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Tematismo Dolomiti. Cappellaro: “La provincia di Belluno è tutta montana e tutta dolomitica”

Lug 26th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Prima Pagina
Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti

Gian Domenico Cappellaro presidente Confindustria Belluno Dolomiti

“Sono d’accordo con Dario Bond sul fatto che il passaggio cruciale per la nostra provincia sarà quello della titolarità sulle competenze in fatto di turismo. E su questo misureremo (e lo faranno anche gli altri) le nostre reali capacità”. Lo afferma il presidente di Confindustria Belluno Dolomiti Gian Domenico Cappellaro in relazione all’errore sul tematismo Dolomiti, che ha spezzato in due il territorio.

“Pur confidando nelle rassicurazioni di modifica fatte dalla Regione – prosegue Cappellaro – , colgo l’occasione per sottolineare come, in un momento come questo, offrire spunti,  seppur involontari, di divisione è assolutamente inopportuno.

Che la provincia di Belluno sia nella sua interezza tutta montana e soprattutto tutta dolomitica dovrebbe essere scontato, soprattutto in termini di promozione e valorizzazione turistica!

Creare una doppia classificazione (una sorta di seria A e di serie B) in un territorio che combatte quotidianamente per far presente la difficile situazione della propria economia – conclude il presidente di Confindustria –  è uno sbaglio che va corretto senza indugi, proprio per non dare adito a polemiche controproducenti”.

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4 comments
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  1. La recente divisione operata dalla regione Veneto tra Comuni bellunesi “dolomitici” e non è l’ennesima dimostrazione della incoerenza, dell’ignoranza, forse della malafede che muovono i nostri governanti. Solo poche settimane fa era stato pomposamente dichiarato l’inizio dell’attuazione dell’art. 15 del nuovo Statuto a partire dalla delega turistica, mentre ora si attua una pesante divisione del territorio provinciale proprio in questo settore.
    Rammento brevemente a chi ha memoria corta che Belluno fu dichiarata nel 1999 città Capoluogo delle Alpi. Nel 2009 capitale delle Dolomiti Patrimonio mondiale Unesco.
    Ricordo che di otto Alte Vie delle Dolomiti la 1 arriva a Belluno per concludersi sul Col Visentin; la 2 giunge a Feltre; la 3 a Longarone; la 6 sta quasi sempre in sinistra Piave per poi attraversare l’Alpago; la 7 addirittura percorre un anello tutto compreso tra i monti dell’Alpago, la 8 parte da Feltre, tocca la Cima Grappa e si conclude a Bassano. Ebbene, tutti i comuni da esse interessati sono stati esclusi dall’ambito dolomitico.
    Il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, istituito nel 1993, comprende alcune cime tra le più importanti dal punto di vista dolomitico: cito la Schiara, il Burel, il Sass da Mura, il Pizzocco, i Monti del Sole, battezzati “Feruc” da Ettore Castiglioni. Dino Buzzati, scrittore, giornalista ed alpinista in più occasioni ricordò così queste cime:”…è una Dolomite già perfetta, con tutti i segni della grande razza, gli appicchi rosa e gialli, le cenge orizzontai spolverate di bianco, i coni di ghiaia, le nudità, le rotte creste…con i colori e l’architettura in regola”. Mario De Biasi, fotografo bellunese conosciuto in tutto il mondo, recentemente scomparso,ha fatto conoscere i nostri monti, da Feltre a Sappada, da Belluno a Pieve di Livinallongo, descrivendoli come “Dolomiti Universo Bellunese”.
    Cime che rientrano nei territori comunali di Belluno, Sedico, Sospirolo, San Gregorio delle Alpi, Cesiomaggiore, tutti esclusi nella “dotta” direttiva regionale.
    I primi viaggiatori/alpinisti/scalatori delle nostre montagne (inglesi, tedeschi, irlandesi) descrivevano il vasto territorio che ci circonda “Dolomiti”in senso lato (talvolta in verità anche Tirolo). E addirittura quelli che giunsero qui a cavallo del 1860/70 non davano soverchia importanza al fatto che una cima si trovasse nel Bellunese, in Trentino o in Tirolo. Delle divisioni statali poi proprio non si interessavano.
    L’Ente Provincia di Belluno, formato da tutti i 69 Comuni, da tempo ha il marchio “Belluno Dolomiti”.
    Potrei continuare ma non voglio stancare il lettore. Ora i casi sono due: o si tratta di decisioni prese inconsapevolmente e in tal caso è dimostrato che siamo governati da ignoranti incompetenti, o si tratta di volontà di creare una frattura tra Bellunesi in base a presunte “primogeniture dolomitiche” che ho dimostrato essere prive di validità. Si tratterebbe quindi di una volontà perversa atta a distogliere i Bellunesi tutti da un processo di ricerca di unità culturale, prodromo della Autonomia tanto auspicata da più parti.
    In entrambi i casi invito i miei conterranei a tenere desta l’attenzione nei confronti di quanti, siano essi Bellunesi o no, si sbracciano nel magnificare le sorti progressive e magnifiche della nostra permanenza in un Veneto che non ci merita.
    Infine una precisazione: la locale Associazione industriali, dai tempi della presidenza Vascellari, si fregia del marchio “Confindustria Belluno Dolomiti”: Ma su quest’ultima stendiamo un velo pietoso, data la sua intenzione di unirsi a Treviso (in tal caso propongo loro la variazione in “Confindustria radicchio delle Dolomiti”).

  2. Finalmente anche Cappellaro si è accorto che Belluno è tutta montana e tutta Dolomiti.
    C’è speranza che un giorno si accorga anche che fanno parte del territorio Dolomiti anche i corsi d’acqua che tanto auspica di incanalare a unico venataggio di qualche suo adepto.
    Quanto lavoro ci sarebbe per gli industriali di Cappellaro per la cura e la manutenzione del territorio senza operarne il saccheggio.

  3. Che si occupi prima di casa sua non svendendo confindustria Dolomiti…

  4. Ma non Voleva Capellaro fondersi con Treviso???