Monday, 17 December 2018 - 14:21

Il grido di dolore dal Colle

Giu 24th, 2013 | By | Category: Lettere Opinioni, Prima Pagina

Tempo di estate, tempo di turismo, zero attività in Nevegàl, poca cura del territorio del Colle!! Poche prospettive per l’inverno ( bisognerebbe già pubblicare ora le attività invernali, almeno in generale ). Naturalmente pochi turisti…ma come criticarli? Siamo nell’ennesima estate di “ tirare a campare”

Le problematiche che abbiamo riscontrato per prime sono le seguenti: bandiera villipesa al monumeto agli autieri, erba alta in tutto quasi il Nevegàl, erba alta nel campo da calcio di Pian Longhi (e cosi reso infruibile per i turisti) le rotaie del fun bob alle intemperie (…erano costate un sacco…)…oltre che le solite mancanza turistiche classiche…!!

Come sempre, Nevegàl Si però da la propria disponibilità a dare un’aiuto concreto e di idee, ma come a volte accade, i nostri buoni propositi cadono nel vuoto…!

Noi ci crediamo…collaboriamo tutti assieme, senza egoismi e personalismi…! Vogliamo lanciare qui un idea, che speriamo trovi ampio eco…perché non creare la pro loco Nevegàl? Noi ci stiamo attividando, ma da soli non si può…chi vuole darci una mano?

Come sempre in attesa di dare un’aiuto.

Ingrid, Daniele, Loris e Lorenzo

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9 comments
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  1. Contattare l’assessore di San Vito (se non si è dimesso) che con un master plan risolverà ogni issue, prima di partire per un meeting a Nuova York e postare una foto adorabile.

  2. Tranquilli, anche per il Nevegal c’è il ………………… testamento biologico, baluardo di questa maggioranza.

    Per governare non basta rottamare, bisogna avere idee.

    Conan Lo Smacchiatore

  3. non si capisce perché il rilancio del Nevegal, a beneficio di pochi, dovrebbe essere finanziato con le casse comunali, sottraendolo ad altri capitoli di pubblica utilità.

  4. Non abbiamo speranze turistiche finchè non avremmo le risorse e le leggi di trento e bolzano.

    Mettetevelo in testa, anche se siete più veneti di uno che vive in centro a venezia.

  5. dopo l’azionariato popolare, la gestione Comunale, il consorzio Nevegal…serve davvero anche la pro loco Nevegal?!? le pro loco sono un ottimo esempio di strutture funzionanti, ma si basano sul volontariato ed una persona dà la propria disponibilità per attività di questo tipo una tantum o per brevi periodi. non si gestisce lo sviluppo turistico di una località come il Nevegal come se fosse una sagra paesana.

  6. @ LO SMACCHIATO

    Il Nevegal è in perdita, come tutte le stazioni funiviarie, estive o invernali che siano.

    Sta ai Comuni ed alla Provincia (ahi! che dolor!) decidere se gli impianti sono un volano per l’occupazione (indotto ricettivo-ristorazione compreso) e per lo sviluppo turistico-economico dell’area. E di qui avere il coraggio di agire di conseguenza.

    Appartiene alla disperazione ideologica il pensare che un privato venga a gestire 4 rottami in parte nemmeno revisionati.

    Però questo Sindaco, nel programma (vedi sotto), aveva scritto che avrebbe valorizzato l’estate in Nevegal.

    Per ora ha cominciato dall’esaltazione delle graminacee, forse con l’idea di un grande orto botanico integrale esteso a tutta l’Alpe.

    Per chi è scordariello, ecco lo stralcio del programma elettorale di un Sindaco convinto della destagionalizzazione invernale:

    “5.3.1.1. Nevegal
    La riqualificazione di questa area deve avvenire tenendo in considerazione alcune tipologie di
    intervento e alcune linee guida:

    ● perseguire lo sviluppo economico delle attività commerciali puntando sull’ampliamento e
    sulla diversificazione dell’offerta turistica estiva;
    ● fare rete con altre società che gestiscono impianti di risalita nel territorio provinciale,
    favorendo le economie di scala;

    ● ”

    Non si parlava di graminacee ma va ben istess.

  7. Conan,
    è solo una questione di priorità.

  8. A cosa può servire una Pro Loco? Penso a poco o nulla.
    C’è già l’ennesimo consorzio, ora in fase di scioglimento proprio per mancanza di coesione tra gli operatori proprio quando poteva gestire e far funzionare gli impianti almeno nella stagione estiva.
    È anche vero altresì che l’amministrazione attuale di Belluno ha fatto poco (o nulla) per il colle e quel pò che ha fatto ha creato più danni che altro al Nevegal. Infatti a situazione attuale è figlia anche del fallimento della Nis, con tutti i problemi (anche finanziari) che questo comporta, ma lo si sapeva da subito, non è una novità di oggi, visto che si è chiesto il fallimento.
    Il Comune di Belluno (e di Ponte) penso incassino però del bei soldini dall’imu sugli immobili del Nevegall e, pertanto, è per loro una priorità reinvestirli per un progetto comune di rivalorizzazione del colle, che non sia però il centro Alzaimer, né un ampliamento delle attivitá religiose (che però forse sono le uniche a portare un pò di gente in Piazzale).
    Ma non spetta a me (a noi) trovare le soluzioni, ma se gli amministratori lanciano delle idee positive e propositive siamo pronti a dar loro una mano, perchè il Nevegal è stupendo e non merita di essere abbandonato.

  9. Ma di che parlate.

    Il posto è bellissimo, ma zero strutture. zero strutture=fallimento. fallimento come il resto della provincia, in attesa che i grandi strateghi locali del turismo si inventino l’ennesima pubblicazione o l’ennesimo sito che non serve a nulla se non a gestire le ultime briciole prima del disastro.