Tuesday, 16 July 2019 - 14:25

La memoria offuscata * intervento di Cristina Muratore

Lug 29th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Lettere Opinioni, Prima Pagina

vajont-1963Giornata torrida anche in montagna, precisamente ad Agordo, dove ieri partecipavo alla manifestazione per la difesa dei nostri fiumi, in cui il tema principale era la difesa del territorio e la salvaguardia delle risorse idriche con la richiesta di fermare le centraline che deturpano il nostro ambiente e ne compromettono le potenzialità turistiche.

In antitesi con le logiche di mero profitto, gli organizzatori non hanno potuto fare a meno di citare l’eclatante esempio del Vajont. Lì non fu solo l’ambiente a soccombere, ma l’intera popolazione, cui aggiungerei la vita distrutta per sempre di chi è sopravvissuto. Quando mi sono fermata per una pausa, leggendo la stampa locale, ho pensato per un attimo di essere vittima di un colpo di calore e non comprendere ciò che leggevo…Il sindaco di Longarone nella cerimonia del Pelmo d’oro perdona i responsabili, nega il dolo e parla di montagna “infida e insidiosa”.

Se non è la mia mente ad ingannarmi, potrebbe esserci un errore interpretativo di qualche giornalista, come umanamente può accadere, perciò contatto delle persone che erano presenti che mi confermano l’ambiguità del discorso ufficiale. A questo punto, facendo parte dei “cittadini della memoria”, gruppo formatosi da qualche anno attorno ad alcuni superstiti e familiari del Vajont (e che presto costituirà un’associazione), chiedo al primo cittadino di chiarire. In caso contrario sarebbe lui a dover essere perdonato per l’ennesimo affronto e proporrei di richiederne le dimissioni.

Cristina Muratore

Cristina Muratore

Ma come si è permesso, proprio nel cinquantenario di questo immenso crimine, voluto scientemente da uomini che hanno anteposto i propri interessi a migliaia di vite umane?! C’è stato un progetto architettato usando geologi conniventi anziché altri che denunciavano la pericolosità di quella diga per la precarietà del monte Toc, appoggi politici, corruzione, false perizie, tutto documentato e un lungo processo.

Lo Stato non ha mai chiesto scusa, come richiesto dai superstiti…se il primo cittadino vuol fare il cristiano, dovrebbe sapere che il vero perdono prevede il pentimento! E poi come pretende di parlare a titolo personale in una cerimonia ufficiale? E’ un ossimoro! Il tempo aiuta a capire, ad elaborare il lutto, non a cancellare o distorcere la verità.

Cristina Muratore

coordinatrice IDV Belluno

una “cittadina per la memoria”

Share

2 comments
Leave a comment »

  1. Ricordo al Sindaco di Longarone che il 22 marzo 1959 una frana analoga nei modi e nelle dimensioni precipitò nel lago di Pontesei, vicino a Forno di Zoldo. Fu un campanello d’allarme che per anni gli abitanti di Longarone ed Erto Casso tennero a mente ed esorcizzarono, ma invano. Mentre da parte di Sade/Enel non vi fù la minima volontà di considerarla come segno premonitore da prendere in considerazione. Non ci fù solo ignoranza, vi fù dolo e volontà in azioni che chiaramente avrebbero portato a tristi conclusioni. Contemporaneamente si operò perché le voci di dissenso (Tina Merlin, ad esempio) fossero messe a tacere in ogni modo. Tutto questo è stato abbondantemente dimostrato. Ma Padrin ha letto la storia del disastro? O vuole a tutti i costi adeguarsi al motto “volemose bene”? Una mia compagna di scuola morì a 13 anni, travolta da quell’ondata provocata non tanto da incuria od ignoranza (ma quale, che da anni si stava costruendo la tragedia?), bensì da cupidigia assoluta di potere e danaro. Ed anche le richieste continue di nuove centraline sul nostro territorio dovrebbero far riflettere il Sindaco. La storia si ripete ancocra, vuole capirlo? Chi ha pagato finora e chi pagherà? Sempre gli innocenti…e vogliamo perdonare i carnefici? Vergogna!

  2. Tutto normale, il sindaco cerca voti. Sul metodo e sulla gran voglia di cancellare la storia di una strage non servono commenti. Piu’ che sufficenti quelli di Muratore e di Chipaga. Notte.