Monday, 22 October 2018 - 05:17

Trasporto ferroviario nel Bellunese. Interrogazione parlamentare dell’onorevole Federico D’Incà

Giu 28th, 2013 | By | Category: Cronaca/Politica, Riflettore
Federico D'Incà

Federico D’Incà

Il neodeputato del Movimento 5 Stelle Federico D’Incà pone all’attenzione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, la problematica del trasporto ferroviario nel bellunese, soprattutto nella tratta “Calalzo – Ponte nelle Alpi – Padova e Ponte nelle Alpi – Venezia” dove i disagi si fanno sempre più frequenti. Tutti i deputati del MoVimento 5 Stelle Veneto si sono mostrati uniti e consapevoli della problematica condividendo e firmando l’interrogazione posta da D’Incà. Mattia Fantinati, Emanuele Cozzolino, Marco Brugnerotto, Marco Da Villa, Gessica Rostellato, Silvia De Benedetti, Arianna Spessotto, Francesca Businarolo e Tancredi Turco si sono mostrati partecipi e coscienti della situazione sostenendo la causa bellunese posta all’attenzione del Ministro da parte del loro collega.

“I trasporti sono fondamentali per l’economia della nostra società” incalza D’Incà “e devono essere sostenibili in vista delle nuove sfide che viviamo in questi tempi moderni. Nella tratta ferroviaria “Calalzo – Ponte nelle Alpi – Padova e Ponte nelle Alpi – Venezia” il numero dei disagi e dei disservizi ha registrato un continuo aumento nel corso degli ultimi anni con soppressione di treni, sistematici ritardi, sovraffollamento dei passeggeri e molti episodi di mancato funzionamento dei passaggi a livelli”. Tutto ciò non ostacola soltanto gli spostamenti dei numerosi studenti e pendolari, ma blocca anche la possibilità di uno sviluppo turistico della montagna bellunese con le sue Dolomiti Patrimonio dell’Unesco che devono essere comodamente raggiungibili con un collegamento ferroviario efficiente. Oltre a ciò non si può trascurare la problematica a livello di sostenibilità ambientale: “L’Unione Europea, nel suo Libro Bianco” spiega il cittadino eletto 5 Stelle “indica come uno degli obiettivi fondamentali da raggiungere entro il 2050 il trasferimento dalla gomma alla rotaia della maggior parte del trasporto di media distanza e dei passeggeri”.

Nel territorio bellunese il problema emerge in quanto il perdurare dei disservizi non può che accentuare il senso di sfiducia verso l’utilizzo del treno quale scelta del mezzo di trasporto, comportando quindi l’aumento dell’utilizzo di altri mezzi molto più inquinanti per spostarsi. Date tutte queste premesse Federico D’Incà si è rivolto a Maurizio Lupi, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiedendo quali sono le azioni che intende assumersi come Ministero al fine di risolvere le problematiche del bellunese. Il deputato bellunese del MoVimento 5 Stelle sottolinea inoltre al Ministro la necessità di promuovere un piano di organizzazione e sviluppo del trasporto ferroviario che ponga particolare attenzione alle problematiche del territorio bellunese. Tale piano dovrebbe prevedere anche l’adeguamento dell’infrastruttura esistente per trasformare la linea ferroviaria in una metropolitana di superficie, valutando anche possibili collegamenti con la Valsugana, la Pusteria, la costituenda rete delle piccole ferrovie delle Alpi, nonché con l’anello ferroviario delle Dolomiti.

L’interrogazione in questione è stata inviata anche sottoforma di lettera al Governatore Zaia e all’Assessore Chisso.

 

Share

5 comments
Leave a comment »

  1. Ma di cosa parla se vuole eliminare la provincia di Belluno? La elimini, poi vediamo chi riuscirà a difendere i servizi minimi: venezia, forse?

  2. C’è un evidente problema infrastrutturale in tutta la penisola italiana.
    Le perdite dovute ai furti ai danni delle ferrovie sono ingenti , e provocano una perdita considerevole.
    In particolare , la lentezza della linea ferroviaria di Belluno è dovuta oltre alla poca manutenzione e ai treni datati , anche dalla presenza dei passaggi a livello.
    L’unico modo per convincere le persone ad utilizzare questo mezzo è di renderlo piu rapido , e nel contempo , aumentare il numero delle fermate dislocate sul territorio.
    Una metropolitana di superficie ha senso se collega Feltre , Belluno , Ponte nelle alpi , e se possibile calalzo di cadore , ha senso se la rapidità consente una scelta all’automobilita , gli dà la possibilità di raggiungere un luogo in modo piu rapido , che non corrisponda esattamente con una stazione dei treni , penso ad esempio ad una fermata alla veneggia , ha senso se non sono previsti passaggi a livello , ha senso se c’è sicurezza nel transito del mezzo e dei pedoni.
    Tutto questo è molto difficile da realizzare , senza tali premesse risulta essere una cattedrale nel deserto.
    Dunque propngo di togliere la ferrovia da Feltre a Ponte nelle alpi , sostituendo la tratta con una pista ciclabile ad alta velocità di ultima generazione , e nel contempo di istituire una tratta su gomma degli autobus.
    La pista ciclabile(climatizzata e con rifrazione dell’attrito dell’aria) sarebbe utilizzata a pieno regime , avrebbe costi di molto inferiori , permetterebbe a chi parte da Feltre in bicicletta di raggiungere belluno in meno di 30 minuti , di diminuire il traffico stradale , di creare dei “taxi” su bicicletta con rispettivo trasporto bagagli per chi deve prendere il treno a feltre o ponte nelle alpi , località da cui pare ci sia un servizio ferroviario decente.
    naturalmente fantascenza.
    Comunque nel 2050 non ci sarà piu trasporto su gomma perchè i pneumatici non saranno fatti di quel materiale.

  3. Chi se ne frega della penisola italiana!

  4. Per carità, piuttosto che pensare solo agli scontrini, ben venga l’interrogazione al ministro!

  5. elo ancora vivo?
    Va bene affrontare il prolema ferrovia con l’interrogazione, ma mi chiedo in merito al sistema provincia, è veramente convinto di eliminare la Provincia o ha paura di esprimere il suo pensiero di essere sbattuto fuori da Grillo.