Friday, 19 July 2019 - 21:07

Sabato inizia Valmorel sotto le stelle”, il racconto per immagini del rapporto tra l’uomo e la montagna

Lug 5th, 2013 | By | Category: Appuntamenti, Arte, Cultura, Spettacoli, Pausa Caffè

L’uomo e la natura, l’uomo e la montagna: un rapporto atavico, vitale ma spesso difficile. Nasce dalla volontà di raccontare questa unione l’edizione 2013 di “Valmorel sotto le stelle”, l’ormai classico appuntamento d’estate (organizzato da comitato frazionale di Valmorel, Navenze, Cros e Laste in collaborazione con Comune e Pro loco di Limana) che punta a raccontare, per recuperarne la memoria, antiche tradizioni e la cultura della Valbelluna. Quest’anno il filo conduttore legherà l’uomo e le sue fragilità all’immensità dei grandi spazi, un vincolo raccontato nelle sue mille sfaccettature attraverso immagini, parole e video che avranno il compito di unire passato e presente. Un intento chiaro fin dal titolo della rassegna: “Valmorel sotto le stelle. Itinerari, storie, esperienze, relazioni”.

Si comincia sabato 6 luglio, al Centro culturale Vejò, al piano superiore dello stabile della latteria, con la presentazione, a partire dalle 20.30, della mostra fotografica “Montagna vissuta” e del libro “Scialpinismo in un’isola di silenzio” di Loris De Barba. Un’occasione unica per entrare in profondo contatto con le suggestioni di uno dei più profondi conoscitori delle vette alpine, fotografo apprezzato nonché uomo nativo proprio di Valmorel, che scandaglia da sempre attraverso il suo occhio allenato il legame tra l’essere umano e la natura. A seguire, il cortometraggio di Lorenzo Soramaé “Breve storia della via Solleder” ripercorrerà la storia della storica via aperta sulla parete Nord-ovest del Civetta, da Emil Solleder a Roberto Sorgato, a Marco Anghileri.

Il weekend successivo i protagonisti di “Valmorel sotto le stelle” saranno i cortometraggi d’autore. Sabato 13 luglio, con inizio alle 20,30,nella piazza del paese saranno proiettati tre brevi filmati che racconteranno, a modo loro, il rapporto che lega da sempre l’uomo alla natura in vai periodi storici.

“Montagne del Sole”, di Giuseppe Taffarel, ripercorre, attraverso l’occhio d’autore del regista di origine valsuganese, le modalità attraverso cui, nel corso degli anni’60, nelle Prealpi bellunesi ogni appezzamento di terreno venisse recuperato per la sussistenza. Un rapporto molto stretto, quindi, tra storia e natura, quasi a diventare un tutt’uno.

“Compagno Orso”, di Valentina De Marchi, racconta invece il rapporto spesso difficile tra l’uomo di montagna e i grandi animali che la montagna la popolano, ma anche i disequilibri provocati dal proliferare abnorme di specie animali spesso introdotte dall’uomo. Due i questiti a cui De Marchi cerca di dare risposta: Chi governa la natura? E l’uomo, in tutto questo, che potere ha?

“Saluti da Sar Planina”, del giovane regista olandese Emil Fusco, mostra uno squarcio di vita quotidiana tra le impervie montagne del Kosovo, l’ultimo paese dei Balcani i cui abitanti non possono circolare liberamente in Europa. Confini materiali e politici che si fondono nel racconto di chi la montagna la vive quotidianamente, godendo dei, pochi, frutti, che essa dà.

Entrambe le serate saranno presentate da Flavio Faoro.

Infine, domenica 14, l’ormai consueto appuntamento con la Magnalonga e i suoi due percorsi tra le creste delle Prealpi bellunesi: una giornata all’insegna della scoperta dei luoghi e dei sapori di questa terra.

 

Sabato 6 luglio

ore 20.30 – Centro culturale Vejò (locali latteria di Valmorel)

Presentazione della mostra fotografica “Montagna vissuta” e del libro “Scialpinismo in un’isola di silenzio” di Loris De Barba.

L’uomo e la natura, riuniti in un legame spesso conflittuale. La montagna come dev’essere vissuta, con rispetto e deferenza per la sua immensità, come spiega lo stesso De Barba: “Lo scopo principale di questa mostra è quello di evidenziare la supremazia della montagna e dei suoi grandi spazi sulla piccolezza e sulla fragilità dell’uomo. L’uomo, in contrasto con l’immensità del panorama che lo circonda, appare vulnerabile, indifeso. Inoltre, con le mie foto, esprimo il bisogno interiore di sperimentare il rapporto diretto con i grandi spazi, di vivere, in libertà, la solitudine e i silenzi. Linee, proporzioni , luci, meraviglie, pericoli e gioie sono tutte impressioni che cerco di tradurre, con la mia macchina fotografica, in immagini. Vedo così fissata sulla carta la visione di un momento, riconosco la scena che non avevo osservato nei particolari a causa della fatica o della preoccupazione; rendo stabili nel tempo quegli istanti. Ecco che, per me, la fotografia alpina non è solo documento, ma qualcosa di più: un modo di comunicare agli altri le mie emozioni”.

 

L’autore

Loris De Barba è nato a Valmorel di Limana. Da più di 35 anni si dedica alla fotografia, soprattutto paesaggistica. Negli anni ’70 partecipa a numerosi concorsi con opere di paesaggio, natura e storie di viaggio, molto apprezzate dal pubblico e dalla critica. In seguito inizia a mostrare una precisa predilizione per le immagini in bianco e nero sviluppando e stampando da solo le sue opere. Temi prediletti dei suoi lavori sono la montagna e l’alpinismo con scatti realizzati durante migliaia di escursioni su gran parte dei gruppi montuosi dell’arco alpino e in particolare sui 4000 delle Alpi. La passione per l’ambiente invernale lo ha portato a praticare lo scialpinismo percorrendo i maggiori itinerari classici delle Dolomiti. Continua tuttora assiduamente a frequentare la montagna in tutti i suoi aspetti ricercando forme espressive e personali della fotografia alpina.

 

A seguire, “Breve storia della via Solleder” di Roberto Soramaé, racconta la storia della via Solleder-Lettenbauer, aperta nel 1925 sulla parte nord-ovest del Civetta e da allora diventata simbolo stesso della sfida dell’uomo contro se stesso e la sua volontà di superare il limiti. Un racconto attraverso oltre 80 anni di alpinismo.

 

L’autore:

Roberto Soramaé nasce nel 1964 a Pieve di Cadore, Belluno. Originario della Val di Zoldo, oggi vive ad Agordo. Si interessa alla fotografia naturalistica dai primi anni 90. Successivamente inizia a dedicarsi alle riprese e montaggio video. Appassionato viaggiatore, raccoglie con la videocamera le sue esperienze e le storie di cultura locale. La sua filmografia: Le mie Dolomiti, Agordino Dolomiti – Arti di un tempo, Gocce di luce, Ski-roll e non solo, Viaggio in Mongolia e molti altri. Numerose anche le sue collaborazioni ai fini culturali e turistici con Comuni, associazioni, scuole, consorzi turistici ed alberghieri.

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