Tuesday, 16 July 2019 - 04:05

Trasporto ferroviario. Proseguono gli incontri sull’orario cadenzato. Giovedì I° agosto a Belluno l’incontro con l’assessore Chisso

Lug 30th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Renato Chisso

Renato Chisso

“Con il cadenzamento, nel trasporto ferroviario locale del Veneto cambierà tutto, con l’obiettivo di offrire un servizio migliore ai cittadini rispetto a quello che oggi Trenitalia è in grado di realizzare. Raccogliamo i pareri in vista della prenotazione delle “tracce” dei treni che realizzeranno il nuovo sistema, a partire dal 15 dicembre prossimo”.

Con queste parole l’assessore alle politiche della mobilità del Veneto Renato Chisso ha introdotto ieri sera il confronto con gli amministratori locali e provinciali padovani, voluto per raccogliere proposte, osservazioni, indicazioni che permettano di “partire” nel migliore modo possibile.

All’incontro erano presenti, tra gli altri, l’assessore provinciale Mirko Patron, consiglieri regionali, i rappresentanti di una trentina di Comuni, la responsabile della Direzione regionale di Trenitalia Maria Giaconia e il presidente di Sistemi Territoriali Gianmichele Gambato, le due società che realizzeranno materialmente la partita.

Il nuovo sistema di cadenzamento ferroviario, con Regionali Veloci e Regionali cosiddetti Lenti che fermano in tutte le stazioni, che si intersecano nei poli di interscambio a orari tali da realizzare coincidenze da e per direttrici diverse, fornirà una serie di risposte importanti per la mobilità di una regione policentrica come il Veneto, sia in termini di numero di corse, sia di capacità e comodità dei mezzi, sia per quanto riguarda viaggi più rapidi, specie tra località che oggi non sono sulla medesima direttrice (Verona – Treviso, Vicenza – Trieste, Belluno – Vicenza, solo per fare alcuni minimi esempi).

In questo contesto, la stazione di Padova, che già oggi attira e genera una mobilità molto consistente, diventerà un ganglio ancor più vitale nei collegamenti con Verona, Venezia, Rovigo – Ferrara – Bologna, Monselice – Mantova, Camposampiero – Bassano, Castelfranco, Treviso, Belluno, Udine e Trieste.

“Il miglioramento del sistema va guardato nel suo complesso – ha ricordato Chisso – sapendo che intervenire sull’esistente rende di fatto impossibile i miglioramenti significativi che i nostri cittadini chiedono e dei quali hanno bisogno, e che noi vogliamo e dobbiamo dare loro. La contropartita della novità è, in alcuni casi, la cosiddetta rottura di carico: ovvero scendere da un treno per prenderne un altro lungo una direttrice diversa. C’è chi descrive come una disgrazia il fatto di dover cambiare treno durante taluni spostamenti, come oggi avviene normalmente in qualunque metropolitana e in tutti o quasi i sistemi di trasporto urbani, nazionali e internazionali. Voglio ricordare – ha sottolineato – che sulla direttrice più importante, la Verona – Vicenza – Padova – Venezia ci saranno 13 coppie di treni regionali veloci al giorno, che forniranno una alternativa competitiva, efficiente ed economica addirittura alle varie Frecce e che saranno sincronizzati con il collegamenti ferroviari lungo le altre direttrici di traffico che fanno capo ai centri maggiori. Per noi, Regione, Trenitalia e SistemaiTerritoriali, è una scommessa che vogliamo vincere. Se poi dovessimo vedere che le società ferroviarie non ce la fanno a mantenere gli impegni – ha concluso – interverremo in maniera conseguente sui contratti di servizio, consapevoli che al centro della nostra azione c’è il cittadino, il viaggiatore”. Dal confronto sono emerse molte indicazioni utili, relative ad esempio a Monselice, Vigodarzere, Cittadella, Piove di Sacco, e suggerimenti e sollecitazioni per una bigliettazione unica e un maggiore coordinamento gomma – rotaia.

Il progetto di cadenzamento potrà contare, tra l’altro su un parco convogli notevolmente ampliato come numero, modernità e capacità: 20 nuovi complessi Stadler, 9 nuovi convogli Vivalto, 14 nuove carrozze doppio piano, assieme al revamping di 316 vetture Trenitalia a Media Distanza, risolvendo una volta per tutte il problema di sovraffollamento che si verifica quasi quotidianamente su alcune linee.

