Saturday, 20 July 2019 - 03:10

Gli Sguardi di Maria Giovanna Trombetta e i Giganti di pietra di Roberto Ghedina. Due Mostre al Miramonti Majestic Grand Hotel. Vernice sabato 20 luglio ore 18,00

Lug 18th, 2013 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Prima Pagina

miramonti majestic grand hotel cortinaLa ricca e variegata rassegna di Eventi culturali organizzati da Rosanna Raffaelli Ghedina di CortinaTerzoMillennio e che si svolgeranno al Miramonti Majestic Grand Hotel di Cortina d’Ampezzo, inizia con due mostre d’arte che vengono inaugurate sabato 20 luglio alle ore 18,00 nel salone Caminetto del Miramonti.

La pittrice bellunese, Maria Giovanna Trombetta Turrini porta con sé una grande esperienza di vita maturata anche da attività di spettacolo. Porta l’osservatore ad andare oltre alla superficiale lettura delle “cose viste” per penetrare “nel profondo delle problematiche della realtà umana attraverso i simbolismi.

La mostra è in esposizione fino a fine luglio.

Roberto Ghedina, rinomato fotografo, artista ampezzano ha “messo in posa” le sue Dolomiti e il mondo in cui vive nel loro più sconosciuto gioco di ombre e luci. Ha saputo interpretare con semplicità ed elegante originalità il Patrimonio Unesco dell’umanità, cogliendone gli aspetti più curiosi e meno sconosciuti. E’ stato il fotografo che concepì lo smisurato progetto di racchiudere cielo e terra in un solo scatto, riuscendo a cogliere l’attimo fuggente, quel quid che fa di un’immagine un’opera artistica.

La mostra è in esposizione per tutta l’estate.  Tutti sono invitati ad intervenire

 

 

” SGUARDI”. Mostra di Maria Trombetta Turrini. Il Simbolismo come percorso di conoscenza e libertà

di Rosanna Ghedina

Sabato 20 luglio alle ore 18,00 tutti sono invitati alla vernice della bella e singolare Mostra di Maria Trombetta Turrini.

Milanese di nascita, ma bellunese di adozione, l’artista vive e lavora a Belluno con il marito Manlio Turrin con il quale ha maturato una lunga esperienza artistica legata al mondo fantastico dello spettacolo dell’illusionismo. Nei frequenti contatti e spostamenti, si è avvalsa di un bagaglio di esperienza e di vita che ha incuriosito e arricchito la lettura e conoscenza delle cose da vedere.

Nell’ammirare le opere di Maria Turrini, siamo condotti per mano a soffermarci al primo obiettivo che la sua poetica contempla: non limitarsi a vedere le cose, ma imparare ad osservarle, cioè estendere l’osservazione al corpo fisico, al corpo spirituale ed emozionale fino ad andare oltre per varcare la soglia del reale ed entrare nella simbologia del magico, del surreale per penetrare nel mistero della vita e leggerne il significato profondo.

E’ chiaro ed evidente il bisogno dell’artista di estendere la sua sete di conoscenza fino a penetrare “nel profondo” di ciò che la circonda, nella natura vivente sia vegetale sia animale, per trovare e trasmettere, come in un gioco, le chiavi di lettura di natura astrologica, dell’illusionismo e dell’antroposofia Staineriana.

Questo è il substrato culturale che non pregiudica la sua spontaneità esecutiva, ma anzi alimenta la sua creatività, l’ideazione e l’esecuzione delle sue opere.

Nelle sue opere quindi si riflette la personalità dell’artista, che è libera da infingimenti e vivificata da stimoli vitali di ricerca per risolversi in conclusioni appaganti, ricche di positività, sia che si riferiscano alla realtà o che rievochino il simbolismo magico che spiega la profondità della vita.

Suoi simboli ricorrenti sono il sole che dà vita, riscalda, sorride e dà il ritmo donando vitalità, la lu-na che svela il mistero e illumina nel suo messaggio di sicurezza per vincere la paura. Nel suo mondo artistico ricorrono i simbolismi delle chiavi che aprono alla conoscenza e ripetitivo è il gatto, animale per eccellenza “libero” che ci fa capire nella trasparenza dei suoi occhi magici, che la libertà è il prerequisito essenziale per evolvere.

I suoi quadri si aprono tutti in una ideale finestra per aiutare e concentrare l’osservazione in un campo ben circoscritto. Vi è anche una cornice nella cornice, quale ulteriore sipario dove la pittrice si defila per non condizionare e guida l’osservatore verso il messaggio che la natura offre senza preconcetti e costruzioni al fine di vincere le paure, perché quando si vincono le paure, si diventa liberi.

Bellissimi i suoi intensi ritratti e i suoi richiestissimi gatti con occhi magici, trasparenti, che nel loro silenzio inchiodato, svolgono un potere introspettivo e parlano all’animo svelando il segreto della vita. Le creature che traspaiono delicatamente nella natura, sono gli spiriti elementari evocati del mondo teosofico: fatine e spiritelli che si materializzano annusando un fiore per cedere la loro preziosa energia che ci aiuta a vivere al meglio la nostra realtà umana.

 

AL MIRAMONTI MAJESTIC MOSTRA DEL FOTOGRAFO ROBERTO GHEDINA “GIGANTI DI PIETRA”

Roberto Ghedina è l’artista ampezzano che ha messo in posa le sue Dolomiti e il mondo in cui vive, e ha saputo interpretare con semplicità ed elegante originalità la vita in montagna, cogliendone gli aspetti più curiosi e meno conosciuti. E’ stato il fotografo che concepì lo smisurato progetto di racchiudere cielo e terra in un solo scatto, riuscendo a cogliere l’attimo fuggente, quel quid che fa di un’immagine, un’opera artistica. La sua tecnica è stata una continua ricerca di semplificazione, tesa ad evitare qualsiasi trucco di tecnica per ricercare la purezza della semplicità dell’immagine, fermandola là, dove la magia della natura ne rivelava la trasformazione e la sublimazione.

Roberto Ghedina ha cercato di trasmettere la sua consapevolezza che la foto è un’emozione sui nostri sensi, partecipandola come sensazione e seduzione. Le vette delle Dolomiti o i suoi umili personaggi dediti ai lavori più duri, diventano i protagonisti in luoghi surreali e in immagini storiche diventate uniche e irripetibili, in balia dei giochi di luce, dei bianchi e dei neri, delle ombre e dei chiarori. Le sue fotografie arredano e comunicano, raccontando una storia e rivelando la bellezza svelata da un’ispirazione.

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