Wednesday, 17 July 2019 - 01:08

Rifondare Alleanza Nazionale? Carbogno: ” “Senza un nuovo equipaggio sarebbe come lasciare il timone a quelli che sul Bounty diedero fuoco alla nave senza salvare il sestante”

Lug 29th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

“Dalle cronache si legge che nelle ultime settimane alcuni ex An si starebbero dando un gran da fare per far rinascere qualcosa vagamente di destra: in diverse località pare abbiano preso gusto a ritrovarsi molti di quelli che in questi anni hanno contribuito – e non poco – a disfare la destra italiana”.

Michele Carbogno

Michele Carbogno

 

Lo afferma Michele Carbogno, già vicepresidente della Provincia, ex Pdl in quota An

“A dire il vero, leggendo i nomi dei partecipanti, più che di incontri per una nuova destra unita sembrerebbe una rimpatriata di trombati. Erano infatti presenti quelli che da An si sfilarono quando ancora esisteva perché era un vestito che non gli calzava più (come la Poli Bortone o Storace); presenti quelli che prima osannavano l’alleanza col cavaliere e in grazia del quale avevano ottenuto posti da ministro o giù di lui (Ronchi, Urso, Menia), salvo poi fare il salto nel vuoto per seguire il parricida Fini e pentirsene poco dopo; c’era anche chi gli ultimi schiaffi elettorali li sente ancora caldi in viso (come l’ex sindaco di Roma Alemanno).

Sdegnosi, non si sono al momento invece ancora visti (ma han mandato l’ambasciatore Crosetto), quelli che la destra pensano di averla già ricostruita da soli (La Russa e Meloni); una destrina peraltro da 2% o poco più, non certo quella destra che sperava di diventare il primo partito dei moderati.

Tutti a sognare il ritorno a un passato di gloria, quando il partito veleggiava intorno al 15% e non ci si lamentava se nemmeno allora si parlasse tanto di democrazia interna, dove di congressi veri non se ne son mai fatti e dove il dibattito era ridimensionato al pensiero unico delle sparate, spesso ingombranti, del mutante Fini, che però piaceva agli elettori e allora andava bene così.

Adesso che Berlusconi, il quale comunque il consenso del popolo ha dimostrato di averlo ancora, pensa di rifondare Forza Italia questi signori vorrebbero pariteticamente rifondare An. Ma non è che basta darle il nome di una gloriosa nave per trasformare una zattera di naufraghi e logori marinai in qualcosa di più solido e duraturo.

Rifondare un partito unitario che ricompatti i mille rivoli in cui si è disciolta la destra potrebbe anche rappresentare un’idea stimolante, ma se qualcuno vuole rendere credibile un tale progetto inizi a pensare che al timone devono andare le nuove generazioni, non certo i soliti noti che negli ultimi lustri hanno sempre impedito che si formasse una diversa e più giovane classe politica.

Vent’anni fa uno dei punti di forza di An era quello di essere formata da un gruppo dirigente per lo più di trentenni o quarantenni; oggi è impensabile che siano le stesse persone di allora a dare il via alla fase due.

Senza un nuovo equipaggio a cui affidare la rotta – conclude Michele Carbogno – , sarebbe come lasciare il timone a quelli che sul Bounty diedero fuoco alla nave senza nemmeno salvare il sestante. Un po’ come è successo recentemente, senza andar lontani, nel Pdl bellunese… e i risultati purtroppo si son visti!”

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