Tuesday, 23 July 2019 - 11:32

Da oggi la Croazia fa parte dell’Unione europea. Ed è già iniziata la guerra del prosecco

Lug 1st, 2013 | By | Category: Lavoro, Economia, Turismo, Prima Pagina, Società, Associazioni, Istituzioni

cin-cinSi chiama proshek, viene prodotto in Croazia fin dall’800 è un vino dal sapore dolce e morbido ottenuto dall’appassimento dell’uva prima della vinificazione. Nulla in comune, insomma, con il nostro prosecco tranne il nome. Ed è proprio qui il problema. Il consumatore saprà distinguere tra il proshek croato e il prosecco veneto e friulano? E l’Unione europea potrà forse rifiutare di certificare la denominazione di origine controllata ad un vino che nasce dalla tradizione, prodotto da oltre un secolo nella costa dalmata?

L’ingresso della Croazia nell’Unione europea, dunque, si presenta già con una disputa commerciale che potrebbe esplodere in incidente diplomatico, considerati i forti interessi economici che vi ruotano intorno.

Poco importa che il proshek croato sia un vino dolce da dopo pasto e il super certificato prosecco italiano doc, re delle bollicine che hanno conquistato il mondo.

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2 comments
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  1. non è certo colpa dei croati se il loro vino ha quel nome.
    non esiste solo il prosecco

  2. Un problema analogo si ebbe col Tokaj ungherese al tempo del loro ingresso in UE.
    Anche in quel caso il vino era del tutto diverso dal Tocai friulano, ed inoltre documenti storici dimostrano che il Tokaj ungherese è un uvaggio con un vitigno portato come dote da una principessa Formentini, friulana, il 3 febbraio 1632. Eppure venne sacrificato il nostro prodotto per ingraziarci l’Ungheria.
    Ricordo inoltre che in provincia di Trieste esiste da sempre un paese di nome Prosecco; chi ha orecchie per intendere…
    Non per essere uccello del malaugurio, ma se la causa verrà seguita da politici e burocrati nostrani, cui nulla può fregare meno del vino italiano, mi domando: Chi pagherà anche questa volta?
    Per finire le doglianze, sappiate che la Germania, per contrastare i pannelli fotovoltaici a buon prezzo provenienti dalla Cina, ha inposto su di essi un dazio di circa il 40% (ma dove sta il controllo della UE?).
    La Cina di rimando ha messo un dazio…sul vino! Chi paga anche in questo caso?