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Basta nuovi balzelli! La protesta di Confartigianato imprese Belluno. Deon: “Non ci resta che scendere in piazza”

Giacomo Deon
Giacomo Deon

“Di fronte a un Governo e a un Parlamento che sanno solo inventare nuovi balzelli e scartoffie non ci resta che scendere in piazza”. E’ la denuncia del presidente di Confartigianato Imprese Belluno, Giacomo Deon, che ha già inviato la richiesta alla sede nazionale di Confartigianato di una giornata di protesta in piazza subito dopo il periodo feriale.

La motivazione della richiesta è chiara. “In un momento in cui sarebbero fondamentali azioni che promuovano e sostengano la crescita, Governo e Parlamento non sono in ascolto del Paese – denuncia il presidente Deon – e soprattutto non ascoltano le ragioni e le proposte delle piccole imprese, che dell’Italia restano il futuro migliore. Da queste aziende emerge, con crescente insistenza, la richiesta di un’azione sindacale forte e visibile, che porti l’attenzione degli italiani sul nostro mondo”.

Le aziende purtroppo continuano a chiudere. I dati appena pubblicati da Unioncamere sono sempre più preoccupanti. In provincia di Belluno nei primi sei mesi di quest’anno sono state chiuse 102 aziende artigiane. Nello stesso periodo, in Veneto le chiusure hanno raggiunto quota 2.268 e il trend dell’artigianato veneto è decisamente peggiore della media delle altre regioni contermini (Lombardia, Trentino, Friuli ed Emilia e Romagna), a causa delle crisi aziendali delle imprese di grande e media dimensione, clienti fissi del manifatturiero artigiano veneto diffuso sull’intero territorio regionale.

“Ci aspetteremmo una spinta, un sostegno nella battaglia che noi imprenditori quotidianamente portiamo avanti per tenere aperte le nostre aziende e dare lavoro alle nostre maestranze – rimarca il presidente Deon – ma così purtroppo non è. I pagamenti della P.A. continuano a ritardare; la pressione fiscale, per chi paga, ormai è asfissiante; i costi della burocrazia non sono più sostenibili, mentre la fantasia dei nostri governanti per nuovi balzelli non trova mai fine”.

L’ultimo esempio è il DURT, documento unico di responsabilità tributaria (la prova del pagamento di tutte le tasse e i contributi da parte dell’impresa che vuole partecipare all’appalto, nonché versione fiscale del DURC) è la goccia che fa traboccare il bicchiere. “Speriamo che al Senato qualcuno ci metta la pezza! – così commenta Giacomo Deon – altrimenti molte aziende si troveranno nella condizione obbligata di chiudere”.

“Da troppo tempo le nostre aziende artigiane non sono ascoltate dai nostri governanti – conclude il Presidente di Confartigianato Imprese Belluno – che ormai richiedono, principalmente, celerità nelle decisioni che devono essere assunte dal Governo, da cui aspettano un chiaro segnale di azione contro la crisi per dar loro speranza di una ripresa”.

“Il tempo è arrivato !”, conclude laconico il presidente Deon.

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