all.

  3. Grandi a Belluno. Bravi a far feste e adorabili conferenze stampa.

  4. La Provincia di BL è la più grande produttrice di energia idroelettrica italiana.
    Produce quasi 17.000kwh per abitante (seguono BZ con più di 9.000 e TR con circa 7.000).
    La diga di Santa Caterina ad Auronzo compie quest’anno i suoi cento anni. Lascio immaginare, ma sarete sempre molto lontani, quanta energia sia stata prodotta e quanto poco utile abbia lasciato alle nostre Comunità. L’unica cosa certa sono i 2.000 morti del Vajont e le desolazioni lasciate sul territorio dagli sbancamenti e dalle condutture idroelettriche. Nonostante questo si continua a dare concessioni idroelettriche per togliere anche gli ultimi rigagnoli d’acqua e questo passando sopra le giuste aspirazioni e/o dubbi delle nostre Comunità. Ora si aggiunge questa furberia dell’Enel alla quale dovrebbero opporsi le Istituzioni compatte. Invece tutto tace e i Cittadini sono lasciati soli a combattere. Il nostro territorio, dopo essere stato depredato dell’acqua, diventerà un’autostrada elettrica dispensatrice di campi magnetici? E’ questo che vogliono i nostri amministratori? Spero che la pazienza abbia un limite.

  5. La soluzione zero c’è e si chiama sostituzione degli attuali piloni su cui oggi passa la corrente a piu basso voltaggio , quelli che passano per la sinistra piave.

    Si tolgono quelli oggi in funzione che vengono sostituiti da quelli da 380’000.

    questo significa mantenere lo stesso identico tracciato per l’energia elettrica che è oggi presente , senza nuove opere eccetto i nuovi piloni , i nuovi cavi e sopratutto 2 cose :

    1) opera di riduzione emissioni elettromagnetiche sopratutto vicino alle case e alla riserva naturale , ci sono costosi sitemi per fare questo in brevi pezzi di percorso e Terna lo sa ma non vuole dirlo altrimenti l’investimento sarebbe troppo alto.

    2) ci vogliono soldi cash da parte di terna, come quando avviene qualche grande opera , il livello locale ha bisogno di opere minori quale può essere una pista ciclabile della sinistra piave.

    Senza dimenticare il controllo giornaliero e automatico delle emissioni che deve avere l’organo di controllo pubblico sempre sottomano.

  6. L’alternativa 0.1 è quella di fare come ponte nelle alpi , far passare il tracciato sotto terra , in questo caso se è piu corto il tracciato del nevegal nessuno si accorgerebbe dei fili , non rivinerebbe il paesaggio e forse “prendendo la strada piu corta” Terna avrebbe meno costi di quelli paventati inizialmente.

    Forse è fattibile , ma va tirata la corda per spuntare un buon accordo.

  7. scusate , intendevo “tirato il filo” , nel mio precedente commento.

  8. Proprio non riesco a capire…
    mi aspettavo che il Comune (nelle varie amministrazioni che si sono susseguite) si mettesse alla guida di un movimento a difesa del territorio e dei suoi abitanti da questa opera mostruosa, invece no, ci si limita a dire passate di qua o di là… bisognava e bisognerebbe tirare fuori gli attributi e battere i pugni sul tavolo (come ha fatto Ponte nelle Alpi) opponendosi a quella che si presenta come un opera devastante che in un colpo solo preclude ogni possibile successivo utilizzo (agricolo, turistico-ricreativo, insediativo, ecc.) ad un’area di diverse centinaia di ettari solo nel comune di Belluno; le soluzioni ci sono (ad es. interramento dei cavi ora possibile anche per linee a 380 kV). Invece il solito desolante spettacolo: i comitati uno contro l’altro, i politici di una parte e dell’altra a rinfacciarsi le responsabilità, una comunità che, non essendo stata capace di fare squadra, alla fine subisce (mugugnando un po’ ma senza mai alzare troppo la testa) le scelte che gli arrivano dall’alto.

  9. Gianluca Rossi. Il piano c’era già, e prevedeva il passaggio da tutt’altra parte. Nella fattispecie, forse Ponte nelle Alpi ci avrà guadagnato (dico forse perchè ancora nulla si sa dell’interramento), ma dal mancato coordinamento dei Sindaci ci ha rimesso Belluno.

  10. Il comune di ponte non ha sbattuto i pugni e’ andata da terna per prima ha chiedere di risolvergli i problemi che gli stessi amministrtori avevano creato (costruendo sotto l’elettrodotto) e non hanno fatto squadra apposta per ottenere più posibile, esttamente l’opposto di quello che avevano sbandierato fino al 2008 e cioe che con terna non bisognava trattare singolarmente ( orzes) . Ma come dice il proverbio se il tuo nemico non riesci a sconfiggere (terna ) te lo fai amico e da allora assessore e terna camminano felici e contenti.