I prossimi confronti con il territorio sono in calendario, tutti con inizio alle ore 17, mercoledì 31 per il veneziano a Mestre nella sede della Provincia di via Forte Marghera 19.

E giovedì 1 agosto per Belluno nella sala Affreschi della Provincia.

 

 

 

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  1. “Il progetto di cadenzamento potrà contare, tra l’altro su un parco convogli notevolmente ampliato come numero, modernità e capacità: 20 nuovi complessi Stadler, 9 nuovi convogli Vivalto, 14 nuove carrozze doppio piano, assieme al revamping di 316 vetture Trenitalia a Media Distanza, risolvendo una volta per tutte il problema di sovraffollamento che si verifica quasi quotidianamente su alcune linee.”

    Nel contratto Regione Trenitalia c’è scritto:
    – nuove carrozze Trenitalia 5 entro 2013 (delle 14 nuove carrozze doppio piano) le altre entro 2016
    – altre 9 entro fine 2017 a partire dal 2014 (delle 9 nuovi convogli Vivalto)
    – revamping di 100 entro il 2013, le altre 216 entro il 2017 (delle 316 vetture Trenitalia a Media Distanza,)

    Secondo voi il funzionamento del “cadenzato” potrà funzionare da subito sulla promessa che si completerà nel 2017?

    Cari cittadini venite in tanti giovedì poemriggio all’incontro presso la provincia, così potremo capire quanto sarà il miglioramento

  2. Guardate il filmato girato dalla Regione stessa nel sito ufficiale “annexe” dove si vede che all’incontro di Padova c’erano al massimo 30 persone di cui alcuni consiglieri regionali, pendolari. Pochi sindaci, purtroppo, speriamo no nsia così a Belluno.
    Poi nell’intervista publbicitaria Chisso dice che il “territorio ha visto il progetto”: lo ha visto nel senso che ha distribuito dei fogli al momento e non ha messo a disposizione materiale su cui documentarsi precedentemente.

    E’ sufficiente come informazione del territorio? Forse hanno voluto risparmiare.
    Però quando ci sono le elezioni e campagna elettorale non risparmiano così tanto a mandar fuori volantini casa per casa del territorio, chissà perchè.

  3. speriamo che al Bellunese e al Cadore , sia garantita qualche coppia di treni con collegamento diretto a Venezia e Padova senza rottura di carico

  4. Facciamo una scommessa? Vi sembrerà collaborare ed essere interessato.
    Tra 6 mesi taglieranno ancora di più.

  5. Francesco, ti piace giocare facile facile vero?

  6. Paragonare il servizio ferroviario regionale “lento” ad un metropolitana, a mio parere dimostra che chi ha fatto questo paragone sui treni regionali non ci è mai salito; le corse della metropolitana hanno una cadenza di tre/ quattro minuti e il percorso di un utente, anche ” con rottura di carico”, ( usare il termine “cambiare” è troppo semplice allora meglio complicare), è di 15/ 20 minuti, invece la tratta: ad esempio Belluno-Venezia è di oltre due ore, secondo le moderne pensate della regione Veneto, l’utente che magari si è trascinato una valigia nel sottopassaggio a Belluno, quando è seduto bello comodo si deve alzare, riprendere la sua valigia, rifare quasi certamente il sottopassaggio e ripartire per Conegliano, a Conegliano identica trafila, lasciare un treno ed aspettare una ventina di minuti su marciapiedi affollatissimi e gelatissimi per molti mesi all’anno, poi quando arriva il treno da Udine giuà stracarico, all’arrembaggio per cercare un posticino per gli altri 50 minuti di percorso, magari sul treno precedente la temperatura era confortevole, sul successivo ha avuto la sfortuna di trovare la vettura col riscaldamento guasto ed è pure rimasto in piedi.
    Forse chi viaggia in Mercedes o Audi con autista, non avendo problemi di rotture di carico, non si preoccupa delle rotture di co….ni di chi da sempre saliva su un treno a Belluno e senza nessun cambio arrivava a Venezia o a Padova in tempi molto più veloci.
    PS: Chiedo venia, perché nella penultima riga ho usato il termine “cambio” anziché “rottura di c….”